Brigitte Bardot sepolta a Saint-Tropez: il colpo di scena nel luogo che detestava
Indice dei Contenuti:
Addio a un’icona riluttante
Brigitte Bardot, morta a 91 anni alla Madrague il 28 novembre, ha voluto un addio privato, lontano da clamore e passerelle, coerente con la sua avversione per la macchina dello spettacolo. Scelse pochi intimi, nessuna retorica, nessuna regia mediatica. Un commiato minimale per chi, suo malgrado, aveva alimentato un mito globale.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Paradosso inevitabile: il nome che aveva trasformato Saint-Tropez in icona mondiale ha richiamato folle e telecamere, mentre lei aveva rifiutato omaggi di Stato e celebrazioni monumentali. L’ultimo viaggio è stato vigilato, controllato, filtrato, come a proteggere una frontiera tra vita privata e leggenda.
Restano la scelta dell’ombra contro i riflettori e il rifiuto sistematico dell’oleografia: nessun culto, nessuna santificazione, solo il diritto al silenzio. Un addio che conferma il carattere indomito di una donna che ha sempre dettato le proprie condizioni, anche nel congedo.
La cerimonia sobria a Notre-Dame-de-l’Assomption
Nella chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption, l’addio è stato essenziale: ingresso contingentato, sicurezza rafforzata, accesso riservato con badge. In platea l’ultimo marito Bernard d’Ormale, il figlio Nicolas-Jacques Charrier arrivato dalla Norvegia, e Marine Le Pen, accolta con onori protocollari a conferma di un legame mai celato.
La famiglia ha respinto l’omaggio nazionale proposto dall’Eliseo; assenti figure di peso del governo Macron, presente solo la ministra Aurore Bergé. Scelta coerente con il rifiuto della liturgia di Stato che la star aveva sempre contestato.
Fuori, maxischermi per fan e curiosi: il cordone di agenti separava il rito dal clamore cittadino. Nel porto, al Sénéquier, la folla salutava “B.B.” con affetto ruvido, tra ricordi e aneddoti di una diva allergica all’idolatria.
Mireille Mathieu ha cantato per i familiari, mentre i Gipsy Kings hanno accompagnato il corteo con le chitarre. Commovente il messaggio della sorella Mijanou da Los Angeles, impossibilitata a viaggiare. In chiesa l’immagine di Bardot che abbraccia un cucciolo di foca: sintesi di una vita spesa per gli animali e della sua estetica controcorrente.
d’Ormale ha ricordato l’ultimo respiro alla Madrague, sussurrato con un “piou piou”. Un dettaglio intimo che ha restituito misura umana a un commiato blindato.
Ordine, sobrietà, discrezione: la scenografia minima ha ribadito il confine tra mito pubblico e volontà privata, senza concessioni allo spettacolo.
Il legame ambivalente con Saint-Tropez
Saint-Tropez fu palcoscenico e prigione: con “E Dio creò la donna” di Roger Vadim, Brigitte Bardot trasformò un villaggio di pescatori in un’icona globale, salvo poi rigettarne l’industria del mito. “Mi hanno rubato la mia Saint-Tropez”, ripeteva, denunciando turismo di massa, miliardari in elicottero, curiosi armati di nostalgia.
Negli ultimi decenni si ritirò alla Madrague, rifugio con gli animali, lontano da vetrine e flash. Amava la Saint-Tropez originaria, scalza e libera, non la cartolina patinata che il successo le aveva cucito addosso.
La folla accorsa in città per le esequie ha confermato il paradosso: il luogo che lei sentiva violato le ha reso omaggio, tra devozione e rimpianto. Al Sénéquier, vecchi e nuovi fan hanno salutato “B.B.” ricordandone il carattere spigoloso e l’allergia all’idolatria.
Il sentimento dominante resta l’insofferenza verso la spettacolarizzazione del privato, radice della distanza dalla mondanità. La sua Saint-Tropez era memoria di libertà postbellica, non passerella per ricchi in vacanza.
L’icona che aveva generato il brand locale scelse di sottrarsi, imponendo confini e silenzi. In città, l’omaggio popolare ha coesistito con la sua ultima regola: niente trionfi, nessuna retorica.
Un legame irrisolto, fatto di origine e rifiuto: la diva che inventò un luogo e ne contestò la metamorfosi, fino all’ultimo.
FAQ
- Chi era Brigitte Bardot?
Attrice e icona francese, simbolo di libertà artistica e impegno animalista. - Qual è il rapporto tra Bardot e Saint-Tropez?
Determinante all’inizio, poi segnato da rifiuto della mondanità e del turismo di massa. - Perché parlava di “furto” della sua Saint-Tropez?
Per la trasformazione del villaggio in vetrina commerciale e destinazione di lusso. - Dove viveva Bardot negli ultimi anni?
Nella villa della Madrague, rifugio appartato con i suoi animali. - Come ha reagito la città al suo addio?
Con grande partecipazione popolare, tra maxischermi e omaggi spontanei. - Quale paradosso segna il suo legame con la città?
Ha creato il mito di Saint-Tropez ma ne ha rigettato lo spettacolo e il clamore.
Eredità tra libertà, animalismo e controcorrente
L’ultimo scatto esposto in chiesa, Brigitte Bardot che abbraccia un cucciolo di foca, riassume una traiettoria: dalla diva internazionale alla militante assoluta per gli animali. Il suo linguaggio, spesso tagliente, fu un manifesto di autonomia, un continuo “je vous emmerde” rivolto a cinema, paparazzi e liturgie del consenso.
La riconoscenza popolare nasce da questa radicalità: rifiutare il culto della celebrità e sostituirlo con un’etica della verità, persino scomoda. Il pubblico ha visto in lei la licenza di dire no, senza mediazioni, senza indulgenze, anche quando costava caro.
Fuori dai set, la battaglia animalista costruì un’eredità concreta, capace di parlare alle nuove generazioni cresciute sui social tra gatti e adozioni: un attivismo che precede l’era digitale e la oltrepassa, saldo, misurabile, riconoscibile.
Nella memoria restano lettere risposte a mano, distanza dai riti della fama, amicizie controcorrente, e un rigore che non cercava assoluzioni. Libertà come disciplina, non come posa, e un’identità che non ha chiesto permesso a nessuno per esistere.
Il mito si è fatto metodo: sottrarsi al rumore, proteggere il privato, scegliere la causa prima del personaggio. Un lascito operativo più che sentimentale, destinato a durare oltre l’icona di Saint-Tropez.




