Carlo Conti esclude De Martino e punta su un conduttore esperto

Equilibri di potere attorno al Festival
Il futuro del Festival di Sanremo dopo l’uscita di scena di Carlo Conti apre uno scenario strategico per Rai, tra esigenze editoriali, audience e pressione politica. Il 2026 è blindato, ma il 2027 resta un cantiere aperto, dove pesano contratti, percezione del pubblico e sostenibilità industriale della kermesse.
La scelta del prossimo timoniere definirà non solo lo stile del Festival, ma anche la direzione dell’intrattenimento di servizio pubblico nei prossimi anni.
Il peso della legacy di Amadeus e Conti
Le cinque edizioni di Amadeus e il ritorno di Carlo Conti hanno rialzato l’asticella in termini di ascolti, centralità mediatica e ricadute sull’industria musicale. Subentrare a due figure che hanno unito direzione artistica e conduzione significa misurarsi con un modello ormai interiorizzato dal pubblico.
La continuità di format rassicura gli inserzionisti, ma rischia di irrigidire la creatività. Un cambio troppo brusco, però, potrebbe indebolire la forza attrattiva su giovani e piattaforme digitali.
Sanremo come prodotto industriale complesso
Il Festival non è più solo uno show di prima serata, ma un ecosistema: televisione lineare, streaming, social, radio, sponsorizzazioni, ricadute su turismo e discografia. Ogni scelta su conduzione e direzione artistica impatta su partner commerciali, strategie editoriali di Rai e posizionamento rispetto ai competitor privati.
Per questo la valutazione non si limita alla “simpatia” del volto scelto, ma alla sua capacità di reggere una macchina editoriale che vive sotto i riflettori 24 ore su 24 per mesi.
L’ipotesi De Martino e il cambio di rotta
Le prime parole di Carlo Conti sul successore, con l’identikit di un volto “più giovane, aitante e belloccio”, avevano spinto molti a leggere tra le righe il nome di Stefano De Martino. Il contratto con Rai e la visibilità di “Affari Tuoi” sembravano avallare questa pista. Le ultime dichiarazioni del conduttore, però, hanno raffreddato drasticamente questa prospettiva.
La richiesta di “ore di volo” e di forte esperienza ha di fatto rimesso in discussione la soluzione più mediatica.
Rischi di sovraesposizione e tenuta sul lungo periodo
Stefano De Martino gode di un alto gradimento e ha dimostrato di sapersi muovere tra intrattenimento leggero e prime serate strutturate. La conduzione quotidiana di un format di successo come “Affari Tuoi” lo ha reso un volto familiare per il pubblico generalista.
Proprio questa presenza costante, però, rischia di generare sovraesposizione. Associare allo stesso volto il preserale e la kermesse di punta potrebbe logorare l’immagine e ridurre il senso di evento straordinario legato a Sanremo.
Le vere criticità di un affidamento totale
Il punto sollevato da Carlo Conti riguarda soprattutto il know how nella gestione della complessità sanremese: relazioni con discografici, politica editoriale, tensione mediatica e imprevisti live. Un conto è reggere una serata d’intrattenimento, un altro è governare cinque serate sotto pressione continua.
In assenza di una struttura di supporto esperta o di un direttore artistico forte al fianco, il rischio è di bruciare un talento ancora in fase di consolidamento.
Doppia guida e ruolo di Geppi Cucciari
Per evitare un carico eccessivo su un solo volto, prende quota l’ipotesi di separare conduzione e direzione artistica, tornando a uno schema già sperimentato in passato. Carlo Conti ha definito la direzione artistica “il ruolo più importante”, indicando chiaramente come la regia musicale e editoriale possa essere affidata a profili dotati di maggiore esperienza, lasciando la scena a conduttori più giovani.
In questo quadro emergono nomi consolidati, tra cui quello di Geppi Cucciari.
Perché la separazione dei ruoli convince Rai e artisti
Un direttore artistico forte, distinto dal volto in conduzione, consente a Rai di bilanciare competenze e rischi: da un lato un professionista in grado di dialogare con discografici, uffici stampa e management; dall’altro conduttori capaci di parlare a pubblici diversi. Per gli artisti significa avere un riferimento stabile, meno esposto alla volatilità delle dinamiche televisive.
Questo modello riduce la personalizzazione estrema del Festival e ne rafforza la dimensione istituzionale.
La candidatura di Geppi Cucciari tra merito e limiti
Geppi Cucciari viene considerata da molti una delle professioniste più solide: ritmo, scrittura, capacità di gestire il live e standing costruito tra radio, tv e palchi importanti. Un’eventuale promozione al timone di Sanremo sarebbe letta come riconoscimento di carriera e attenzione alla rappresentanza femminile nella conduzione.
Il limite principale è la non totale trasversalità politica, aspetto che Rai deve pesare in un evento percepito come patrimonio nazionale.
FAQ
Perché il dopo Carlo Conti è così delicato
Perché il successore dovrà reggere un’eredità fatta di ascolti record, forte esposizione politica e aspettative industriali enormi. Ogni scelta impatterà su immagine di Rai e mercato musicale.
Stefano De Martino è ancora un candidato credibile
Resta un nome forte, sostenuto da gradimento e contratto favorevole, ma le richieste di maggiore esperienza espresse da Carlo Conti riducono la probabilità di un affidamento totale nel 2027.
Che vantaggi offre la separazione fra conduzione e direzione artistica
Permette di affiancare a un volto più giovane un direttore artistico con relazioni consolidate e visione musicale, limitando il rischio di errori strategici e alleggerendo il carico sul conduttore.
Quale ruolo può avere Geppi Cucciari nel futuro del Festival
Geppi Cucciari potrebbe guidare la conduzione o co-conduzione, portando ironia e autorevolezza. Il suo profilo valorizza la componente autoriale e una conduzione meno ingessata.
Come incideranno le scelte di Rai su Google News e Discover
Decisioni chiare, comunicate con anticipo e supportate da strategie digitali rafforzeranno l’indicizzazione del Festival, generando copertura continua su Google News e visibilità su Google Discover.
Qual è la fonte principale delle indiscrezioni su Sanremo 2027
Le ricostruzioni derivano dalle dichiarazioni pubbliche di Carlo Conti, dalle ipotesi su Stefano De Martino e Geppi Cucciari e dall’analisi giornalistica del materiale riportato da DiLei.




