Bitcoin rimbalza verso quota 70000 dopo inflazione in rallentamento

Bitcoin torna sopra quota 70.000 dollari: cosa sta cambiando davvero
Bitcoin è risalito oltre i 70.000 dollari dopo il crollo vicino a 60.000 registrato a inizio mese, con un rimbalzo di circa il 5% nelle ultime 24 ore, mentre l’indice CoinDesk 20 (CD20) è avanzato del 6,2%.
La spinta arriva da dati macro USA più favorevoli, ma sotto la superficie il mercato cripto resta fragile, con segnali di capitolazione, volumi sottili e sentiment estremamente pessimista. Questa combinazione crea un contesto complesso: da un lato condizioni più accomodanti per gli asset rischiosi, dall’altro una struttura di mercato ancora segnata da perdite elevate e sfiducia diffusa.
Inflazione USA più bassa e aspettative sui tagli dei tassi
L’Indice dei Prezzi al Consumo USA di gennaio è salito del 2,4% anno su anno, poco sotto il 2,5% atteso, alimentando l’idea che la Federal Reserve possa anticipare i tagli dei tassi. Tassi più bassi riducono l’attrattiva degli investimenti risk-free e migliorano il profilo di rendimento atteso per asset come bitcoin e azioni tecnologiche.
Sulle piattaforme di scommesse sui dati macro, come Kalshi, la probabilità di un taglio di 25 punti base ad aprile è salita al 26% dal 19% di inizio settimana; su Polymarket le probabilità sono passate dal 13% al 20%. Questi movimenti riflettono un ritorno dell’appetito per il rischio, ma non cancellano le vulnerabilità interne del mercato cripto.
Perché il rimbalzo di prezzo non basta a parlare di nuovo bull market
Il recupero sopra i 70.000 dollari è avvenuto in un contesto di volumi di scambio ridotti, tipici dei weekend, e di “seller exhaustion”, cioè la diminuzione di venditori disposti a liquidare a prezzi più bassi. Questo sostiene il prezzo nel breve, ma non equivale a una domanda strutturale in espansione.
La dinamica attuale assomiglia a una fase di stabilizzazione dopo la capitolazione, non a un inizio chiaro di bull market. Per un’inversione duratura servirebbero flussi consistenti da parte di investitori istituzionali e retail, confermati da volumi in crescita e da un sentiment meno estremo.
Sentiment estremo e capitolazione: cosa indica l’ondata di perdite


Dietro il rally di bitcoin si nasconde un sentiment ancora profondamente negativo. L’Indice Crypto Fear & Greed resta in zona “paura estrema”, su livelli paragonabili al bear market del 2022 e al collasso di FTX. Allo stesso tempo, i dati on-chain mostrano una quantità eccezionale di perdite realizzate, segnale tipico delle fasi di capitolazione.
Questi elementi suggeriscono che una parte rilevante dell’offerta sta passando da mani deboli a investitori con orizzonti più lunghi, ma il processo non è ancora completato.
Indice Fear & Greed e analogie con il crollo del 2022
L’Indice Crypto Fear & Greed è rimasto in “extreme fear” dall’inizio del mese, un comportamento visto l’ultima volta durante il crollo del 2022 legato al fallimento di FTX. Questa persistenza di paura indica che molti operatori temono ancora nuovi ribassi, nonostante il rimbalzo dei prezzi.
In ottica storica, fasi così estreme di pessimismo si sono spesso collocate vicino a minimi di medio periodo, ma non escludono ulteriori scossoni. Il mercato resta vulnerabile a notizie negative, liquidazioni forzate e shock di liquidità improvvisi.
I 8,7 miliardi di perdite realizzate e la “capitolazione textbook”
Gli analisti di Bitwise hanno stimato 8,7 miliardi di dollari di perdite realizzate su bitcoin nell’ultima settimana, il secondo valore più alto dopo il post-crollo di 3AC (Three Arrows Capital). Un evento simile viene definito “textbook capitulation”: molti investitori vendono in perdita, spesso in modo emotivo, liberando il mercato da posizioni fragili.
