Cassandra Marshall sopravvive all’influenza, si risveglia senza arti: il caso shock che nessuno ha visto arrivare

Diagnosi errata e peggioramento improvviso
Cassandra Marshall, 35 anni, madre di quattro figli e residente a Stokesdale (North Carolina), si è presentata in pronto soccorso a fine 2023 con dolori intensi e sintomi compatibili, secondo la prima valutazione, con una comune influenza. Dimessa con una diagnosi sottostimata, poche ore dopo ha manifestato un rapido e drammatico peggioramento: grave difficoltà respiratoria al risveglio, necessità di trasporto in elicottero verso un centro specialistico e successivo ricovero in condizioni critiche. In ospedale i medici hanno riscontrato un polmone collassato e l’hanno rianimata due volte, come confermato dal marito, che ha riferito le chiamate dei sanitari per comunicare i ripetuti arresti e i tentativi di rianimazione andati a buon fine. Quello che era stato liquidato come un quadro influenzale si è rivelato l’inizio di una catena di complicanze severe, evolute nell’arco di una sola notte, con un quadro clinico incompatibile con la diagnosi iniziale e un rischio immediato per la vita della paziente.
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Sepsi, shock settico e decisione di amputare
Gli esami eseguiti in urgenza hanno individuato un’infezione da streptococco di gruppo A, rapidamente evoluta in sepsi con progressione verso shock settico. Per sostenere le funzioni vitali è stato attivato un supporto ECMO, necessario a compensare il collasso respiratorio e a scaricare il cuore sotto stress. Nonostante la stabilizzazione emodinamica, la compromissione circolatoria periferica ha causato un danno ischemico irreversibile a tutte e quattro le estremità, con necrosi progressiva dei tessuti. La squadra clinica ha discusso con la famiglia un percorso chirurgico in più fasi, spiegando che l’unica opzione per contenere l’infezione e salvare la vita era la quadrupla amputazione.
Il primo tempo operatorio ha riguardato le amputazioni degli arti inferiori, eseguite dopo la valutazione dei margini vitali e della perfusione residua. In un secondo accesso in sala, pianificato per le amputazioni degli arti superiori, la paziente ha avuto un arresto intraoperatorio, con necessità di rianimazione e rinvio del completamento chirurgico. L’intervento sulle braccia è stato portato a termine solo dopo un’ulteriore finestra di stabilizzazione, quando i parametri clinici hanno consentito di minimizzare il rischio perioperatorio. Il team ha adottato un approccio conservativo dove possibile, privilegiando livelli di sezione utili alla futura applicazione di protesi funzionali e alla gestione del dolore residuo, con pianificazione immediata del percorso riabilitativo multidisciplinare.
Riabilitazione, protesi e sfide quotidiane
Terminata la fase acuta, per Cassandra Marshall è iniziato un lungo percorso di riabilitazione centrato su controllo del dolore, prevenzione delle complicanze e adattamento funzionale. I fisioterapisti hanno lavorato sulla stabilità del tronco, sul rinforzo di spalle e core e sull’addestramento all’uso del wheelchair, mentre gli ergoterapisti hanno strutturato routine per le attività essenziali, come vestirsi, alimentarsi e gestire gli spostamenti domestici. Parallelamente è stato intrapreso un programma di desensibilizzazione dei monconi per ridurre il dolore fantasma e preparare i tessuti all’invasatura delle protesi.
Le limitazioni amministrative hanno complicato l’accesso ai dispositivi: secondo quanto riportato, le richieste di invalidità sono state rigettate per quattro volte, costringendo la famiglia ad attivare una raccolta fondi su GoFundMe per coprire i costi. Ogni protesi ha un prezzo stimato di circa 19 mila dollari; grazie alle donazioni è stato possibile acquistare un arto superiore protesico e le protesi degli arti inferiori, strumenti fondamentali per recuperare autonomia nelle attività quotidiane e nella cura dei figli.
L’addestramento protesico ha previsto sessioni progressive di fitting, regolazione dell’invaso e training funzionale. Per le gambe, il lavoro si è concentrato su postura, equilibrio, schemi del passo e prevenzione delle cadute; per il braccio protesico, l’attenzione è stata posta su presa, rilasci e coordinazione occhio–mano. La paziente ha riferito di vivere con maggiore serenità la perdita degli arti inferiori rispetto a quella delle braccia, un impatto emotivo legato soprattutto all’impossibilità di abbracciare e sollevare i suoi quattro figli. Nonostante il carico psicologico, ha sottolineato di sentirsi “benedetta” per essere sopravvissuta e di fare affidamento sul sostegno della famiglia per avanzare, passo dopo passo, nella riconquista dell’autonomia domestica e sociale.
Nelle sfide quotidiane rientrano la gestione delle protesi, la cura della cute dei monconi, la manutenzione dei dispositivi e l’adattamento dell’abitazione per garantire accessibilità e sicurezza. L’obiettivo clinico rimane la massima indipendenza possibile, con un monitoraggio periodico per adeguare componentistica e setting riabilitativo alle esigenze in evoluzione, bilanciando prestazioni funzionali, comfort e sostenibilità economica.
FAQ
- Che cosa ha causato le amputazioni?
Un’infezione da streptococco di gruppo A evoluta in sepsi e shock settico ha compromesso la perfusione degli arti, rendendo necessarie amputazioni per salvare la vita. - Perché la diagnosi iniziale è stata considerata errata?
I sintomi sono stati interpretati come influenza, ma nelle ore successive si è manifestato un collasso respiratorio con grave infezione sistemica non rilevata al primo accesso. - Qual è stato il ruolo dell’ECMO nel trattamento?
Ha fornito supporto cardiorespiratorio temporaneo durante la fase critica, consentendo di stabilizzare la paziente in attesa degli interventi chirurgici. - Quali sono le priorità della riabilitazione dopo una quadrupla amputazione?
Controllo del dolore, cura dei monconi, rinforzo del tronco, training per carrozzina e protesi, e strategie per l’autonomia nelle attività quotidiane. - Quanto costano le protesi necessarie?
Il costo indicativo è di circa 19 mila dollari per dispositivo, con necessità di fondi dedicati e supporto esterno per l’acquisto. - Quali difficoltà pratiche si incontrano nella vita di tutti i giorni?
Gestione del dolore fantasma, manutenzione delle protesi, adattamento dell’ambiente domestico, prevenzione delle cadute e supporto psicologico per l’impatto emotivo.




