Borsa in fermento: azioni statunitensi subiscono vendite massicce dopo dichiarazioni di Trump
Indice dei Contenuti:
Le minacce di Trump scatenano in Borsa il ‘sell America’
Mercati in fuga
Le nuove minacce di dazi annunciate da Donald Trump hanno innescato un’ondata di vendite sugli asset statunitensi, alimentando un movimento di risk-off che gli operatori sintetizzano in un deciso “sell America”. Gli indici di Wall Street hanno chiuso con perdite superiori al 2%, con lo S&P 500 che azzera i guadagni da inizio anno e il Vix che balza oltre quota 20, segnalando un brusco aumento della volatilità.
La seduta è stata negativa anche per le principali piazze europee, dove i listini hanno archiviato ribassi generalizzati in scia alla correzione americana e ai timori geopolitici. Sul mercato valutario il dollaro si è indebolito di circa lo 0,9% contro l’euro, mentre il Bitcoin è scivolato sotto la soglia psicologica dei 90.000 dollari, amplificando l’idea di un riposizionamento degli investitori.
In controtendenza i “porti sicuri”: l’oro ha aggiornato nuovi massimi storici oltre i 4.700 dollari l’oncia, i rendimenti dei Treasuries sono risaliti, e il petrolio ha superato i 60 dollari al barile, segnalando aspettative di maggiore premio per il rischio e possibili tensioni sulla crescita globale.
Dazi, Europa e tensioni politiche
La scossa ai mercati arriva mentre si acuisce la frizione tra Stati Uniti ed Europa, complicata dalle ambizioni di Trump sulla Groenlandia e dalle tensioni sul Consiglio per la Pace di Gaza, da cui la Francia ha scelto di restare fuori. La reazione della Casa Bianca è stata immediata: dazi fino al 200% su vino e champagne “made in France”, un affondo diretto contro uno dei simboli dell’export transalpino.
La risposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stata annunciata come “risoluta, proporzionata e unita”, ma intanto il mercato ha punito il lusso e l’automotive. Lvmh ha perso il 2,2%, mentre Stellantis ha chiuso in ribasso dell’1,69%, sotto pressione per l’ipotesi di un nuovo fronte tariffario tra le due sponde dell’Atlantico.
Particolarmente penalizzati i titoli legati al turismo globale, considerati tra i più esposti in uno scenario di escalation politica, divieti di viaggio e persino possibili boicottaggi della Coppa del Mondo FIFA o dei Mondiali di rugby 2027. Marriott ha ceduto il 2,6%, mentre Airbnb ha limitato le perdite a circa lo 0,5%, restando comunque nel mirino degli investitori prudenziali.
Strategie, bond e fuga verso i rifugi
Il clima di tensione ha alimentato un generale rialzo dei rendimenti sui titoli sovrani, coinvolgendo anche il decennale italiano: il Btp a 10 anni ha riportato lo yield in area 3,5%, con uno spread verso il Bund tedesco risalito a circa 64,3 punti base. Segnali che indicano un repricing del rischio, più che un allarme sistemico, ma sufficienti a spingere gli strategist a ricalibrare le coperture.
Gli analisti leggono le mosse di Trump come l’ennesimo episodio tattico destinato a un possibile dietrofront quando gli effetti reali si manifesteranno sull’economia americana. Dopo una fase di euforia, i mercati restano però convinti che sia “il momento di aumentare le coperture contro il rischio e rafforzare i porti sicuri”, tra asset reali e debito di alta qualità.
La narrativa del “sell America” non si traduce tuttavia in un vero disimpegno strutturale dagli Stati Uniti. “Diversificare lontano dall’America è impossibile”, ha dichiarato Sergio Ermotti, ceo di Ubs, in un’intervista a Bloomberg Television da Davos. Una lettura condivisa da Vis Raghavan di Citigroup, secondo cui l’economia statunitense resta “la più forte al mondo” e scommettere contro di essa continua a essere un azzardo.
FAQ
D: Perché i mercati parlano di “sell America”?
A: Perché le minacce di nuovi dazi e le tensioni geopolitiche spingono gli investitori a ridurre l’esposizione su azioni e asset statunitensi.
D: Quali indici Usa hanno sofferto di più?
A: S&P 500 e principali listini di Wall Street, con cali oltre il 2% e forte aumento della volatilità.
D: Come hanno reagito le Borse europee?
A: Hanno chiuso in ribasso, seguendo la correzione americana e scontando il rischio di una nuova guerra commerciale transatlantica.
D: Quali settori sono risultati più colpiti dai dazi minacciati da Trump?
A: Lusso e agroalimentare francesi, con vendite su gruppi come Lvmh, oltre al comparto auto guidato da Stellantis.
D: Che cosa è successo a oro, petrolio e Treasuries?
A: L’oro ha toccato nuovi massimi storici, il petrolio è salito oltre 60 dollari e i rendimenti dei Treasuries sono aumentati.
D: Come si sono mossi Bitcoin e dollaro?
A: Il Bitcoin è sceso sotto 90.000 dollari e il dollaro ha perso terreno contro l’euro, segno di riposizionamento del rischio.
D: Qual è l’indicazione principale degli strategist?
A: Rafforzare coperture, puntare su porti sicuri e mantenere selettivamente l’esposizione agli Stati Uniti.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
A: Le informazioni sui movimenti di Borsa e sui dazi provengono da un lancio di ANSA sugli indici di borsa e gli ultimi sviluppi di mercato.




