Bonus animali domestici, guida pratica per ottenere rimborsi e detrazioni

Bonus animali domestici 2026: che cos’è e perché è importante
Il nuovo bonus animali domestici 2026, noto come “bonus pet”, introduce un rimborso fino a 150 euro per sostenere economicamente i proprietari di cani, gatti e altri animali da compagnia. La misura, varata dal Governo, si affianca alla detrazione fiscale del 19% già prevista per le spese veterinarie, senza sostituirla. L’obiettivo è duplice: facilitare l’accesso a cure di base e prevenzione e rafforzare le politiche di benessere animale, riducendo il rischio di rinunce alle cure per motivi economici.
Il bonus è pensato in particolare per i nuclei con redditi medio-bassi, determinati tramite ISEE, e richiede che l’animale sia regolarmente registrato all’anagrafe. Molti aspetti operativi saranno definiti dai decreti attuativi attesi nei prossimi mesi, ma il quadro di principio è già delineato.
Chi può richiedere il bonus animali domestici
Il beneficio è destinato ai cittadini proprietari o detentori di animali da compagnia regolarmente identificati con microchip e iscritti all’anagrafe regionale o nazionale. Potranno accedervi i contribuenti con ISEE entro una soglia che sarà fissata dai decreti: secondo le anticipazioni, la platea comprenderà soprattutto famiglie a reddito medio-basso. Sono ammessi cani, gatti e altri animali da affezione riconosciuti dalla normativa vigente, mentre restano esclusi gli animali non registrati o detenuti in modo irregolare.
Il bonus è compatibile con altre agevolazioni fiscali in materia veterinaria, purché le spese siano documentate con fattura elettronica e riconducibili al soggetto richiedente. È probabile che venga fissato un limite di richieste per nucleo familiare.
Rapporto tra bonus pet e detrazione fiscale del 19%
Il nuovo bonus pet non sostituisce la detrazione fiscale del 19% prevista per le spese veterinarie nel modello di dichiarazione dei redditi, ma la integra. Il contributo fino a 150 euro opera come rimborso diretto su alcune prestazioni essenziali, mentre la detrazione continua ad applicarsi sul totale delle spese ammesse entro il tetto stabilito dalla legge. In pratica il contribuente potrà, sulle stesse fatture, cumulare il beneficio del rimborso e quello fiscale, nel rispetto dei limiti normativi. Questo schema rende la misura più incisiva per i redditi più bassi, che spesso non riescono a sfruttare appieno le detrazioni per incapienza.
Quali spese veterinarie sono coperte dal bonus pet
Il rimborso fino a 150 euro si applica a un elenco circoscritto di prestazioni veterinarie ritenute essenziali per la salute dell’animale. L’obiettivo del Governo è concentrare le risorse su prevenzione, cure di base e adempimenti obbligatori, evitando di finanziare servizi accessori o estetici. Restano quindi escluse le spese non strettamente sanitarie, che continueranno a ricadere interamente sul proprietario, pur potendo in alcuni casi rientrare nel perimetro delle detrazioni fiscali generali. Il dettaglio definitivo delle prestazioni ammesse sarà specificato nei provvedimenti attuativi.
Visite di base, vaccini e prevenzione sanitaria
Tra i costi coperti rientrano in via prioritaria le visite veterinarie di base, le vaccinazioni di routine e gli interventi di prevenzione raccomandati dai professionisti. In questa categoria si collocano, ad esempio, i controlli periodici sullo stato di salute dell’animale, i richiami vaccinali, lo screening per patologie diffuse e gli esami necessari a prevenire malattie infettive o parassitarie. L’intento è ridurre il rinvio delle cure per motivi economici, che spesso porta a diagnosi tardive e costi più elevati nel lungo periodo. La logica di sanità pubblica riconosce qui il legame tra salute animale e salute umana.
Microchip, registrazione e trattamenti antiparassitari
Il bonus pet comprende anche le spese per microchip e registrazione all’anagrafe, obblighi chiave per il contrasto agli abbandoni e per la tracciabilità degli animali. Rientrano inoltre i trattamenti antiparassitari considerati essenziali (ad esempio contro pulci, zecche, leishmaniosi), spesso consigliati con cadenza stagionale. Restano escluse le prestazioni meramente estetiche, come toelettatura non sanitaria o interventi cosmetici. Il perimetro preciso delle esclusioni sarà chiarito in sede di decreti, ma l’orientamento è concentrare le risorse su ciò che ha un impatto diretto sul benessere e sulla sicurezza dell’animale e della collettività.
