Caso Garlasco, nuova svolta sull’indagine Sempio: la procura valuta l’ipotesi di un nuovo processo

Indice dei Contenuti:
Un anno fa la riapertura del caso Garlasco, verso richiesta processo per Sempio
Indagine a una svolta
A dodici mesi dalla riapertura del fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi, la posizione di Andrea Sempio è al centro di una possibile richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta della Procura di Pavia, a carico del 37enne amico del fratello della vittima, si concentra su un delitto avvenuto oltre 18 anni fa, per il quale l’indagato respinge ogni addebito.
Parallelamente, l’ex fidanzato della giovane, Alberto Stasi, sta terminando di scontare i 16 anni di reclusione inflitti in via definitiva, ribadendo da sempre la propria innocenza. La riapertura delle indagini è maturata su input della sua difesa, che ha insistito per rivalutare i reperti biologici raccolti all’epoca del processo.
Il nuovo scenario investigativo, dunque, non si limita a riaprire un capitolo giudiziario archiviato, ma rimette in discussione l’intero equilibrio probatorio su cui si è fondata la condanna. Al centro, la possibilità che emergano elementi idonei a ridefinire responsabilità e dinamica dell’omicidio avvenuto nella villetta di Garlasco.
Dna, perizie e incidente probatorio
La svolta è arrivata con l’istanza accolta il 23 gennaio di un anno fa dalla gip Daniela Garlaschelli, che ha autorizzato la riapertura del fascicolo su Sempio. La richiesta dei pm pavesi si è basata su nuovi approfondimenti riguardo alla perizia genetica eseguita nel 2014 sulle unghie di Chiara, in occasione dell’appello bis che portò alla condanna definitiva di Stasi.
Le analisi più recenti hanno confermato un profilo di Dna compatibile con la linea genetica maschile della famiglia di Sempio, in linea con quanto sostenuto dai consulenti dell’attuale condannato. Su questo fronte si è innestata la consulenza della patologa forense Cristina Cattaneo, incaricata di approfondire le cause della morte e la dinamica delle lesioni.
Il dibattito tecnico si è concentrato anche sulla leggibilità del materiale genetico e sull’impronta palmare individuata lungo il muro che porta al seminterrato dell’abitazione. Questi elementi sono stati al centro dell’incidente probatorio conclusosi lo scorso dicembre, destinato a cristallizzare il valore giudiziario delle perizie.
Prospettive processuali e fronti contrapposti
L’esito dell’incidente probatorio viene letto in modo diametralmente opposto dalle parti. Per l’accusa e per i legali di Alberto Stasi, il quadro emerso dalle nuove consulenze tecnico-scientifiche rafforza l’ipotesi di un coinvolgimento di Andrea Sempio. In questa prospettiva, la Procura di Pavia sarebbe vicina a chiudere le indagini in vista di una formale richiesta di processo.
Per la difesa dell’indagato e per la parte civile, invece, le conclusioni dei periti risultano fuorvianti e prive di reale impatto ricostruttivo sulla scena del crimine. Secondo questa linea, né il Dna né l’impronta palmare consentirebbero di ridefinire con certezza dinamica, tempistica e autore dell’omicidio.
Il futuro del caso dipende ora dalla valutazione finale del materiale probatorio da parte dei pm, che dovranno stabilire se esistano indizi gravi, precisi e concordanti per sostenere l’accusa in aula, a quasi due decenni dai fatti avvenuti a Garlasco.
FAQ
D: Chi è attualmente indagato nel nuovo filone dell’inchiesta?
R: L’indagato è Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, oggi 37enne.
D: Perché è stata riaperta l’indagine a Pavia?
R: La riapertura è avvenuta per rivalutare le tracce di Dna e alcuni reperti emersi nelle precedenti perizie genetiche.
D: Che ruolo ha avuto la difesa di Alberto Stasi?
R: I legali di Stasi hanno sollecitato nuovi accertamenti sui reperti biologici, chiedendo il riesame del materiale genetico.
D: Cosa ha stabilito la consulenza di Cristina Cattaneo?
R: La patologa forense Cristina Cattaneo ha approfondito cause della morte e lesioni, offrendo nuovi elementi tecnici alla Procura.
D: Qual è la posizione attuale di Alberto Stasi?
R: Stasi sta terminando di scontare la condanna a 16 anni di carcere, continuando a dichiararsi innocente.
D: Perché il Dna è così centrale nel procedimento?
R: Le tracce genetiche trovate sotto le unghie della vittima e la loro attribuzione potrebbero incidere sull’individuazione dell’autore del delitto.
D: Cosa sostiene la difesa di Andrea Sempio?
R: La difesa contesta la lettura delle perizie, giudicandole fuorvianti e non idonee a cambiare la scena del crimine.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria della notizia?
R: La notizia e i dettagli sull’inchiesta derivano da un lancio dell’agenzia ANSA, che ha seguito gli sviluppi del caso di Garlasco e della Procura di Pavia.




