Bruno Gagliano commuove Roma con un omaggio speciale a KastaDiva
Roma si prepara a celebrare una regina
Nel cuore di Roma, la comunità LGBTQIA+ si sta raccogliendo per ricordare la figura di Bruno Gagliano, artista raffinato e anima sensibile conosciuto dal grande pubblico come la drag queen KastaDiva. La risposta della città, dagli spazi culturali ai locali storici, è quella delle grandi occasioni: una rete di eventi, talk, performance e momenti di silenzio condiviso per trasformare il lutto in memoria attiva.
Al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, in Via Efeso, è in programma un incontro pensato come uno spazio libero, senza palco e senza filtri, dove chiunque abbia incrociato Bruno – sul lavoro o nella vita – possa portare un frammento di racconto. A guidare il momento ci sarà l’energia di Paola Dee, deejay e amica di lunga data, che ha immaginato un ricordo lontano dalla retorica: niente celebrazione ingessata, ma un “incontro vivo” fatto di voci, sorrisi, lacrime e aneddoti da backstage.
L’attenzione sarà rivolta anche al tema della salute mentale, con interventi brevi di esperti e attivisti che useranno la storia di Bruno per aprire una riflessione più ampia sulla depressione come “male del secolo”. Il linguaggio sarà quello accessibile dei racconti di vita, con l’obiettivo di rompere lo stigma e dare strumenti concreti a chi, nella stessa comunità, si trova a combattere battaglie silenziose.
L’eredità artistica di KastaDiva
Nel panorama delle drag queen italiane, KastaDiva occupava un posto a sé: estetica sofisticata, ironia tagliente e una vena malinconica che rendeva ogni performance un piccolo atto teatrale completo. I palchi di Gay Village, del Muccassassina e di numerosi club romani hanno visto sfilare il suo personaggio, costruito con una cura quasi maniacale per trucco, costumi e riferimenti culturali.
Registi, autori televisivi e performer ricordano la sua capacità di passare, nel giro di pochi secondi, da un sorriso esplosivo a uno sguardo capace di raccontare molto più di quanto dicesse il testo in playback. Colleghi come Dimitri Cocciuti hanno descritto Bruno come “un artista di altissimo livello, con una vena creativa pazzesca e una sensibilità enorme”, sottolineando quanto lui stesso spesso sottovalutasse il proprio talento.
Emblematico anche il rapporto con i talent show: pur avendo le carte in regola per partecipare a format come Drag Race Italia, Bruno ha scelto di non farlo, dopo aver abbandonato l’arte drag negli anni successivi alla pandemia. Una decisione che molti hanno letto come un atto di coraggio e di coerenza, il rifiuto di trasformare in prodotto televisivo una parte di sé che, in quel momento, aveva bisogno di restare intima.
Comunità, lutto e memoria condivisa
La morte di Bruno Gagliano ha agito come uno shock collettivo, ma anche come catalizzatore di una solidarietà concreta. In pochi giorni, la raccolta fondi lanciata per permettere il trasferimento della salma da Roma ad Alcamo, sua città natale, ha superato l’obiettivo iniziale, dimostrando quanto il suo nome fosse inciso nella memoria affettiva della comunità. Colleghi, fan, attivisti e semplici spettatori occasionali hanno scelto di partecipare, trasformando il dolore in un gesto corale di restituzione.
Sul piano simbolico, numerose figure pubbliche hanno voluto prendere parola. Vladimir Luxuria ha ricordato il ruolo di Bruno dietro le quinte – trucco, parrucco, risate spezzate dal peso della depressione – mentre personalità come Eva Grimaldi e Imma Battaglia hanno sottolineato quanto la sua presenza avesse portato glamour, ma anche consapevolezza politica, nelle serate del Muccassassina. Un riconoscimento che va oltre l’affetto personale e si traduce in eredità culturale.
Nei prossimi mesi si stanno delineando altri appuntamenti: tributi durante premi legati al mondo LGBTQIA+, serate tematiche dedicate alle sue performance più iconiche, iniziative benefiche per sostenere chi combatte con la depressione. Il filo rosso è uno solo: non lasciare che il nome KastaDiva resti confinato nel ricordo nostalgico dei club, ma usarlo come leva per parlare di diritti, cura e fragilità con un linguaggio nuovo.
FAQ
Dove si terrà il principale evento in ricordo di Bruno Gagliano?
Al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in Via Efeso a Roma, in una formula di incontro libero e partecipato.
Chi ha avuto l’idea di organizzare il ricordo collettivo?
L’iniziativa nasce da un’idea della deejay Paola Dee, amica storica di Bruno Gagliano.
Perché KastaDiva è considerata una figura di riferimento nella scena drag italiana?
Per l’elevato livello artistico delle sue performance, l’ironia, la cura maniacale del dettaglio e la capacità di emozionare oltre il semplice intrattenimento.
Bruno ha mai partecipato a Drag Race Italia?
No, pur conoscendo diversi protagonisti del format, aveva smesso di fare drag dopo la pandemia e non si è mai candidato.
Qual è stato il ruolo della comunità nella raccolta fondi per la salma?
La comunità LGBTQIA+ ha risposto in modo massiccio alla campagna online, permettendo rapidamente il rientro della salma ad Alcamo.
Quali temi saranno affrontati durante gli eventi commemorativi?
Memoria artistica, salute mentale, depressione, lotta allo stigma e centralità degli spazi sicuri per le persone LGBTQIA+.
Ci saranno altri omaggi pubblici oltre all’evento al Mario Mieli?
Sì, sono previsti tributi in rassegne, premi LGBTQIA+ e serate speciali nei club storici di Roma.
Da dove provengono molte delle testimonianze citate su Bruno Gagliano e KastaDiva?
Numerosi ricordi e dichiarazioni pubbliche sono stati raccolti e rilanciati dal sito specializzato Gay.it, considerato fonte di riferimento sulla comunità LGBTQIA+ italiana.




