Caso Poggi: rivelazioni shock dei consulenti svelano retroscena inediti e ribaltano ogni certezza

Ribaltamento della dinamica: l’aggressione sarebbe iniziata in cucina
Garlasco, nuova ricostruzione tecnica: l’azione omicida contro Chiara Poggi non avrebbe avuto origine nell’ingresso, ma in cucina. La consulenza, voluta dalla famiglia, contraddice le conclusioni dei Ris del 2007 e rilegge la sequenza degli eventi a partire dai pattern ematici e dalla disposizione degli oggetti domestici. La scena interna suggerisce un primo impatto nell’area culinaria, con successivo spostamento verso l’ingresso, capovolgendo la narrativa investigativa consolidata.
L’elaborato, affidato all’ex poliziotto Dario Redaelli, sostiene che la distribuzione delle macchie e degli schizzi indichi un innesco in cucina e non sulla soglia. Tale ipotesi rafforza la linea difensiva già sostenuta dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna sin dal primo grado del 2009, aprendo a implicazioni sulla compatibilità dei movimenti della vittima e dell’aggressore.
Il focus si concentra sul raccordo tra tracce ematiche e dinamiche di caduta: la proiezione, l’angolazione e la densità degli spruzzi risultano più coerenti con un attacco iniziale in cucina, seguito da trascinamento o fuga verso l’ingresso. Una lettura che rimette in discussione tempi, traiettorie e postura dell’aggressore, con potenziali ripercussioni sulla valutazione di alibi, percorsi interni e uso di strumenti presenti nell’abitazione.
Tecnologie forensi e nuova Bpa: immagini “rimasterizzate” e riscontri incrociati
La nuova analisi Bpa adottata dal consulente Dario Redaelli si fonda sulla “rimasterizzazione” delle fotografie originali della scena, ottenuta con software di ultima generazione che aumentano definizione, contrasto e leggibilità dei micro-pattern ematici. L’ottimizzazione delle immagini ha permesso di distinguere gocce a bassa e alta velocità, orientamenti e frammentazioni prima non evidenti, ridefinendo le direttrici di movimento.
L’upgrade digitale è stato integrato con i riscontri dell’incidente probatorio genetico e dattiloscopico disposto dal gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, tra maggio e dicembre scorsi. Incrociando le foto “pulite” con profili genetici e impronte, il tracciamento delle tracce ha evidenziato coerenze e discontinuità che spostano il baricentro dell’azione verso la cucina. Il confronto ha incluso la mappatura di schizzi secondari, trasferimenti da contatto e possibili zone d’ombra.
L’approccio ha ridotto il rumore visivo tipico degli scatti del 2007 e isolato pattern di spatter compatibili con un impatto iniziale in ambiente ristretto, con successivi trasferimenti ematici lungo i percorsi interni. La combinazione fra enhancement fotografico e Bpa ha prodotto una timeline più serrata degli eventi, con ipotesi verificabili su postura, distanza e angoli d’attacco, mantenendo tracciabilità metodologica per eventuali perizie di parte.
FAQ
- Qual è la novità principale della nuova Bpa? La “rimasterizzazione” delle foto ha rivelato micro-pattern ematici non leggibili nel 2007, riorientando la dinamica verso la cucina.
- Chi ha condotto la nuova analisi? L’ex poliziotto ed esperto di scene del crimine Dario Redaelli, incaricato dalla famiglia Poggi.
- Quali strumenti sono stati usati sulle immagini? Software di enhancement per migliorare nitidezza, contrasto e segmentazione delle tracce ematiche.
- Come si sono integrati i dati genetici e dattiloscopici? Sono stati sovrapposti alle foto ottimizzate per verificare coerenza tra profili, impronte e traiettorie di sangue.
- Quale ruolo ha avuto il gip di Pavia? Daniela Garlaschelli ha disposto l’incidente probatorio che ha fornito i riscontri tecnici successivi.
- Le conclusioni sono definitive? No, costituiscono una consulenza che potrà essere vagliata, contestata o integrata in sede giudiziaria.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni di Redaelli sono state riportate da LaPresse.
Snodi giudiziari: consulenze, nuovi indagati e possibili sviluppi processuali
La consulenza di Dario Redaelli sarà consegnata agli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che assistono la famiglia Poggi, per valutarne l’eventuale deposito. La scelta strategica ruota tra l’allegazione al fascicolo sulle indagini in corso e l’uso in un eventuale procedimento di revisione.
Il quadro investigativo coinvolge il nuovo indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, su cui pendono le decisioni della Procura di Pavia in vista della scadenza del 24 gennaio per le indagini preliminari, prorogabili su richiesta al gip. Il diretto interessato si è difeso pubblicamente, anticipando l’ipotesi di rinvio a giudizio.
Parallelamente, resta il giudicato a carico di Alberto Stasi, che sta scontando 16 anni per l’omicidio; la difesa potrebbe attivare la Corte d’appello di Brescia per la revisione, utilizzando anche i nuovi elementi tecnico-scientifici. In questo contesto rientra l’analisi su monili e reperti restituiti nel 2019, nonché i riscontri su Dna e impronte emersi nell’incidente probatorio.
Gli scenari processuali includono: eventuale rinvio a giudizio di Sempio; possibile deposito della consulenza Redaelli; valutazione dei nuovi esiti forensi in chiave di revisione; ulteriori verifiche su reperti come la cannuccia con Dna di Stasi. La tempistica delle mosse delle parti sarà determinante per l’impiego probatorio delle nuove analisi.
FAQ
- Chi deciderà il deposito della consulenza? Gli avvocati Tizzoni e Compagna, in accordo con la famiglia Poggi.
- Qual è la posizione di Andrea Sempio? È indagato per omicidio e ha dichiarato di attendersi un rinvio a giudizio, respingendo le accuse.
- Quando scadono le indagini su Sempio? Il 24 gennaio, con possibilità di proroga da parte della Procura di Pavia.
- Quali vie processuali sono sul tavolo? Rinvio a giudizio di Sempio e possibile richiesta di revisione per Stasi alla Corte d’appello di Brescia.
- Cosa riguarda l’analisi dei monili? Verifiche su oggetti restituiti nel 2019 per possibili riscontri forensi utili alla dinamica.
- Il Dna sulla cannuccia cosa implica? È un elemento di discussione nel contesto ricostruttivo, da valutare con gli altri reperti.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni del consulente sono state riportate da LaPresse.




