Carlo Conti sceglie il successore a Sanremo 2027, smentito De Martino

Sanremo 2027, il dopo Conti e la pista Savino
Dopo l’addio di Amadeus alla Rai e il suo passaggio al Nove, il doppio mandato di Carlo Conti a Sanremo (2025 e 2026) è stato concepito fin dall’inizio come una soluzione di transizione. Il conduttore toscano ha ribadito più volte che, anche di fronte a eventuali record di ascolti, nel 2027 lascerà la guida del Festival. In questa prospettiva, il toto-nomi sul successore si è acceso: se da un lato si è parlato insistentemente di Stefano De Martino, dall’altro ambienti Rai indicano un “erede naturale” diverso, forte di una lunga esperienza tra radio, tv generalista e post‑show dell’Ariston.
Secondo queste ricostruzioni, il profilo più vicino alla visione di Conti sarebbe quello di Nicola Savino, già volto di programmi musicali e intrattenimento e nuovo padrone di casa del DopoFestival.
Perché Nicola Savino è considerato l’erede naturale
Nicola Savino ha alle spalle una lunga gavetta radiofonica e televisiva, una consolidata familiarità con il linguaggio live e un rapporto col pubblico costruito su ironia e competenza musicale. Ha sostituito con efficacia Carlo Conti a Tali e Quali Show e ha già gestito più edizioni del DopoFestival, entrando di fatto nel “backstage” dell’Ariston.
Una fonte riportata da Lettera 43 lo descrive come “vice” naturale di Conti, pronto al salto di ruolo. Questa continuità editoriale e di tono, unita alla capacità di gestire ritmi e tempi televisivi complessi, lo rende un candidato in linea con le esigenze di un evento che è insieme show, competizione musicale e prodotto strategico per Rai1.
Le indiscrezioni su De Martino e le manovre a Viale Mazzini
Il portale Lettera 43 ha rilanciato l’ipotesi Stefano De Martino come futuro conduttore di Sanremo, sottolineandone l’ambizione e la crescita professionale recente. Tuttavia, la stessa testata riferisce che Carlo Conti avrebbe già in mente un altro nome per il palco dell’Ariston: Nicola Savino.
“Il team De Martino e il diretto interessato, però, non hanno considerato i superpoteri di Carlo Conti che avrebbe già in testa il suo successore, per lo meno sul palco dell’Ariston. Un personaggio che è già suo ‘vice’ visto che condurrà ancora una volta il Dopofestival: Nicola Savino”, scrive Lettera 43, delineando uno scenario di alleanza Conti‑Savino che renderebbe più complesso l’accesso al Festival per De Martino.
Gli equilibri Rai e il possibile ruolo di Fiorello


Le dinamiche interne di Viale Mazzini rendono il dossier Sanremo 2027 più complesso di una semplice scelta di conduzione. Accanto al possibile “asse” Conti–Savino, emerge il nome di Fiorello come variabile in grado di cambiare radicalmente la partita. Nella prospettiva Rai, un eventuale coinvolgimento diretto dello showman siciliano – in solitaria o in coppia – avrebbe un peso editoriale, artistico e commerciale enorme, e potrebbe ridefinire il perimetro del Festival, dalla struttura serale fino ai collegamenti cross‑piattaforma.
Di conseguenza, la candidatura di Savino viene letta come forte ma non blindata.
La fonte Rai: Savino pronto, ma l’incognita è Fiorello
Lettera 43 riporta le parole di una fonte di Viale Mazzini, che sintetizza così il quadro: “In Rai qualcuno ne è più che certo: «Conti e Savino solo alleati contro De Martino. Ne dovrà mangiare di polvere, il povero Stefano, prima di mettere le mani sul Festival». Savino – quello che «da vecchio sarà come Massimo D’Alema, e tra poco come Tommaso Labate», scherza la fonte – sarebbe già pronto a incassare. C’è solo un big che potrebbe rovinargli la festa ed è Fiorello”.
La citazione evidenzia due elementi: da un lato la percezione di Savino come opzione solida e già testata; dall’altro il ruolo potenzialmente dirimente di Fiorello, unico volto capace di sovvertire gerarchie e piani già abbozzati.
Sanremo 2027: l’ipotesi di una coppia Savino–Fiorello
Nel ragionamento degli addetti ai lavori, una soluzione “di compromesso alto” potrebbe essere l’accoppiata Nicola Savino–Fiorello. Savino porterebbe struttura, ritmo e continuità con il modello di Carlo Conti; Fiorello garantirebbe l’imprevedibilità, la componente comica e la forza d’evento capace di attrarre target trasversali e di rinnovare il brand Festival.
