Bitcoin crolla dopo lo shock politico di Trump, investitori nel panico temono l’inizio di una nuova tempesta crypto

Indice dei Contenuti:
Reazione dei mercati alle minacce di Trump sui dazi
Le nuove minacce di Donald Trump sull’ipotesi di dazi aggiuntivi contro l’Unione europea hanno immediatamente irrigidito il clima sui mercati finanziari globali, innescando una fase di avversione al rischio che ha colpito anche il comparto delle criptovalute. Gli operatori stanno ricalibrando le proprie posizioni alla luce di un possibile irrigidimento delle relazioni commerciali transatlantiche, con un conseguente aumento dell’incertezza macroeconomica.
In questo contesto, gli asset percepiti come più speculativi e volatili vengono progressivamente alleggeriti, a favore di strumenti considerati più difensivi. Le vendite hanno interessato in parallelo azioni, titoli tecnologici ad alta crescita e strumenti digitali, riflettendo un chiaro movimento di riduzione dell’esposizione al rischio da parte degli investitori istituzionali.
L’effetto delle dichiarazioni di Trump si è tradotto in un rapido deterioramento del sentiment sul comparto crypto, dove l’assenza di fondamentali tradizionali amplifica la sensibilità alle notizie geopolitiche e commerciali. La prospettiva di una nuova escalation tariffaria viene letta come potenziale freno alla crescita globale, scenario che spinge molti operatori a prendere profitto sulle posizioni digitali più esposte alle turbolenze di breve periodo.
Andamento del Bitcoin e delle principali criptovalute
Nel pieno della fase di tensione sui mercati, Bitcoin registra una correzione significativa, con il prezzo che scende di circa il 2,2% fino a quota 90.924 dollari, segnalando un ridimensionamento dell’appetito per il rischio anche tra gli investitori più orientati agli asset digitali. La dinamica ribassista non riguarda solo la principale criptovaluta ma si estende in modo omogeneo all’intero comparto.
Il movimento vende-rischio coinvolge in modo marcato anche Ethereum, che accusa un calo nell’ordine del 3,7%, evidenziando una pressione più intensa sui token utilizzati per applicazioni decentralizzate e finanza on-chain. La discesa di Ethereum conferma come gli asset con maggiore esposizione speculativa risultino particolarmente vulnerabili in presenza di shock geopolitici e commerciali.
A seguire, anche Dogecoin, Cardano e Binance Coin si muovono in territorio negativo, con ribassi attorno al 3% per i primi due e di circa l’1,2% per il token legato alla piattaforma di scambio. Questi scostamenti consolidano un quadro di debolezza generalizzata, in cui gli operatori riducono l’esposizione ai token a maggiore volatilità, privilegiando liquidità e strumenti considerati meno sensibili alle oscillazioni di breve periodo.
FAQ
D: Perché il prezzo di Bitcoin è sceso a 90.924 dollari?
R: La discesa è legata a un’ondata di avversione al rischio sui mercati, innescata dalle nuove minacce di dazi di Donald Trump contro l’Unione europea, che ha spinto molti investitori a ridurre l’esposizione alle criptovalute.
D: Anche le altre principali criptovalute sono in calo?
R: Sì, il ribasso è generalizzato e coinvolge in particolare Ethereum, Dogecoin, Cardano e Binance Coin, tutte in flessione con intensità diverse.
D: Quanto ha perso Ethereum in questa fase di volatilità?
R: Ethereum registra una perdita di circa il 3,7%, segnalando una pressione superiore rispetto a quella subita da Bitcoin.
D: Qual è l’andamento di Dogecoin e Cardano?
R: Sia Dogecoin sia Cardano mostrano un arretramento di circa il 3%, in linea con il movimento ribassista dell’intero comparto altcoin.
D: Come si comporta Binance Coin rispetto alle altre criptovalute?
R: Binance Coin segna un calo più contenuto, nell’ordine dell’1,2%, pur risentendo del clima di incertezza che grava sui mercati globali.
D: Qual è il ruolo delle notizie geopolitiche sull’andamento delle criptovalute?
R: In assenza di fondamentali tradizionali solidi, le criptovalute reagiscono in modo amplificato a dichiarazioni politiche, tensioni commerciali e shock geopolitici, fattori che influenzano rapidamente il sentiment degli investitori.
D: Quale fonte giornalistica riporta questi dati di mercato?
R: Le variazioni di prezzo e le percentuali di calo citate sono riportate dall’agenzia di stampa ANSA, che monitora quotidianamente l’andamento delle principali criptovalute sui mercati internazionali.
Prospettive a breve termine per il settore crypto
Nel breve periodo il comparto delle criptovalute resta strettamente agganciato all’evoluzione del confronto commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, con il mercato che continuerà a reagire in tempo reale a nuove dichiarazioni di Donald Trump e alle eventuali contromisure europee. Gli analisti segnalano un quadro dominato dalla logica “headline driven”, in cui i flussi su Bitcoin e sugli altri token vengono guidati più dal sentiment che dai fattori tecnici.
La volatilità è destinata a rimanere elevata finché non emergeranno indicazioni più chiare sul perimetro e sui tempi di possibili dazi aggiuntivi. In assenza di certezze, è probabile che molti investitori mantengano un’impostazione prudente, privilegiando liquidità e riducendo l’uso di leva nel trading sulle principali altcoin.
Nel frattempo, il settore guarda anche alle prossime mosse delle banche centrali e agli aggiornamenti regolamentari, elementi che potrebbero attenuare o amplificare l’effetto delle tensioni commerciali. Un’eventuale distensione sul fronte dei dazi potrebbe favorire un rimbalzo tecnico delle quotazioni, mentre nuovi segnali di irrigidimento rischiano di alimentare ulteriori prese di profitto e allungare la fase di correzione sul mercato crypto.
FAQ
D: Perché le prospettive a breve termine delle criptovalute appaiono incerte?
R: L’incertezza nasce dal possibile inasprimento dei dazi tra Stati Uniti e Unione europea, che influenza il sentiment sugli asset più rischiosi, tra cui le criptovalute.
D: Qual è il ruolo di Donald Trump nelle attuali dinamiche del mercato crypto?
R: Le minacce di nuovi dazi di Donald Trump verso l’Europa hanno innescato vendite sugli asset speculativi, accentuando la pressione su Bitcoin e altcoin.
D: La volatilità delle criptovalute è destinata ad aumentare?
R: Finché resterà irrisolta la questione dei dazi e il quadro geopolitico rimarrà teso, è probabile che la volatilità su Bitcoin e sulle principali criptovalute resti su livelli elevati.
D: Quali investitori stanno riducendo l’esposizione alle criptovalute?
R: Soprattutto gli operatori istituzionali stanno alleggerendo le posizioni sui token più volatili, preferendo liquidità e strumenti difensivi.
D: Cosa potrebbe favorire un rimbalzo dei prezzi nel breve termine?
R: Un allentamento delle tensioni commerciali o segnali più accomodanti da parte delle banche centrali potrebbero innescare recuperi tecnici sulle principali criptovalute.
D: Le notizie geopolitiche incidono più dei dati macroeconomici sul settore crypto?
R: Nel contesto attuale, le dichiarazioni politiche e le minacce di dazi sembrano avere un impatto immediato e spesso prevalente rispetto ai dati macro tradizionali.
D: Quale fonte giornalistica ha riportato i dati di mercato citati?
R: Le variazioni di prezzo e le percentuali di calo indicate sono state riportate dall’agenzia di stampa ANSA, che monitora l’andamento delle principali criptovalute a livello internazionale.




