Bitcoin supera l’oro secondo JPMorgan, cresce il potenziale di lungo periodo

Bitcoin e oro: una divergenza che ridisegna il concetto di bene rifugio
Il confronto tra Bitcoin e oro sta entrando in una fase strutturale nuova. Nel 2025 il metallo giallo ha messo a segno un rialzo superiore al 60%, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e dalla domanda di sicurezza, mentre nel 2026 Bitcoin ha registrato ribassi mensili consecutivi, sottoperformando sia i beni rifugio tradizionali sia molti asset rischiosi.
Secondo gli analisti di JPMorgan, guidati da Nikolaos Panigirtzoglou, questa divergenza di performance non equivale però a un declino strutturale del “digital gold”. Al contrario, la banca sottolinea come la volatilità relativamente più contenuta di Bitcoin rispetto all’oro possa trasformarsi in un vantaggio competitivo nel medio-lungo periodo, soprattutto se il mercato tornerà a considerare la criptovaluta un’alternativa credibile ai beni rifugio tradizionali.
L’analisi mette così in discussione l’idea che Bitcoin abbia perso definitivamente il ruolo di copertura, suggerendo un ciclo di riallocazione ancora in corso.
Perché l’oro vola mentre Bitcoin rallenta
La forza dell’oro riflette un contesto di incertezza geopolitica, politiche monetarie meno prevedibili e nuove ondate di acquisti da parte delle banche centrali, interessate a diversificare dalle riserve in dollari. Bitcoin, al contrario, continua a essere trattato dal mercato come asset rischioso, fortemente correlato al comparto tecnologico e sensibile agli shock di liquidità. Ciò spiega la sua debolezza relativa nel 2026, nonostante la narrativa di “oro digitale” resti centrale nel dibattito tra investitori istituzionali e retail.
Bitcoin come “oro digitale” in fase di transizione
Per JPMorgan, Bitcoin non ha smesso di essere percepito come oro digitale, ma attraversa una fase di transizione: il mercato ne sta ridefinendo il ruolo tra tecnologia ad alto beta e potenziale bene rifugio. La perdita di appeal come strumento di copertura nel brevissimo periodo è ritenuta congiunturale. Saranno la stabilità di rete, la regolamentazione e l’adozione istituzionale a determinare se, e quanto rapidamente, Bitcoin potrà riavvicinarsi allo status di “scudo” contro scenari macro e finanziari estremi.
ETF, selloff azionario e contrazione delle stablecoin
La dinamica recente dei mercati cripto è stata fortemente condizionata dal contesto macro e azionario. Gli analisti di JPMorgan, con in testa Nikolaos Panigirtzoglou, segnalano che la correzione del settore tecnologico e i ribassi concomitanti di oro e argento hanno innescato un’ondata di de-risking che ha colpito anche Bitcoin e gli ETF spot quotati in Borsa.


Il selloff, spiegano gli esperti, “si è riversato anche in Bitcoin spot e fondi negoziati in borsa (ETF), segnalando un ampio sentiment negativo tra gli investitori istituzionali e al dettaglio”. A questo si aggiunge la contrazione dell’offerta di stablecoin, indicatore chiave della liquidità disponibile per nuove allocazioni nel mondo cripto.
Il quadro complessivo suggerisce un riposizionamento prudente, più che un rigetto strutturale dell’asset class digitale.
Il ruolo degli ETF spot nel sentiment su Bitcoin
Gli ETF spot su Bitcoin, inizialmente catalizzatori di inflows significativi, sono diventati anche canale privilegiato di uscita nei momenti di avversione al rischio. L’accesso semplificato via Borsa consente a fondi e investitori retail di ribilanciare rapidamente, amplificando il legame tra Bitcoin e dinamiche macro tradizionali. Per JPMorgan, il segnale chiave non è la rotazione tattica, ma la capacità degli ETF di mantenere una base stabile di detentori di lungo periodo, elemento essenziale per consolidare il profilo di Bitcoin come asset strategico.
Stablecoin in calo come termometro della liquidità cripto
La riduzione dell’offerta di stablecoin evidenziata da JPMorgan è un indicatore di minore propensione al rischio nell’ecosistema digitale. Meno stablecoin in circolazione significano meno “polvere da sparo” immediatamente disponibile per acquistare Bitcoin e altre criptovalute. Questa dinamica accentua i ribassi nelle fasi negative ma, storicamente, ha anticipato anche fasi di ricostruzione di liquidità in vista di nuovi cicli rialzisti, qualora il contesto macro e regolamentare diventi più favorevole.
