Case green quanto spendi davvero per trasformare la tua abitazione

Indice dei Contenuti:
Case green: i lavori da fare nelle nostre abitazioni, e quanto costano
Lavori prioritari nelle abitazioni
La direttiva europea sulle prestazioni energetiche impone agli Stati di tagliare i consumi domestici di almeno il 16% entro il 2030 e oltre il 20% entro il 2035, intervenendo soprattutto sugli immobili più energivori in classe F e G.
Per le case italiane significa concentrarsi su isolamento, impianti e produzione rinnovabile, con un piano nazionale ancora da definire in dettaglio ma già scritto nelle sue linee tecniche essenziali.
Gli interventi sono in larga parte gli stessi emersi con il superbonus, ma dovranno essere programmati in modo più selettivo e sostenibile per i conti pubblici.
Le opere con il miglior rapporto tra costo e risparmio sono il cappotto termico sulle facciate opache, la coibentazione di tetti e solai, la sostituzione di serramenti datati con finestre a taglio termico e vetrocamera evoluta, oltre alla riduzione dei ponti termici su balconi, pilastri e giunti strutturali.
Sul fronte impiantistico, la sostituzione delle vecchie caldaie tradizionali con sistemi a condensazione ad alta efficienza o pompe di calore elettriche è il passaggio chiave per ridurre consumi di gas e emissioni climalteranti.
La direttiva prevede inoltre, dove tecnicamente fattibile, l’installazione progressiva di impianti solari sugli edifici, con priorità a quelli pubblici e non residenziali di maggiori dimensioni e, a seguire, su tutte le nuove abitazioni entro il 2030.
Per gli edifici non residenziali, gli Stati dovranno ristrutturare il 16% degli immobili peggiori entro il 2030 e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi di prestazione energetica vincolanti.
Quanto costano gli interventi
Il costo dei lavori varia soprattutto in base alla metratura, alla tipologia costruttiva e al punto di partenza energetico dell’edificio, ma le stime convergono su una forchetta tra 20.000 e 60.000 euro per immobile per raggiungere gli obiettivi Ue minimi.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, l’adeguamento del patrimonio edilizio italiano ai target europei può richiedere complessivamente circa 270 miliardi di euro, con oltre 5 milioni di edifici da riqualificare in tempi rapidi.
La Fillea-Cgil calcola che entro il 2030 dovrà essere riqualificato almeno il 15% degli immobili oggi in classe F e G, salendo al 26% entro il 2033 per le classi più energivore.
Le analisi di Sima e Velux Italia stimano per l’Italia 85 miliardi di euro di investimenti diretti in riqualificazione energetica entro il 2030, con un volume d’affari complessivo di circa 280 miliardi considerando impatti diretti, indiretti e indotto lungo tutta la filiera delle costruzioni e dell’impiantistica.
Nel dettaglio, gli interventi di isolamento di facciate e coperture incidono spesso per il 40-60% del budget, la sostituzione di infissi per il 20-30%, mentre la parte impiantistica (caldaie evolute, pompe di calore, sistemi di regolazione, fotovoltaico) copre il resto.
Il nodo centrale, più volte ricordato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, riguarda la ripartizione dei costi tra famiglie, Stato e mercato, dopo l’esperienza del superbonus che ha mostrato il rischio di forti squilibri di finanza pubblica e di benefici concentrati su una minoranza di proprietari.
Il successo del piano dipenderà quindi da un mix di incentivi fiscali mirati, crediti agevolati, garanzie pubbliche e soluzioni come comunità energetiche e contratti EPC con ESCo, in grado di ripagare parte dei lavori con i risparmi in bolletta.
Scadenze e deroghe previste
La nuova disciplina europea punta a un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050, ma prevede tappe intermedie ravvicinate che impongono scelte rapide al governo italiano.
Dal 2028 tutti i nuovi edifici occupati o di proprietà delle autorità pubbliche dovranno essere a emissioni zero, soglia che dal 2030 varrà per tutte le nuove costruzioni residenziali.
Entro il 31 dicembre 2029 tutti i nuovi edifici dovranno inoltre essere predisposti con un proprio impianto solare, salvo impedimenti tecnici documentati.
Sul fronte della decarbonizzazione complessiva, entro il 1° gennaio 2027 gli Stati membri dovranno comunicare i tempi per fissare i valori limite di GWP (potenziale di riscaldamento globale) dei materiali nelle nuove costruzioni, mentre dal 2028 sarà obbligatorio calcolare il GWP per tutti i nuovi edifici oltre i 1.000 metri quadrati.
Per il residenziale esistente, entro il 2030 i consumi di energia primaria dovranno ridursi del 16% rispetto ai livelli del 2020, con un ulteriore salto al 20-22% nei due anni successivi considerando l’intero patrimonio, abitativo e non.
Per il non residenziale, la riduzione dovrà toccare almeno il 26% dal 2033, con verifiche e aggiornamenti dei piani nazionali almeno ogni cinque anni fino al traguardo del 2050.
Restano esclusi dalla disciplina gli edifici agricoli e quelli storici, con facoltà per gli Stati di esentare anche immobili protetti per particolare valore architettonico, strutture temporanee, chiese e luoghi di culto, per i quali l’efficientamento dovrà seguire percorsi ad hoc meno invasivi.
FAQ
D: Quanto spenderà in totale l’Italia per adeguarsi alla direttiva?
R: Le stime del Centro studi di Unimpresa indicano circa 270 miliardi di euro complessivi entro il 2033.
D: Qual è il costo medio per singolo immobile?
R: Per una riqualificazione energetica in linea con i target Ue si va mediamente da 20.000 a 60.000 euro per edificio.
D: Quali interventi pesano di più sul budget?
R: Cappotto termico, coibentazione del tetto e sostituzione degli infissi rappresentano di solito la parte più onerosa della spesa.
D: La direttiva vale anche per edifici storici e chiese?
R: No, gli edifici storici e i luoghi di culto possono essere esclusi dai singoli Stati membri, insieme ad alcune strutture agricole e temporanee.
D: Entro quando i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero?
R: Dal 2028 l’obbligo scatta per gli edifici pubblici di nuova costruzione, dal 2030 per tutte le nuove abitazioni.
D: Sono previsti obblighi specifici per il solare?
R: Sì, entro il 2029 tutti i nuovi edifici dovranno disporre di impianti solari integrati, se tecnicamente ed economicamente possibile.
D: Quante case dovranno essere riqualificate in Italia?
R: Le proiezioni indicano circa 5 milioni di edifici da rinnovare in pochi anni, soprattutto nelle classi energetiche più basse.
D: Qual è la fonte giornalistica originale sulle stime di costi e impatti?
R: I dati richiamati derivano da analisi citate dalla stampa nazionale, in particolare da un articolo di Corriere della Sera che riporta le stime di Sima, Velux Italia, Unimpresa e Fillea-Cgil.




