Chat tra Alberto e Chiara di Garlasco: nuovi dettagli sui filmati porno mettono in dubbio il movente

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Garlasco, la chat tra Alberto e Chiara sui filmati porno potrebbe smentire il movente
Chat segreta e movente in crisi
La conversazione del 17 settembre 2006 tra Alberto Stasi e Chiara Poggi, svelata dalla trasmissione di Rai 3 «Lo Stato delle Cose», mostra uno scambio disinvolto di filmati a contenuto esplicito. Chiara scrive ad Alberto: «Quando mi mandi l’altro filmino, mi fai uno squillo che vengo ad accettare», riferendosi a video scaricati da internet. Non emergono imbarazzo o riprovazione, ma curiosità e leggerezza.
Nella stessa chat, Chiara scherza sul fatto di dover togliere l’audio per non arrossire, mentre Alberto la invita ironicamente a tenerlo perché «è pornissimo». Il tono è di complicità affettiva, non di conflitto o ripulsa morale.
Questi messaggi cozzano con l’idea che la giovane fosse sconvolta dalla scoperta improvvisa di materiale pornografico sul pc del fidanzato alla vigilia del delitto di Garlasco. La rappresentazione della vittima come ignara e traumatizzata da quell’universo digitale appare ora molto meno credibile.
La cartella «Militare» sotto una nuova luce
La sentenza della Corte di Cassazione aveva attribuito alla cartella «Militare» del computer di Alberto un ruolo centrale nel possibile movente. Secondo i giudici, Chiara l’avrebbe scoperta il 12 agosto 2007, durante un temporale, mentre lui si occupava del cane, restando turbata dall’archivio di foto e video hard accuratamente catalogati.
Nella ricostruzione giudiziaria, quella presunta scoperta avrebbe innescato una crisi emotiva e relazionale, culminata nell’omicidio del giorno successivo. Ma la chat del 2006 ridimensiona radicalmente tale scenario, mostrando che entrambi conoscevano e scambiavano già da tempo contenuti analoghi.
Se i due fidanzati parlavano con naturalezza di film scaricati e di «filmini» da trasferire, la cartella «Militare» perde gran parte del suo potere destabilizzante. Il presunto trauma diventa difficile da sostenere, perché la dimensione pornografica non era affatto un segreto inconfessabile tra loro.
Ipotesi accusatoria indebolita
Nella chat emergono riferimenti a file «del mare» e «della montagna», allusioni a video di grandi dimensioni che richiedevano tempo per essere trasferiti, battute e tenerezza. Quando Chiara scrive «Siamo proprio due polpastrelli telepatici, quasi», si delinea un rapporto digitale intenso e condiviso, ben lontano dal cliché della ragazza scandalizzata dal pc del compagno.
La difesa di Alberto Stasi aveva sempre definito l’accesso di Chiara alla cartella «Militare» un fatto «irrilevante» ai fini del movente. Le nuove chat sembrano corroborare questa linea: se entrambi gestivano e scambiavano liberamente contenuti hard, la scoperta di un archivio ordinato non poteva realisticamente costituire una rottura emotiva tale da sfociare in un delitto.
Rimangono molte ombre su ciò che avvenne il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Tuttavia uno dei pilastri narrativi della condanna – il conflitto originato dal porno sul computer – appare oggi seriamente indebolito, con potenziali ricadute sulla lettura complessiva del caso.
FAQ
D: Cosa rivelano le nuove chat tra Alberto e Chiara?
R: Mostrano uno scambio spontaneo e consapevole di video pornografici, con toni scherzosi e complicità reciproca.
D: Perché queste chat incidono sul possibile movente?
R: Perché smentiscono l’idea che Chiara fosse scioccata dalla scoperta del materiale hard sul pc di Alberto, cardine dell’ipotesi accusatoria.
D: Che cos’era la cartella «Militare» sul computer di Stasi?
R: Era un archivio organizzato di foto e video pornografici scaricati da internet, ritenuto in passato il nucleo del presunto trauma di Chiara.
D: In che modo la Cassazione aveva usato il tema del porno nel movente?
R: Aveva ipotizzato che la scoperta della cartella da parte di Chiara, la sera prima del delitto, avesse generato uno scontro culminato nell’omicidio.
D: Cosa sostiene la difesa di Alberto Stasi alla luce delle chat?
R: Ribadisce che l’accesso di Chiara al materiale hard era irrilevante, poiché lei ne era già consapevole e lo condivideva con lui.
D: La nuova chat prova l’innocenza di Stasi?
R: No, ma indebolisce uno specifico movente riconosciuto in sentenza, aprendo spazi per una diversa lettura della vicenda.
D: Qual è il ruolo della trasmissione “Lo Stato delle Cose”?
R: Il programma di Rai 3 ha reso pubblica la chat del 2006, riportando all’attenzione un elemento mai pienamente valorizzato nel dibattimento.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle informazioni?
R: I contenuti e le ricostruzioni citate provengono dal materiale reso noto dalla trasmissione «Lo Stato delle Cose» su Rai 3 e dalla successiva rielaborazione giornalistica del caso.




