Bitcoin supera quota 70mila tra liquidazioni short e afflussi ETF

Bitcoin risale sopra 70.000 dollari: cosa segnala il nuovo rimbalzo
Il prezzo di Bitcoin (BTC) è tornato sopra la soglia psicologica dei 70.000 dollari, toccando in intraday area 71.850 dopo una settimana di forte stress sui mercati. Il recupero arriva a valle di liquidazioni massicce sulle posizioni corte, di un ritorno di capitali nei principali ETF spot e di un nuovo impulso macroeconomico dall’Asia. Il movimento, tuttavia, avviene in un contesto tecnico ancora fragile, con indicatori che non confermano pienamente l’ipotesi di un trend rialzista strutturale nel brevissimo periodo.
Per chi segue l’asset come diversificatore di portafoglio o proxy del rischio globale, il rimbalzo di Bitcoin rappresenta più un test di tenuta del mercato che l’avvio certo di una nuova gamba rialzista, soprattutto dopo il minimo a 60.000 dollari toccato in un clima di paura estrema.
Dal crollo a 60.000 dollari al ritorno sopra la soglia chiave
Secondo i dati di crypto.news, Bitcoin è risalito oltre 70.000 dollari nella notte di domenica, dopo essere sceso verso 60.033 dollari, minimo degli ultimi 16 mesi. Il calo era stato innescato da tensioni macro e geopolitiche, inclusa la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, percepita come segnale di linea più aggressiva contro l’inflazione, e dal rischio di shutdown del governo degli Stati Uniti, poi evitato grazie a un nuovo pacchetto di spesa. L’indice Fear & Greed è scivolato fino a 6 punti, area di “paura estrema” tipica dei maggiori shock di mercato, come il crollo da Covid-19 e la crisi di FTX.
Questo contesto di stress ha favorito movimenti violenti sui derivati e preparato il terreno al rimbalzo successivo, con un quadro di posizionamento molto più scarico di leva.
Sentiment estremo e implicazioni per la volatilità futura
Livelli di sentiment così depressi storicamente anticipano fasi di volatilità elevata. Quando l’indice Fear & Greed tocca valori simili, molti investitori retail capitolano, mentre operatori più strutturati iniziano a valutare ingressi graduali. Il parallelismo con shock passati evidenzia come Bitcoin resti fortemente sensibile al ciclo del rischio globale e alle narrative macro dominanti.
Per una strategia informata, questi estremi di paura non equivalgono automaticamente a un “minimo definitivo”, ma indicano un ambiente in cui rimbalzi tecnici e inversioni di breve possono avere ampiezza significativa.
ETF spot, leva e catalizzatori macro sul prezzo di Bitcoin


Il recupero di Bitcoin non può essere letto senza considerare i flussi sugli ETF spot, il ruolo delle liquidazioni di short e l’effetto delle politiche fiscali e monetarie globali. Il mercato sta reagendo simultaneamente a segnali contrastanti: da un lato il ritorno di capitali istituzionali, dall’altro l’incertezza su tassi, crescita e stabilità fiscale negli Stati Uniti. In questo contesto, la criptovaluta continua a comportarsi come asset ad alto beta rispetto al rischio globale, amplificando movimenti di indici azionari e valute.
La combinazione di deleveraging forzato e nuovi afflussi in strumenti regolamentati contribuisce a spiegare l’intensità del rimbalzo, più che un semplice cambio di narrativa di lungo periodo.
Flussi sugli ETF e ritorno selettivo degli istituzionali
I dati di SoSoValue mostrano che gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato 371 milioni di dollari di afflussi netti il 6 febbraio, interrompendo tre giorni consecutivi di deflussi per circa 1,25 miliardi. Il dato segnala un ritorno selettivo della domanda istituzionale, ma non ancora un trend di accumulo costante. In precedenza, sequenze analoghe di afflussi dopo giornate di uscita non avevano prodotto un’inversione stabile, con la pressione in vendita che era rapidamente riemersa.
Gli investitori professionali sembrano quindi muoversi in modo tattico, sfruttando eccessi di pessimismo piuttosto che assumere esposizioni strutturali di lungo periodo sui livelli attuali.
Giappone, politica fiscale espansiva e effetto contagio sui rischi
Un ulteriore catalizzatore è arrivato dal Giappone, dove la premier Sanae Takaichi ha ottenuto una vittoria di supermaggioranza alle elezioni generali, legittimando un pacchetto di stimolo fiscale da circa 135 miliardi di dollari. L’annuncio ha sostenuto il Nikkei 225, salito del 3,4%, e ha contribuito a rafforzare l’appetito per asset rischiosi, inclusi gli strumenti legati a Bitcoin. In un contesto di tassi globali ancora elevati, un’espansione fiscale di questa entità viene interpretata come supporto alla liquidità complessiva e ai multipli di rischio.
