Carlo Conti svela i retroscena di Sanremo, grandi nomi hanno rifiutato e il conduttore ripensa le sue scelte

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Carlo Conti ammette i rifiuti a Sanremo: “Qualcuno mi ha detto no e ho virato su altri”
Dietro le quinte delle scelte
Carlo Conti ha riconosciuto apertamente di aver ricevuto diversi rifiuti in vista del Festival di Sanremo 2026, precisando di aver dovuto ripensare il cast e “virare su altri” nomi senza però ritenere indebolita la line up. Alle critiche sui troppi debuttanti ha risposto ricordando come artisti del calibro di Francesco Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Marco Masini, Fedez, Malika Ayane e Arisa siano comunque presenze di peso.
Nel podcast “Pezzi – Dentro La Musica” di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, il direttore artistico ha spiegato che alcuni Big non volevano tornare dopo la partecipazione dello scorso anno, altri non avevano un album pronto, altri ancora erano impegnati da eventi personali, come la recente maternità di Alessandra Amoroso.
Per raccontare la selezione, Conti ha usato la metafora del fioraio: si parte desiderando un mazzo di rose di mille colori, ma al banco si scopre che alcune varietà mancano o sono appassite, e allora si scelgono fiori meno noti ma capaci di comporre comunque un bouquet armonico.
Nuove voci e vecchie certezze
Nell’analogia floreale di Conti rientrano i nomi emergenti come Sayf, Nayt, Eddie Brock, Samurai Jay, Colombre e Maria Antonietta, percepiti da una parte del pubblico come “sconosciuti” ma centrali nel progetto di rinnovamento. Il conduttore li considera fiori dal nome magari poco familiare, ma dal potenziale scenico e musicale elevato.
Le polemiche social sul presunto “cast debole” vengono così ribaltate in chiave strategica: l’idea è affiancare Big consolidati e nuovi protagonisti, puntando su generazioni e pubblici differenti. Dietro le esclusioni non ci sarebbe una mancanza di proposte, ma piuttosto una precisa scelta di equilibri interni al concorso.
Per Conti, la discussione sui rifiuti è parte fisiologica del meccanismo: ogni anno esistono trattative non andate in porto, ma questo non mette in discussione la tenuta complessiva del cartellone. La difesa pubblica delle proprie decisioni vuole rassicurare sia l’industria musicale sia gli inserzionisti televisivi.
Il futuro del Festival e l’addio annunciato
Pur avendo già guidato il Festival di Sanremo nel 2015, 2016 e 2017, Carlo Conti ha escluso l’ipotesi di un altro triennio consecutivo dopo le edizioni 2025 e 2026, arrivando a tirarsi fuori dal 2027. Ha dichiarato di sperare in un successore “più giovane, aitante e belloccio”, segnalando la volontà di un ricambio alla guida del format.
Per l’edizione 2026, al via il 24 febbraio dall’Ariston di Sanremo, ha annunciato una maggiore varietà musicale rispetto al 2025: dal rock a sfumature country, passando per rap puro, ritmi latini, pop radiofonico e brani d’impianto classico ma senza ritornello, con l’obiettivo di ampliare lo spettro sonoro in prima serata.
Conti ha spiegato che per lui il lavoro creativo si chiude nel momento in cui comunica i nomi al TG1: da lì in poi il Festival diventa soprattutto un prodotto televisivo da condurre e orchestrare, mentre la vera sfida resta la direzione artistica e la capacità di leggere in anticipo le tendenze del mercato discografico.
FAQ
D: Perché alcuni Big hanno rifiutato Sanremo 2026?
R: Alcuni non volevano tornare a ridosso della partecipazione precedente, altri non avevano un disco pronto o erano impegnati con la vita privata.
D: Carlo Conti considera davvero “debole” il cast?
R: No, sostiene che la presenza di nomi come Renga, Raf, Patty Pravo, Masini, Fedez, Malika Ayane e Arisa garantisca comunque uno zoccolo duro di Big.
D: Come ha spiegato le critiche sui troppi esordienti?
R: Ha parlato di un bouquet di fiori diversi, dove anche gli artisti meno noti possono dare colore e originalità al Festival.
D: Chi sono alcuni dei nuovi nomi citati da Conti?
R: Tra gli emergenti indicati figurano Sayf, Nayt, Eddie Brock, Samurai Jay, Colombre e Maria Antonietta.
D: Che tipo di varietà musicale è prevista per Sanremo 2026?
R: Sono annunciati rock, country, rap, sonorità latine, pop e brani più classici nella struttura, ma con scelte di scrittura meno convenzionali.
D: Carlo Conti condurrà anche Sanremo 2027?
R: No, ha spiegato di augurarsi che nel 2027 arrivi un nuovo conduttore, possibilmente più giovane.
D: Quando inizia il Festival di Sanremo 2026?
R: L’edizione 2026 prenderà il via il 24 febbraio dal Teatro Ariston.
D: Qual è la fonte giornalistica dell’intervista citata?
R: Le dichiarazioni di Carlo Conti sono state riportate dal sito Biccy.it, in un articolo firmato da Fabiano Minacci che riprende il podcast “Pezzi – Dentro La Musica”.




