Borsa Italiana si apre alle criptovalute con un nuovo segmento dedicato

Indice dei Contenuti:
Cripto in Borsa: la nuova frontiera
L’arrivo di un segmento dedicato ai prodotti con sottostante criptovalute su Piazza Affari rappresenta un cambio di passo storico per il mercato dei capitali italiano. La tradizionale centralità di azioni, obbligazioni e fondi quotati viene affiancata da ETC, ETP, ETF ed ETN legati a Bitcoin, Ethereum e ad altre cripto, ma sempre all’interno di un contesto regolamentato. Il modello seguito da Euronext Milan è quello dell’esposizione indiretta: niente negoziazione spot di token, bensì strumenti strutturati già testati su altre piazze europee del gruppo.
In questa prima fase il perimetro sarà orientato principalmente a investitori istituzionali e professionali, con prodotti dotati di prospetto informativo approvato e passaporto europeo. Le fonti indicano la possibile ammissione fin da subito di diverse decine di strumenti, emessi da player internazionali specializzati negli asset digitali, spesso già presenti a Parigi, Amsterdam o Oslo.
La procedura di listing dovrebbe replicare schemi consolidati all’interno di Euronext, riducendo l’incertezza operativa per intermediari e operatori di mercato. Per gli emittenti, l’approdo a Milano offre l’accesso a una base di investitori ampia e sofisticata, interessata a diversificare l’esposizione con strumenti decorrelati rispetto agli asset tradizionali.
Per il mercato domestico, si apre una finestra di integrazione tra finanza tradizionale e asset digitali, mantenendo al centro trasparenza, tracciabilità delle operazioni e requisiti patrimoniali robusti per i soggetti coinvolti nella catena di emissione e negoziazione.
Opportunità e rischi per gli investitori
Per gli investitori professionali l’accesso a ETC ed ETP cripto quotati su Euronext Milan consente di integrare strategie di copertura, diversificazione e trading tattico all’interno di un framework regolamentato. La presenza di un mercato regolato offre prezzi ufficiali, book di negoziazione trasparente, circuiti di clearing centralizzato e una struttura di sorveglianza ispirata a quella degli strumenti tradizionali. Questo riduce il rischio operativo tipico degli exchange non regolamentati e rende più efficiente la reportistica MiFID per gli intermediari.
Resta elevato il rischio di volatilità, intrinseco agli asset digitali sottostanti: le fluttuazioni di Bitcoin o Ethereum possono tradursi in movimenti marcati sui certificates, imponendo politiche rigorose di gestione del rischio e limiti di esposizione. La natura derivativa di molti prodotti introduce inoltre elementi come leva, rischio di controparte e complessità strutturale, che richiedono una piena comprensione da parte del cliente professionale.
Il segmento dedicato potrà diventare laboratorio per future aperture al pubblico retail, ma solo in presenza di standard elevati di informativa, schede prodotto comprensibili, stress test di scenario e verifiche di adeguatezza stringenti. Intanto, family office, gestori istituzionali e fondi alternativi potranno utilizzare questi strumenti per accedere al mercato cripto senza dover gestire direttamente wallet, chiavi private o processi di custodia on-chain.
La sfida per consulenti e asset manager italiani sarà integrare questi strumenti nei mandati in modo coerente con il profilo di rischio degli investitori e con i vincoli regolamentari interni, evitando derive speculative non presidiate.
Quadro normativo europeo e ruolo di Milano
L’iniziativa si colloca all’interno della più ampia evoluzione regolatoria europea, guidata dal regolamento MiCAR (Markets in Crypto‑Assets), entrato in vigore dal 2024. Il nuovo quadro definisce regole chiare per emittenti, fornitori di servizi e piattaforme, imponendo requisiti di trasparenza, governance, adeguatezza del capitale e tutela degli investitori. L’apertura di un segmento cripto su Euronext Milan va letta come risposta strategica a questo contesto, con l’obiettivo di intercettare flussi che oggi transitano su hub esteri o su exchange extra UE.
Secondo i dati riportati da Bluerating, il gruppo Euronext ha già esteso i servizi di clearing a oltre 150 strumenti legati alle criptovalute, distribuiti tra Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Milano, Oslo e Parigi. Questo consolidato track record operativo consente di importare best practice di vigilanza e gestione del rischio anche sul mercato italiano.
Per Borsa Italiana, l’operazione è funzionale a rafforzare il ruolo di Milano come hub finanziario innovativo nel panorama UE, in grado di competere con le principali piazze per la quotazione di strumenti su asset digitali regolamentati. La combinazione tra infrastruttura tecnologica, supervisione delle autorità e integrazione nel network Euronext diventa leva di attrattività per emittenti globali.
L’ulteriore tassello sarà l’evoluzione dei framework nazionali in tema di fiscalità, vigilanza prudenziale e antiriciclaggio, così da mantenere un equilibrio tra competitività del mercato e protezione dell’integrità del sistema finanziario.
FAQ
D: Le criptovalute saranno quotate direttamente su Piazza Affari?
R: No, l’esposizione sarà indiretta tramite ETC, ETP, ETF ed ETN con sottostante cripto regolamentato.
D: Chi potrà operare sul nuovo segmento cripto di Euronext Milan?
R: In una prima fase il segmento sarà orientato principalmente a investitori istituzionali e professionali.
D: Quali sono i principali vantaggi rispetto agli exchange non regolamentati?
R: Prezzi trasparenti, clearing centralizzato, vigilanza di mercato e prospetti informativi approvati.
D: Il regolamento MiCAR cosa cambia per questi strumenti?
R: Introduce requisiti più stringenti su trasparenza, governance, tutela degli investitori e solidità degli operatori.
D: I risparmiatori retail italiani potranno accedere subito a questi prodotti?
R: L’accesso retail non è prioritario in avvio; eventuali aperture richiederanno ulteriori tutele e verifiche.
D: Quanti prodotti cripto sono già negoziati sul gruppo Euronext?
R: Oltre 150 strumenti sono già quotati su varie piazze del gruppo, secondo i dati disponibili.
D: Qual è il principale rischio per chi investe in ETC ed ETP su criptovalute?
R: La forte volatilità degli asset digitali sottostanti e la complessità strutturale di alcuni prodotti.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni su questo progetto?
R: Le informazioni sono state ricostruite a partire dalle anticipazioni e analisi pubblicate da Bluerating.




