Bonus carburante, nuove soglie di rimborso con prezzi in forte aumento

Bonus benzina e diesel 2026: chi ne ha diritto e come funzionano
L’aumento del prezzo dei carburanti, soprattutto del diesel, sta mettendo sotto pressione famiglie e lavoratori in tutta Italia. In assenza di nuovi sconti strutturali sulle accise, l’unico vero “bonus benzina e diesel” oggi operativo passa attraverso i fringe benefit aziendali, regolati dall’Agenzia delle Entrate. Entro determinate soglie annue, i datori di lavoro possono riconoscere carte carburante e buoni benzina esentasse, offrendo un sostegno concreto ai costi di rifornimento. Parallelamente, si attendono le decisioni del governo sulla Carta dedicata a te 2026, strumento rivolto alle famiglie più fragili, che potrebbe tornare a includere anche i carburanti tra le spese ammesse.
In sintesi:
- Il vero bonus benzina e diesel oggi passa solo dai fringe benefit aziendali.
- Esenzione fiscale fino a 1.000 o 2.000 euro annui, secondo i figli a carico.
- I rifornimenti devono essere pagati con carte carburante o buoni aziendali.
- La Carta dedicata a te 2026 potrebbe riaprire al pagamento dei carburanti.
Fringe benefit carburante: regole fiscali, limiti e rischi da conoscere
I fringe benefit sono beni e servizi di welfare aziendale che integrano lo stipendio, migliorando la competitività dell’offerta di lavoro. Negli ultimi anni il legislatore ha ampliato le soglie di esenzione, permettendo alle imprese di riconoscere vantaggi economici senza oneri fiscali e contributivi aggiuntivi.
Per il 2026, i benefit non tassati sono fissati a 1.000 euro annui per i lavoratori senza figli a carico e a 2.000 euro annui per chi ha almeno un figlio fiscalmente a carico. Entro questi limiti, i benefit non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente.
Rientrano nel perimetro agevolato non solo le utenze domestiche di luce e gas, ma anche le carte carburante e i buoni benzina utilizzati per pagare direttamente benzina o diesel. Non sono invece ammessi rimborsi successivi sulle spese di rifornimento pagate dal lavoratore con mezzi propri.
Il precedente “bonus benzina da 200 euro” specifico e separato rispetto ai fringe benefit non è più in vigore. Oggi, quindi, tutto passa dal plafond complessivo di 1.000 o 2.000 euro. Se queste soglie vengono superate anche di poco, l’intero valore dei fringe benefit diventa imponibile, non soltanto la parte eccedente, azzerando il vantaggio fiscale. Per questo aziende e dipendenti devono monitorare con attenzione l’ammontare di carte carburante, buoni e altre agevolazioni riconosciute nel corso dell’anno.
Carta dedicata a te 2026 e prospettive future per i bonus carburante
Un possibile sostegno indiretto ai carburanti potrebbe arrivare dalla Carta dedicata a te, destinata alle famiglie con almeno tre componenti e non beneficiarie di altri sussidi come l’Assegno di inclusione. Nel recente passato la carta, del valore di circa 500 euro, era utilizzabile anche per carburanti e abbonamenti ai mezzi pubblici.
Nel 2025 il governo ha però limitato l’utilizzo della carta ai soli beni alimentari, escludendo il rifornimento di benzina e diesel. Con i prezzi dei carburanti nuovamente in salita, l’esecutivo potrebbe riconsiderare questa scelta in sede di decreto attuativo per il 2026.
Le modalità di utilizzo della Carta dedicata a te 2026 saranno definite da un apposito decreto, atteso – in linea con gli anni precedenti – entro luglio 2026. Una eventuale riapertura ai carburanti rappresenterebbe un sostegno mirato alle famiglie più vulnerabili, affiancando i fringe benefit aziendali e colmando almeno in parte il vuoto lasciato dall’assenza di sconti generalizzati sulle accise.
FAQ
Esiste nel 2026 un bonus benzina statale uguale per tutti?
Sì e no: non esiste un bonus benzina generalizzato. Il sostegno passa principalmente tramite fringe benefit aziendali e, in prospettiva, tramite la Carta dedicata a te.
Come posso ottenere buoni benzina esentasse tramite l’azienda?
È possibile solo se il datore di lavoro decide di concedere carte carburante o buoni benzina entro i limiti dei fringe benefit.
Cosa succede se supero la soglia di 1.000 o 2.000 euro di fringe benefit?
Succede che l’intero importo dei fringe benefit diventa imponibile, con tassazione e contributi su tutta la somma riconosciuta.
La Carta dedicata a te 2026 coprirà sicuramente benzina e diesel?
No, non è certo: l’eventuale inclusione dei carburanti dipenderà dal decreto attuativo atteso entro luglio 2026.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa analisi?
È stata ricavata da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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