Secondo Bitwise, questa rotazione dell’offerta da “weak hands” a investitori più convinti è storicamente associata alle fasi di stabilizzazione: “Nevertheless, the rotation of supply from weaker hands to conviction investors has historically been associated with market stabilisation phases, though such redistribution requires time to fully unfold”. La chiave è il fattore tempo: il riassorbimento dell’eccesso di offerta non è immediato.
Treasury aziendali, strutture di mercato e ruolo della paura
Un altro indicatore di stress è rappresentato dalle posizioni in bitcoin detenute nei treasury aziendali. Di recente queste società hanno accumulato perdite latenti record, poi parzialmente ridotte con il rimbalzo. Contestualmente, volumi sottili e timore diffuso stanno condizionando ogni movimento di prezzo, trasformando ogni rialzo in potenziale occasione di vendita.
Le perdite latenti dei treasury e l’effetto sul medio periodo
Le società che detengono bitcoin in bilancio hanno toccato oltre 21 miliardi di dollari di perdite non realizzate, massimo storico, prima che il recupero del prezzo riducesse la cifra a 16,9 miliardi. Questo livello di sofferenza contabile limita la propensione ad accumulare ulteriore esposizione e può spingere alcune aziende a ridurre posizioni sui rimbalzi.
Allo stesso tempo, i treasury con orizzonte molto lungo potrebbero sfruttare la volatilità per mediare il prezzo di carico. Nel complesso, però, la pressione di queste grandi posizioni resta un fattore strutturale da monitorare per chi analizza la sostenibilità del trend.
“Il principale driver è la paura”: il quadro tracciato da Danny Nelson
Per il research analyst di Bitwise, Danny Nelson, intervistato da CoinDesk, il motore del mercato in questa fase è soprattutto emotivo: “the market’s main driver right now is fear. Fear that we’ll go lower”. Questa paura porta molti investitori a interpretare ogni rimbalzo come opportunità per uscire o ridurre esposizione.
Se la redistribuzione verso holder a maggiore convinzione proseguirà, la pressione in vendita potrebbe gradualmente diminuire, aprendo spazio a una struttura di mercato più solida. In caso contrario, ogni rally rischia di trasformarsi in un nuovo “relief bounce” seguito da correzioni.
FAQ
Perché bitcoin è risalito sopra i 70.000 dollari?
Il recupero è legato a dati di inflazione USA leggermente inferiori alle attese, che hanno aumentato le probabilità di tagli dei tassi e riacceso l’appetito per asset rischiosi come bitcoin e tecnologia.
Cosa indica l’Indice Crypto Fear & Greed in questa fase?
L’indice è in “paura estrema” da inizio mese, su livelli paragonabili al 2022 post-FTX, segnalando forte pessimismo e timore di nuovi ribassi nonostante il rimbalzo dei prezzi.
Cosa sono gli 8,7 miliardi di perdite realizzate su bitcoin?
Si tratta del valore delle vendite in perdita registrate on-chain nell’ultima settimana, secondo Bitwise, il secondo picco storico dopo il caso 3AC, tipico di una fase di capitolazione.
Perché la capitolazione può segnare una fase di stabilizzazione?
La capitolazione sposta i bitcoin da mani deboli a investitori con maggiore convinzione, riducendo in futuro la pressione in vendita e favorendo un equilibrio più stabile dei prezzi.
Qual è il ruolo dei treasury aziendali nel mercato bitcoin?
I treasury aziendali con grandi riserve in bitcoin influenzano l’offerta: perdite latenti elevate possono indurre a vendere sui rialzi o frenare nuovi acquisti, incidendo sul medio periodo.
Quanto contano i volumi sottili nel recente rally?
Volumi ridotti, soprattutto nel weekend, amplificano i movimenti di prezzo: sostengono il rialzo in assenza di venditori, ma rendono il mercato più vulnerabile a shock improvvisi.
In che modo la paura condiziona le decisioni degli investitori?
Secondo Danny Nelson di Bitwise, la paura di ulteriori ribassi porta molti operatori a vendere su ogni rialzo, limitando la forza dei trend positivi e aumentando la volatilità.
Qual è la fonte dei dati e delle dichiarazioni sul mercato bitcoin?
Le analisi, i numeri su perdite realizzate, sentiment e le dichiarazioni di Danny Nelson provengono da un articolo di CoinDesk dedicato all’ultimo movimento di prezzo di bitcoin.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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