Sul mercato crypto, questo si è tradotto in una maggiore propensione al rischio da parte degli operatori asiatici durante le prime ore di contrattazione, amplificando il movimento al rialzo.
Analisi tecnica di Bitcoin tra segnali misti e scenari di breve
Sul piano tecnico, Bitcoin mostra un quadro ambivalente: la riconquista dell’area 70.000 dollari è un segnale di forza rispetto ai minimi recenti, ma gli indicatori di trend non confermano ancora una fase rialzista consolidata. La dinamica tra liquidazioni forzate, momentum e aree chiave di prezzo rimane centrale per valutare i prossimi movimenti, soprattutto in vista di eventuali nuovi shock macro o di flussi anomali sugli ETF.
Per chi osserva il mercato in ottica di breve periodo, è cruciale distinguere tra rimbalzo tecnico su eccesso di vendite e vera inversione di tendenza, evitando di sovrappesare segnali singoli come l’ultimo spike di liquidazioni.
Liquidazioni di short e impatto sullo squeeze rialzista
I dati di CoinGlass indicano che nelle ultime 24 ore sono stati liquidati circa 180 milioni di dollari in posizioni corte su Bitcoin, quasi sei volte le liquidazioni di posizioni lunghe. Quando gli short vengono chiusi forzatamente, i trader devono riacquistare l’asset, alimentando una pressione in acquisto aggiuntiva che può innescare veri e propri short squeeze. Il rimbalzo sopra 70.000 dollari va quindi letto anche come risultato di questo meccanismo tecnico, non soltanto come ritorno di fiducia fondamentale.
La riduzione della leva speculativa, però, rende il mercato potenzialmente più stabile, attenuando il rischio di nuovi scossoni estremi nel brevissimo termine.
MACD, Aroon e livelli tecnici da monitorare
Sul grafico giornaliero il prezzo di Bitcoin si è riportato sopra il supporto chiave dei 70.000 dollari, spesso teatro di battaglia tra compratori e venditori. Il MACD evidenzia l’avvio di un potenziale incrocio rialzista, segnale che i compratori stanno recuperando parte del controllo sul momentum. L’indicatore Aroon, tuttavia, mostra una lettura più prudente, con l’Aroon Down intorno al 75,8%, ancora nettamente superiore alla componente Up: il segnale suggerisce che la fase di downtrend non è stata completamente assorbita.
In questo quadro, lo scenario di breve periodo resta inclinato al ribasso, con un ritorno sotto i 70.000 dollari plausibile se la pressione in vendita dovesse riprendere. Un recupero stabile sopra il minimo di aprile 2025, in area 74.500 dollari, costituirebbe invece un segnale più robusto di possibile inversione strutturale, pur non rappresentando in alcun modo una garanzia di ulteriori rialzi.
FAQ
Perché Bitcoin è tornato sopra i 70.000 dollari?
Il rimbalzo deriva da una combinazione di liquidazioni forzate di posizioni corte, nuovi afflussi negli ETF spot su Bitcoin e miglioramento dell’appetito per il rischio dopo il recente shock macroeconomico.
Cosa indica l’indice Fear & Greed così vicino a 0?
Un valore di 6 segnala “paura estrema”, tipica delle fasi di panico. Storicamente questi livelli coincidono con eccessi di pessimismo, ma non garantiscono da soli un minimo definitivo di mercato.
Che ruolo hanno avuto gli ETF spot nel recente movimento?
Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato 371 milioni di dollari di afflussi netti dopo tre giorni di deflussi. Questo ha sostenuto la domanda, ma non definisce ancora un trend di accumulo di lungo periodo.
Come influisce la politica della Federal Reserve su Bitcoin?
La possibile nomina di Kevin Warsh, considerato “falco” sull’inflazione, alimenta aspettative di politica monetaria restrittiva, aumentando l’avversione al rischio e la volatilità di asset come Bitcoin.
Perché la politica fiscale giapponese è rilevante per il mercato crypto?
La vittoria di Sanae Takaichi e il piano di stimolo da 135 miliardi di dollari sostengono i mercati azionari come il Nikkei 225, migliorando il sentiment sugli asset rischiosi, incluse le criptovalute.
Cosa ci dicono MACD e Aroon sul trend di Bitcoin?
Il MACD suggerisce un potenziale recupero di momentum rialzista, mentre l’Aroon evidenzia una componente ribassista ancora dominante, indicando uno scenario di breve termine ancora fragile.
Qual è il rischio principale per chi entra ora sul mercato?
Il rischio è confondere un rimbalzo tecnico alimentato da liquidazioni e flussi tattici con una vera inversione di ciclo, sottovalutando la possibilità di nuove discese sotto i 70.000 dollari.
Qual è la fonte dei dati e delle analisi citate?
Le informazioni su prezzo, ETF, liquidazioni e contesto macroeconomico derivano dall’analisi originaria pubblicata da crypto.news e dai dati di SoSoValue e CoinGlass.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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