In questa configurazione, Savino verrebbe valorizzato nella parte più “istituzionale” della conduzione, mentre Fiorello gestirebbe spiazzamenti e momenti di spettacolo puro, in linea con l’idea di uno show che unisce tradizione Rai e linguaggi più contemporanei, anche digital.
Le parole di Carlo Conti e il nodo esperienza
Oltre alle indiscrezioni, a orientare la lettura del dopo‑2026 sono le dichiarazioni dirette di Carlo Conti, che in più occasioni ha tracciato l’identikit del futuro direttore artistico di Sanremo. Ospite a Radio Subasio e nel podcast Pezzi di Musica, il conduttore ha insistito sulla necessità di un profilo con grande esperienza, maturità professionale e “ore di volo” adeguate a governare un’operazione tanto complessa. Un ritratto che, secondo molti osservatori, si allontana dalla figura di Stefano De Martino e si avvicina a quella di conduttori con carriere più stratificate, come lo stesso Nicola Savino o altre colonne di Rai1.
Conti: serve un direttore artistico con know‑how e lunga gavetta
A Radio Subasio, Carlo Conti ha spiegato la centralità del ruolo: “C’è solo l’imbarazzo della scelta, ma al di là del conduttore o della conduttrice, la figura centrale resta quella del direttore artistico. È il ruolo che decide tutto: non solo le canzoni, ma la regia, le immagini, le luci, la scena, gli ospiti. Serve qualcuno che abbia know how, esperienza, ore di volo per guidare una macchina del genere. E se il Festival andasse meglio degli altri anni, è proprio un buon motivo per lasciarlo”.
La visione di Conti colloca il direttore artistico a un livello superiore rispetto alla pura conduzione, richiedendo competenze strategiche, musicali e di regia complessiva del prodotto.
Esclusa la regia nell’ombra e il profilo dei possibili successori
Nel podcast Pezzi di Musica, Conti ha escluso l’ipotesi di restare dietro le quinte: “Io abbinato a un altro volto e dietro come direttore? No, questo no, mai. Non credo che sia giusto, non credo sia corretto. Meno che mai se fosse con un altro collega, ma neanche se a condurre fosse un cantante. Lo dico perché è giusto che ognuno lo faccia nel suo stile, se ha la capacità di fare la cosa più importante del Festival, che è la direzione artistica”.
In casa Rai non mancano profili con curriculum adeguati: oltre a Nicola Savino, viene spesso citata Milly Carlucci, simbolo di continuità, gestione di grandi show in diretta e forte riconoscibilità presso il pubblico generalista.
FAQ
Chi è il principale candidato a succedere a Carlo Conti a Sanremo 2027?
Le indiscrezioni interne Rai indicano Nicola Savino come erede naturale di Carlo Conti, grazie al ruolo nel DopoFestival e all’esperienza maturata in radio e tv.
Perché si parla meno di Stefano De Martino per Sanremo 2027?
Stefano De Martino resta un nome forte, ma il profilo di esperienza richiesto da Conti per il direttore artistico non coincide pienamente con la sua ancora relativamente giovane carriera.
Qual è il ruolo strategico del direttore artistico del Festival?
Secondo Carlo Conti, il direttore artistico decide canzoni, regia, luci, scena, immagini e ospiti, determinando l’identità complessiva di Sanremo oltre la sola conduzione.
Che posizione ha espresso Carlo Conti sul proprio futuro a Sanremo?
Conti ha confermato che dopo le edizioni 2025 e 2026 lascerà sia la conduzione sia la direzione artistica, senza restare come “regista nell’ombra” di altri conduttori.
Quale potrebbe essere il ruolo di Fiorello in Sanremo 2027?
Fiorello è considerato il “big” capace di ribaltare ogni schema: un suo coinvolgimento da protagonista potrebbe modificare la scelta del conduttore o creare una coppia, ad esempio con Nicola Savino.
Perché Nicola Savino è ritenuto adatto a guidare Sanremo?
Ha condotto Tali e Quali Show, varie edizioni del DopoFestival ed è abituato al live, unendo competenza musicale, tempi televisivi e capacità di gestione di uno show complesso.
Quali altri nomi Rai vengono considerati per il futuro del Festival?
Tra i profili con “ore di volo” e forte identità editoriale viene citata spesso Milly Carlucci, oltre a conduttori con lunga esperienza nella prima serata di Rai1.
Da dove proviene l’indiscrezione sul successore di Conti?
Le ricostruzioni su Nicola Savino come possibile successore di Carlo Conti a Sanremo 2027 sono state riportate dal sito Lettera 43 e riprese da Biccy, fonte originale analizzata.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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