Chiara Costanzo e Achille Barosi, autopsie choc: cosa nasconde davvero il rogo di Crans-Montana

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Esami autoptici e accertamenti sulle cause della morte
L’esame autoptico sui corpi dei due sedicenni, Chiara Costanzo e Achille Barosi, è stato programmato a Milano con un protocollo definito sin da subito come particolarmente complesso e meticoloso. La procedura potrebbe protrarsi ben oltre le 24 ore previste, a conferma della volontà degli inquirenti di ricostruire in modo puntuale ogni fase del rogo avvenuto a Crans-Montana nella notte di Capodanno.
Dopo il riconoscimento formale delle salme da parte dei familiari, è stato disposto un esame radiologico avanzato, con una Tac presso il CTO, per integrare i dati dell’autopsia tradizionale. Questo passaggio è ritenuto decisivo per individuare eventuali traumi interni, segni di schiacciamento o altre lesioni compatibili con una dinamica di fuga o crolli strutturali.
Gli accertamenti medico-legali puntano a chiarire se la morte dei ragazzi sia avvenuta principalmente per asfissia da fumo, per compressione meccanica o per un concorso di più fattori. Le relazioni che verranno prodotte dai periti nominati dalla Procura dovranno fornire un quadro chiaro e documentato, utile sia alla ricostruzione tecnica dell’incendio sia all’individuazione di eventuali responsabilità penali, in coordinamento con gli atti già raccolti dalle autorità elvetiche.
Il ruolo delle famiglie e dei consulenti nelle indagini
Le famiglie di Chiara Costanzo e Achille Barosi hanno scelto di affiancare in modo diretto l’attività della magistratura, nominando propri consulenti medico-legali per seguire ogni fase degli accertamenti. Questa decisione risponde all’esigenza di avere un controllo tecnico autonomo sull’intero iter peritale, dopo le prime verifiche svolte in Svizzera giudicate dai parenti non sufficientemente approfondite.
I genitori di Achille, assistiti dagli avvocati Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, hanno incaricato come consulente il medico legale Roberto Paoletti, chiamato a verificare metodi, tempi e risultati dell’autopsia milanese. Dall’altra parte, la madre e il padre di Chiara, rappresentati dai legali Vinicio Nardo e Alfredo Zampogna, hanno indicato come propri esperti il dottor Lorenzo Polo e il professor Luca Bernardo.
La presenza contemporanea di più consulenti punta a garantire un confronto serrato sui dati raccolti, dalla Tac eseguita al CTO ai campionamenti effettuati durante l’autopsia. Ogni referto, rilievo fotografico e analisi di laboratorio verrà valutato anche dai tecnici di parte, con l’obiettivo di escludere lacune istruttorie e fissare in modo incontestabile l’orario del decesso, le modalità della morte e l’eventuale correlazione con carenze nei sistemi di sicurezza della struttura di Crans-Montana.
Le inchieste italiana e svizzera tra ipotesi di reato e responsabilità
Nella procura di Roma è stato aperto un procedimento penale che inquadra la vicenda nell’ipotesi di omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio. Al momento il fascicolo è iscritto a carico di ignoti, segno che il lavoro investigativo è ancora concentrato sulla ricostruzione tecnica del rogo e sull’individuazione di eventuali condotte omissive o violazioni delle norme di sicurezza. Parallelamente resta attiva l’inchiesta svizzera, avviata dalle autorità del Canton Vallese, con cui la magistratura italiana mantiene un costante scambio di atti e informazioni.
Le famiglie di Chiara e Achille hanno espresso forti perplessità sulle prime autopsie svolte in Svizzera, ritenendole troppo rapide e prive di alcuni approfondimenti ritenuti necessari. Da qui la richiesta, accolta dagli inquirenti italiani, di procedere a nuovi accertamenti a Milano, con un protocollo più esteso che comprende anche rilievi radiologici e analisi supplementari. La contestazione riguarda in particolare il rischio che, nella fase iniziale, non siano stati acquisiti tutti gli elementi utili per accertare eventuali responsabilità gestionali o strutturali della struttura ricettiva coinvolta nell’incendio.
La duplice pista investigativa, italiana ed elvetica, impone ora un allineamento tra i due sistemi giudiziari: gli esiti delle autopsie e delle perizie tecniche disposte in Italia saranno messi a disposizione dei magistrati svizzeri, che restano competenti sul luogo dell’evento. L’evoluzione delle indagini chiarirà se emergeranno nomi specifici da iscrivere nel registro degli indagati, sia per la gestione dell’immobile sia per eventuali mancanze nei controlli preventivi.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale delle nuove autopsie svolte a Milano?
Stabilire con precisione le cause della morte di Chiara Costanzo e Achille Barosi, verificando se siano deceduti per asfissia, schiacciamento o per un insieme di fattori collegati all’incendio di Crans-Montana.
- Perché le famiglie hanno nominato consulenti medico-legali di parte?