Volatilità relativa, target teorici e scenario di lungo periodo
Nel confronto tra oro e Bitcoin, la casa di investimento JPMorgan sottolinea un elemento controintuitivo: dalla scorsa ottobre, il metallo prezioso ha mostrato una volatilità più marcata rispetto alla criptovaluta. In questo quadro, Bitcoin risulta “ancora più interessante rispetto all’oro” come scommessa di lungo termine, pur avendo deluso le aspettative nel breve.
Su base teorica, spiegano gli analisti, per eguagliare il rendimento dell’oro aggiustato per la maggiore volatilità, il prezzo di Bitcoin dovrebbe raggiungere circa 266.000 dollari. Un livello che la banca giudica irrealistico nel breve periodo, ma utile a descrivere il potenziale di rivalutazione nel caso in cui il mercato riconoscesse pienamente il ruolo di Bitcoin come bene rifugio.
La chiave, per JPMorgan, sarà la normalizzazione del sentiment e il ritorno della narrativa di copertura.
Il significato del target teorico a 266.000 dollari
La stima di 266.000 dollari per Bitcoin non è una previsione, ma un esercizio di finanza quantitativa: confronta rischio e rendimento attesi rispetto all’oro, assumendo uno scenario in cui i due asset condividano lo stesso status di bene rifugio. Per gli investitori professionali, questo valore funziona come riferimento per valutare il rapporto rischio/rendimento attuale di Bitcoin, evidenziando quanto margine teorico resti da colmare nel lungo periodo se la convergenza di percezione con l’oro dovesse concretizzarsi.
Quando Bitcoin potrà essere di nuovo visto come bene rifugio
Secondo JPMorgan e il team di Nikolaos Panigirtzoglou, Bitcoin potrà riavvicinarsi allo status di bene rifugio quando saranno soddisfatte tre condizioni: diminuzione della correlazione con gli indici azionari, soprattutto tecnologici; maggiore chiarezza regolamentare a livello globale; crescita dell’adozione istituzionale con orizzonte d’investimento pluriennale. Una volta superata la fase di sentiment negativo, la criptovaluta potrebbe consolidare il proprio ruolo di strumento di copertura complementare all’oro, destinato a convivere, non a sostituirlo.
FAQ
Perché l’oro ha sovraperformato Bitcoin nel 2025-2026?
L’oro ha beneficiato di forti acquisti delle banche centrali, timori geopolitici e ricerca di sicurezza, mentre Bitcoin è stato trattato come asset rischioso, penalizzato dal selloff tecnologico e dalla riduzione della liquidità nel sistema cripto.
Cosa sostiene JPMorgan sul futuro di Bitcoin come bene rifugio?
JPMorgan ritiene che la divergenza attuale non cancelli il potenziale di Bitcoin come strumento di copertura. Con sentiment normalizzato e minore correlazione con l’azionario, la criptovaluta potrebbe riacquisire un ruolo difensivo accanto all’oro.
In che modo gli ETF spot influenzano il prezzo di Bitcoin?
Gli ETF spot rendono più semplice entrare e uscire dall’esposizione a Bitcoin. Nelle fasi di risk-off amplificano i deflussi, ma sul lungo periodo possono creare una base stabile di investitori istituzionali orientati alla detenzione strategica.
Perché la contrazione delle stablecoin è considerata un segnale negativo?
La diminuzione dell’offerta di stablecoin indica minore liquidità immediatamente disponibile per comprare criptovalute. È un segnale di prudenza e riduzione del rischio all’interno dell’ecosistema digitale.
Bitcoin è oggi meno volatile dell’oro?
Dalla scorsa ottobre, secondo l’analisi di JPMorgan, l’oro ha mostrato una volatilità superiore a quella di Bitcoin, un’anomalia storica che rende la criptovaluta relativamente più stabile rispetto al metallo prezioso in questo specifico periodo.
Il target di 266.000 dollari per Bitcoin è una previsione di prezzo?
No, è un valore teorico. Serve a mostrare quale potrebbe essere il prezzo di Bitcoin se il mercato lo prezzasse come bene rifugio equivalente all’oro, tenendo conto della diversa volatilità, non un obiettivo atteso a breve termine.
Come possono usare queste analisi gli investitori istituzionali?
Gli investitori istituzionali possono integrare le valutazioni di JPMorgan nei modelli di asset allocation, pesando Bitcoin come asset di lungo periodo con potenziale ruolo di copertura, ma ancora soggetto a forti cicli di sentiment.
Qual è la fonte delle valutazioni su Bitcoin e oro citate nell’articolo?
Le considerazioni sulla divergenza tra Bitcoin e oro, i riferimenti alla volatilità relativa e al livello teorico di 266.000 dollari per Bitcoin derivano dall’analisi degli analisti di JPMorgan guidati da Nikolaos Panigirtzoglou, riportata nel testo originale qui rielaborato.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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