Checco Zalone domina gli incassi, ma il primato di pubblico sorprende: i veri numeri del box office
Indice dei Contenuti:
Record di incassi e sorpasso su Avatar
“Buen Camino” diventa il titolo con il maggior incasso di sempre in Italia, superando definitivamente “Avatar” di James Cameron. Il nuovo scatto è arrivato sabato 17 gennaio 2026: altri 1,325 milioni di euro hanno portato la cassa complessiva a 68.823.069 euro, oltre i 68.675.722 euro del kolossal 3D del 2009. Un traguardo maturato quasi un mese dopo l’uscita, con una tenuta in sala superiore alle aspettative.
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Il successo consolida l’asse comico-autorale Checco Zalone/Gennaro Nunziante, già protagonista di assalti al primato con “Quo Vado?” (65.365.722 euro), “Sole a catinelle” (51.936.318 euro) e “Tolo Tolo” (46.208.356 euro). Per quasi vent’anni, nessun titolo aveva scalzato “Avatar” dalla vetta, nonostante ripetuti exploit del comico pugliese.
Il risultato premia anche i produttori di Indiana Production — Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Convito, Daniel Capos Pavoncelli — subentrati alla Taodue di Pietro Valsecchi, l’uomo che aveva lanciato al cinema la comicità di Zalone. Il passaggio di testimone coincide con il pieno rilancio di Luca Medici dopo l’andamento più complesso di “Tolo Tolo”, confermando un appeal commerciale che, numeri alla mano, non ha equivalenti nel panorama italiano recente.
Biglietti più cari e spettatori reali
Il primato d’incasso di “Buen Camino” non coincide con il maggior pubblico in sala: l’aumento del prezzo medio del biglietto ha gonfiato le entrate senza tradursi in un record di presenze. In diverse strutture il titolo è proposto con tariffe “evento” fino a 15 euro, una strategia che incide direttamente sul box office complessivo.
Ad oggi gli spettatori sono circa 8,5 milioni, più degli 8,2 milioni di “Avatar” — favorito nel 2009 da un sovrapprezzo per il 3D — ma sotto i quasi 10 milioni di “Quo Vado?”. La distanza dai picchi storici resta netta: l’exploit economico non si traduce in leadership di pubblico.
La media tenuta dopo quasi un mese in sala è ancora solida, ma anche una crescita “larga” di altri 2 milioni di paganti non basterebbe per la vetta assoluta in termini di presenze. Il dato conferma la divergenza strutturale tra incassi e audience reale, un fenomeno amplificato dalla pricing policy selettiva praticata su alcuni titoli di richiamo.
Classifica storica e confronti con altri titoli
Nel ranking per presenze della SIAE, “Buen Camino” resta distante dalle vette: con circa 8,5 milioni di biglietti staccati è sotto i quasi 10 milioni di “Quo Vado?” e dietro a oltre 60 titoli storici. Opere come “Lo chiamavano Trinità…” con Bud Spencer e Terence Hill, il “Decameron” di Pier Paolo Pasolini, i film di Sergio Leone e le produzioni di Bernardo Bertolucci mantengono margini ampi in termini di pubblico pagante.
La proiezione più ottimistica, con un surplus di circa 2 milioni di spettatori rispetto a oggi, collocherebbe il film attorno al 30° posto, nell’orbita tra “E.T. l’extra-terrestre” di Steven Spielberg (1982) e “Serafino” (1968) di Pietro Germi con Adriano Celentano. Uno scenario che conferma la forza commerciale dell’operazione senza scalfire la gerarchia storica della platea.
Nel fine settimana del sorpasso sugli incassi assoluti, spicca il risultato proporzionale de “La Grazia” di Paolo Sorrentino: circa 1,9 milioni di euro e quasi 230 mila ingressi, secondo titolo del sabato 17 gennaio davanti ad “Avatar 3”. Un segnale di tenuta del mercato su più segmenti, con titoli d’autore capaci di competere nella parte alta della classifica.
FAQ
- “Buen Camino” è il film con più incassi di sempre in Italia?
Sì, ha superato i 68,8 milioni di euro, oltre “Avatar”. - “Buen Camino” è anche il film più visto?
No, con circa 8,5 milioni di spettatori è dietro a molti classici e a “Quo Vado?”. - Perché incassi e presenze non coincidono?
Per l’aumento del prezzo medio del biglietto e per tariffe evento applicate in diverse sale. - Dove si colloca oggi nella classifica SIAE per spettatori?
Fuori dalla top assoluta: è sotto oltre 60 titoli storici. - Quanti spettatori servirebbero per entrare nella top 30?
Circa 2 milioni aggiuntivi lo porterebbero intorno al 30° posto. - Quali titoli storici restano davanti per presenze?
“Lo chiamavano Trinità…”, “Decameron”, film di Leone e Bertolucci, tra gli altri. - Qual è la fonte giornalistica dei dati citati?
I numeri richiamano elaborazioni e confronti riportati dalla stampa italiana, inclusi aggiornamenti su box office e classifiche SIAE.