Per affiancare i periti nominati dalla Procura, controllare metodi e risultati degli esami e assicurarsi che ogni elemento utile all’indagine venga raccolto e valutato in modo rigoroso.
- Chi sono i consulenti incaricati dai genitori di Achille Barosi?
I genitori di Achille, assistiti dagli avvocati Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, hanno scelto come consulente il medico legale Roberto Paoletti.
- Chi assiste la famiglia di Chiara Costanzo nelle perizie?
I genitori di Chiara sono rappresentati dagli avvocati Vinicio Nardo e Alfredo Zampogna, e hanno nominato come consulenti il dottor Lorenzo Polo e il professor Luca Bernardo.
- Quali reati vengono ipotizzati dalla Procura di Roma?
Il fascicolo aperto a Roma riguarda le ipotesi di omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, attualmente a carico di ignoti.
- In cosa le famiglie contestano le prime autopsie svolte in Svizzera?
I parenti sostengono che gli esami elvetici siano stati troppo sbrigativi e non sufficientemente approfonditi, chiedendo quindi accertamenti più completi in Italia.
- Qual è la fonte giornalistica delle informazioni sulle nuove autopsie?
I dettagli sulle indagini e sugli esami autoptici provengono da ricostruzioni di stampa italiana, tra cui il servizio pubblicato da Il Messaggero sul caso di Chiara Costanzo e Achille Barosi.
Le inchieste italiana e svizzera tra ipotesi di reato e responsabilità
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo penale incentrato sulle ipotesi di omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, mantenendo al momento l’iscrizione a carico di ignoti. L’indagine si concentra sulla dinamica del rogo di Crans-Montana e sulla verifica di eventuali omissioni nelle misure di prevenzione e gestione dell’emergenza all’interno della struttura ricettiva coinvolta. L’obiettivo è definire se vi siano state violazioni delle normative di sicurezza che possano aver inciso sulle conseguenze dell’incendio.
Parallelamente procede l’inchiesta avviata dalle autorità del Canton Vallese, competente per il luogo dei fatti. Le famiglie di Chiara Costanzo e Achille Barosi hanno criticato la prima fase degli accertamenti elvetici, in particolare le autopsie effettuate subito dopo la tragedia, considerate non sufficientemente approfondite. Le nuove perizie disposte a Milano, con protocolli più estesi, mirano anche a colmare eventuali lacune istruttorie e a fornire elementi oggettivi da condividere con i magistrati svizzeri.
Lo scambio di atti tra Italia e Svizzera è ora centrale per l’evoluzione del procedimento. Gli esiti degli esami medico-legali e delle analisi tecniche italiane saranno trasmessi agli inquirenti elvetici, che restano titolari del procedimento sul piano territoriale. Solo una volta consolidato il quadro probatorio potrebbe emergere l’individuazione di specifiche responsabilità, sia sul fronte gestionale della struttura sia in relazione ai controlli preventivi svolti prima del soggiorno dei ragazzi a Crans-Montana.
FAQ
- Qual è l’oggetto principale dell’indagine aperta dalla Procura di Roma?
La Procura di Roma indaga sulle ipotesi di omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, legate al rogo di Crans-Montana in cui sono morti Chiara Costanzo e Achille Barosi.
- Perché il fascicolo italiano è ancora a carico di ignoti?
Perché gli inquirenti stanno ancora ricostruendo la dinamica dell’incendio e verificando eventuali omissioni o violazioni delle norme di sicurezza, senza avere ancora individuato soggetti specifici da iscrivere nel registro degli indagati.
- Qual è il ruolo dell’inchiesta svizzera sul rogo di Crans-Montana?
Le autorità del Canton Vallese conducono il procedimento principale sul luogo dei fatti, occupandosi dei rilievi sulla struttura, delle testimonianze e della prima fase degli accertamenti medico-legali.
- Che cosa contestano le famiglie di Chiara e Achille alle autorità svizzere?
I parenti ritengono che le autopsie eseguite in Svizzera siano state troppo rapide e non abbastanza approfondite, motivo per cui hanno chiesto nuove verifiche in Italia.
- In che modo le perizie italiane incidono sulle indagini complessive?
Gli esiti delle autopsie e delle analisi tecniche svolte a Milano saranno trasmessi alla magistratura elvetica, contribuendo a definire in modo più preciso cause della morte e possibili responsabilità.
- Quali responsabilità vengono valutate nelle inchieste?
Si analizzeranno eventuali carenze nei sistemi di sicurezza, nella gestione dell’immobile e nei controlli preventivi effettuati sulla struttura di Crans-Montana che ospitava i ragazzi.
- Qual è la fonte giornalistica delle informazioni sul caso?
Le informazioni su indagini e accertamenti derivano da ricostruzioni della stampa italiana, tra cui il servizio pubblicato da Il Messaggero sul caso di Chiara Costanzo e Achille Barosi.




