ByteDance rivoluziona i deepfake online, coinvolti anche Brad Pitt e Tom Cruise

Seedance 2.0, il nuovo modello video di ByteDance che accelera l’era dei deepfake
Il lancio di Seedance 2.0, modello di intelligenza artificiale sviluppato da ByteDance, casa madre di TikTok, sta alimentando una nuova ondata di deepfake iperrealistici, inclusi quelli con protagonisti volti noti come Brad Pitt e Tom Cruise. La qualità delle clip generate, unita alla facilità d’uso, sta sollevando interrogativi urgenti su copyright, tutela dell’immagine e impatto sulle professioni creative. In un ecosistema già dominato da soluzioni di big tech statunitensi, la mossa di ByteDance consolida la competizione globale sui generatori video IA e rende necessario definire rapidamente regole chiare su responsabilità, trasparenza e limiti d’impiego.
Come funziona Seedance 2.0 e cosa lo distingue
Seedance 2.0 è progettato per produrre video brevi ad alta fedeltà a partire da semplici prompt testuali, arricchibili con fino a nove immagini, tre filmati e tre tracce audio di riferimento.
Secondo il blog ufficiale di ByteDance, il modello rappresenta “un sostanziale balzo in avanti nella qualità di generazione”, soprattutto nella gestione di scene complesse con più soggetti e azioni coordinate.
La capacità di seguire istruzioni articolate riduce l’attrito tra idea creativa e risultato finale, abbassando drasticamente barriere tecniche e tempi di produzione per utenti, creator e studi di contenuti digitali.
Deepfake virali e rischi per copyright e diritti d’immagine
L’accesso anticipato a Seedance 2.0 ha già prodotto un flusso di deepfake virali sui social, con clip che mostrano presunti Brad Pitt e Tom Cruise in scene d’azione cinematografiche mai girate.
Su X circolano anche video con personaggi di Dragon Ball Z, I Griffin e Pokémon, generati senza evidenti autorizzazioni dei titolari dei diritti.
Queste pratiche espongono a potenziali contenziosi su copyright e sfruttamento non autorizzato dell’immagine, consolidando l’urgenza di linee guida etiche e normative specifiche per l’uso pubblico dei modelli generativi video.
Impatto sul lavoro creativo e timori dell’industria audiovisiva
L’evoluzione di strumenti come Seedance 2.0 intensifica il dibattito sull’impatto dell’IA generativa su sceneggiatori, registi e professionisti dell’audiovisivo. La possibilità di creare, modificare o iterare scene complesse senza troupe né set fisici ridisegna i confini tra prototipazione creativa e sostituzione di competenze umane, generando al contempo opportunità produttive e timori occupazionali.
Le preoccupazioni di sceneggiatori e autori


Lo sceneggiatore di Deadpool, Rhett Reese, ha sintetizzato il clima di allarme condividendo su X una clip di quindici secondi generata con Seedance 2.0 e commentando: “Per noi è finita”.
Per Reese, il nuovo livello di “creatività” dell’IA non si limita più a supportare il lavoro degli autori, ma rischia di sostituire fasi chiave di ideazione visiva e sviluppo concettuale.
L’effetto psicologico è immediato: se modelli accessibili al pubblico generano sequenze narrative credibili in pochi secondi, diventa centrale ridefinire il valore aggiunto umano in scrittura, worldbuilding e direzione creativa.
Nuovi scenari produttivi tra efficienza e disintermediazione
Per le case di produzione, tecnologie come Seedance 2.0 possono ridurre i costi di pre-visualizzazione, prove di regia e pitch video, velocizzando la fase di sviluppo e test di format.
Al contempo, creator indipendenti possono realizzare contenuti dall’estetica professionale senza infrastrutture tradizionali, aumentando la concorrenza verso produttori consolidati.
Questo scenario richiede accordi contrattuali aggiornati, regole chiare sull’uso di materiali generati in pre e post-produzione e sistemi di etichettatura che distinguano contenuti umani, ibridi e interamente sintetici.
La risposta cinese ai colossi USA dell’IA video
Il posizionamento di Seedance 2.0 va letto nel contesto della corsa globale tra ecosistemi tecnologici cinesi e statunitensi. Il modello di ByteDance si pone come alternativa ai generatori video di Google, OpenAI e Meta, rafforzando l’offerta di soluzioni IA integrate in piattaforme social e app consumer. La competizione non è solo tecnica, ma anche regolatoria, con implicazioni su privacy, moderazione dei contenuti e gestione del rischio informativo.
Confronto con Veo 3, Sora 2 e Vibes
Google ha integrato su Veo 3 la generazione di clip con supporto audio, mentre OpenAI ha rilasciato l’aggiornamento a Sora 2, motore di un’app mobile disponibile in pochi Paesi, basata su un flusso di post interamente creati dall’IA.
Meta propone una soluzione analoga con Vibes, accessibile tramite l’app Meta AI anche in Italia.
In questo panorama, Seedance 2.0 rappresenta la risposta cinese, con una forte integrazione potenziale nell’ecosistema TikTok e nelle piattaforme controllate da ByteDance.
Governance, trasparenza e fiducia degli utenti
La credibilità di strumenti come Seedance 2.0 dipenderà dalla capacità di implementare watermark robusti, sistemi di tracciabilità e policy chiare contro l’uso malevolo dei deepfake.
Per mantenere la fiducia degli utenti, serviranno etichette visibili per i contenuti generati, procedure di segnalazione rapide e collaborazione con autorità e detentori di diritti.
In assenza di tali garanzie, il rischio è una proliferazione di video ingannevoli che erodono la qualità informativa delle piattaforme e aprono la strada a disinformazione e frodi digitali.
FAQ
Che cos’è Seedance 2.0
Seedance 2.0 è un modello di intelligenza artificiale di ByteDance per generare video brevi realistici a partire da testo, immagini, clip e audio di riferimento.
Perché Seedance 2.0 è considerato un salto di qualità
Il modello gestisce scene complesse con più soggetti, segue istruzioni dettagliate e produce clip visivamente coerenti, riducendo le competenze tecniche richieste agli utenti.
Quali rischi pone per i diritti d’autore
L’uso di volti famosi e personaggi protetti, come Brad Pitt, Tom Cruise o i protagonisti di Dragon Ball Z, può violare copyright e diritti d’immagine se non autorizzato.
Come reagiscono sceneggiatori e creativi
Professionisti come Rhett Reese temono che l’IA possa sostituire parti essenziali del lavoro creativo, dalla visualizzazione delle scene alla sperimentazione narrativa.
In cosa si differenzia da Veo 3 e Sora 2
Rispetto a Veo 3 di Google e Sora 2 di OpenAI, Seedance 2.0 si distingue per l’integrazione nell’ecosistema ByteDance e il focus potenziale sui formati social.
È disponibile anche per gli utenti comuni
Una platea selezionata di utenti social ha ottenuto accesso anticipato, ma la distribuzione globale dipenderà dalle scelte di ByteDance e dai regolatori nazionali.
Come si può limitare l’uso malevolo dei deepfake
Servono watermark obbligatori, etichette chiare per i contenuti generati, controlli di piattaforma e norme specifiche su identità digitale e consenso informato.
Qual è la fonte della notizia su Seedance 2.0
Le informazioni sull’esplosione dei deepfake e sulle dichiarazioni di Rhett Reese provengono da un articolo di ANSA con riproduzione riservata.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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