Caso Signorini, Medugno rompe il silenzio davanti ai pm: la verità che cambia l’inchiesta

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Interrogatorio in procura
Antonio Medugno si è presentato in Procura come parte offesa per l’esposto depositato il 24 dicembre contro Alfonso Signorini, nel quale contesta estorsione e violenza sessuale. L’audizione, riferiscono fonti qualificate, è durata circa tre ore, con un esame puntuale degli episodi già portati all’attenzione pubblica.
Assistito dai legali Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella, il modello ha ripercorso i passaggi centrali della vicenda, consegnando ai magistrati elementi documentali e indicazioni utili a verifiche ulteriori. Nel mandato difensivo è stata sollecitata la valutazione di eventuali reati connessi e la possibile individuazione di altri responsabili.
L’interrogatorio si è svolto in un clima di riservatezza, con calendario e accessi contingentati per evitare interferenze mediatiche. Gli inquirenti hanno scandito la ricostruzione in blocchi temporali, chiedendo chiarimenti su contatti, contesti e riscontri esterni, in linea con il perimetro dell’indagine preliminare.
Dichiarazioni di medugno
All’uscita dal Palazzo di Giustizia, Antonio Medugno ha ribadito di aver riferito ai pm ogni dettaglio ritenuto rilevante, dichiarandosi sereno sull’iter investigativo. Ha evitato di pronunciarsi su presunti “sistemi” organizzati, limitandosi a richiamare la propria esperienza personale e i fatti già esposti nell’esposto del 24 dicembre.
“Ho detto tutta la verità e mi fido della magistratura”, ha affermato, sottolineando di sentirsi tutelato dall’autorità giudiziaria e di voler mantenere il profilo di parte offesa senza alimentare polemiche pubbliche. Ha aggiunto di non sapere se altri decideranno di esporsi, ma di ritenere di non restare isolato nel percorso processuale.
Il tenore delle sue parole è apparso coerente con quanto già riportato in atti: conferma delle accuse a Alfonso Signorini, richiesta di verifiche su eventuali ulteriori responsabilità e disponibilità a integrare la documentazione. Nessun dettaglio operativo sull’indagine, in ossequio al riserbo istruttorio.
Incontro con corona fuori dal tribunale
All’esterno del Palazzo di Giustizia, Antonio Medugno è stato visto incrociare Fabrizio Corona, presenza che ha attirato l’attenzione di cronisti e curiosi. Non sono emersi particolari sul contenuto del dialogo né sulla sua durata, e i due si sono allontanati senza rilasciare commenti aggiuntivi.
L’incontro arriva mentre su Corona pende un’indagine per presunta diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale, legata alla sua attività mediatica e al format “Falsissimo”. Il quadro investigativo resta aperto e riguarda profili distinti rispetto alla denuncia di Medugno, con accertamenti in corso su tempi, fonti e modalità di pubblicazione.
Nel frattempo, Alfonso Signorini mantiene la linea della totale estraneità, dopo l’auto-sospensione da Mediaset, sostenendo di essere vittima di campagne diffamatorie. La fase è ancora preliminare: verifiche tecniche e riscontri testimoniali determineranno sviluppi su eventuali responsabilità, senza che al momento vi siano elementi ufficiali ulteriori rispetto a quanto già noto.
FAQ
- Chi si è incontrato fuori dal tribunale? Antonio Medugno e Fabrizio Corona.
- Cosa si sono detti? Non sono stati divulgati dettagli sul contenuto del colloquio.
- La posizione di Fabrizio Corona qual è? È indagato per presunta diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.
- Qual è la linea di Alfonso Signorini? Dichiara la propria innocenza e parla di calunnie ai suoi danni.
- L’incontro incide sull’indagine principale? Al momento non risultano effetti processuali noti riconducibili all’incontro.
- Quali reati contesta Medugno? Estorsione e violenza sessuale, come da esposto del 24 dicembre.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le tempistiche dell’audizione e i dettagli logistici sono stati riportati da ANSA.