Come richiedere il bonus animali domestici e tempi di erogazione
La procedura di domanda sarà prevalentemente digitale, in linea con gli altri incentivi gestiti a livello centrale. Il cittadino dovrà autenticarsi tramite SPID, CIE o CNS su una piattaforma dedicata, caricare le fatture elettroniche delle spese sostenute e indicare l’IBAN per l’accredito. La somma, una volta verificati i requisiti, sarà versata direttamente sul conto corrente del richiedente. Restano da definire, tramite decreti, le finestre temporali per la presentazione delle istanze, le priorità in caso di fondi limitati e le eventuali graduatorie in base all’ISEE.
Piattaforma digitale, documenti e controlli previsti
Per accedere al bonus sarà necessario disporre di identità digitale attiva e di fatture elettroniche intestate al richiedente, emesse da veterinari o strutture accreditate. La piattaforma centralizzerà caricamento dei documenti, verifica automatica dei dati anagrafici e controllo dei limiti di spesa. Sono attesi controlli incrociati con l’anagrafe degli animali per confermare la regolare registrazione del pet e prevenire abusi. In caso di incongruenze, potranno essere richiesti chiarimenti o integrazioni. La digitalizzazione del processo è concepita per ridurre i tempi di istruttoria e limitare le frodi.
Tempistiche di erogazione e coordinamento con i decreti attuativi
I tempi esatti di erogazione dipenderanno dalla pubblicazione dei decreti attuativi, che definiranno calendario, dotazione finanziaria annuale e modalità di gestione delle domande. È plausibile uno schema a sportello, con rimborsi riconosciuti fino a esaurimento fondi e possibili priorità per gli ISEE più bassi. Una volta validata la richiesta, l’accredito sul conto corrente dovrebbe avvenire in poche settimane, in analogia con altri bonus digitali. Gli operatori del settore veterinario e le associazioni animaliste sono in attesa dei testi definitivi per valutare l’impatto concreto della misura sul territorio.
FAQ
Chi può ottenere il bonus animali domestici 2026?
Possono richiederlo i proprietari di animali da compagnia regolarmente identificati e registrati, con ISEE entro la soglia che sarà fissata dai decreti attuativi. Sono ammessi cani, gatti e altri animali d’affezione previsti dalla normativa.
Quante volte si può richiedere il bonus pet in un anno?
La misura prevede un tetto massimo di 150 euro di rimborso per beneficiario. La frequenza annuale o pluriennale sarà chiarita dai decreti; è probabile un limite di una richiesta per periodo d’imposta o per nucleo familiare.
Il bonus pet è cumulabile con la detrazione fiscale del 19%?
Sì, il bonus animali domestici si affianca alla detrazione del 19% sulle spese veterinarie. Il contribuente potrà beneficiare sia del rimborso diretto entro 150 euro sia della detrazione in dichiarazione dei redditi, entro i limiti di legge.
Quali spese veterinarie non rientrano nel bonus?
Sono escluse le spese estetiche o non sanitarie, come toelettatura puramente cosmetica o interventi non necessari dal punto di vista clinico. Restano fuori anche le prestazioni non documentate o prive di fattura elettronica valida.
Cosa serve per presentare la domanda online?
Servono SPID, CIE o CNS per accedere alla piattaforma, le fatture elettroniche delle spese veterinarie ammissibili, i dati dell’animale registrato all’anagrafe e l’IBAN del conto corrente su cui ricevere il rimborso.
Il bonus copre anche più animali nello stesso nucleo?
Sì, ma il limite di 150 euro si riferisce al beneficiario, non al singolo animale. Sarà possibile includere spese relative a più pet registrati, finché non si supera il massimale e nel rispetto delle condizioni ISEE previste.
Qual è l’obiettivo principale del bonus pet?
La misura punta a favorire la prevenzione sanitaria, sostenere le famiglie in difficoltà economica, ridurre abbandoni e rinunce alle cure e riconoscere gli animali da compagnia come parte integrante del contesto familiare e sociale.
Dove è stata pubblicata la prima analisi sul bonus animali domestici?
Una delle prime analisi di dettaglio sul bonus animali domestici 2026 è stata diffusa da StartupItalia, che ha illustrato funzionamento, finalità e limiti iniziali del cosiddetto “bonus pet”.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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