Big di Sanremo svelano chi direbbe sì allEurovision

Sanremo 2026, Eurovision sullo sfondo: cosa pensano davvero i Big
Chi: le cantanti Arisa, Mara Sattei e il cantautore Enrico Nigiotti, in gara a Sanremo 2026.
Cosa: vengono interrogati sulla disponibilità a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026 in caso di vittoria al Festival.
Dove: le dichiarazioni arrivano da interviste con SuperGuidaTv, Sky TG24, Il Messaggero e AdnKronos.
Quando: il dibattito esplode a febbraio 2026, a ridosso del Festival di Sanremo.
Perché: la presa di posizione di Levante, contraria all’Eurovision, ha trasformato la domanda sulla partecipazione in un passaggio obbligato per tutti i Big, rivelando ambizioni internazionali e posizioni etiche degli artisti.
In sintesi:
- Dopo il no di Levante, la domanda “Eurovision sì o no?” domina il pre-Sanremo.
- Mara Sattei ed Enrico Nigiotti frenano, ma non escludono affatto l’Eurovision.
- Arisa si dice pronta: vede nel contest il coronamento di un percorso internazionale.
- La guerra e il clima geopolitico entrano nel dibattito, ma gli artisti rivendicano il ruolo della musica.
Dal no di Levante ai sì impliciti di Arisa, Mara Sattei e Nigiotti
La miccia si accende quando Levante dichiara che, anche da vincitrice di Sanremo 2026, rifiuterebbe l’Eurovision Song Contest 2026. Una presa di posizione netta che polarizza pubblico e addetti ai lavori. Da quel momento, la domanda sull’eventuale partecipazione al contest europeo diventa inevitabile per ogni Big.
Sky TG24 raccoglie i pareri di Serena Brancale, Michele Bravi, Sayf e del duo Maria Antonietta – Colombre, mentre J-Ax si esprime su Il Messaggero. Nelle ultime ore tocca a Mara Sattei ed Enrico Nigiotti, intervistati da SuperGuidaTv, e a Arisa, che parla con AdnKronos.
Mara Sattei sceglie prudenza strategica: “È una domanda molto complessa, ma in questo momento posso dirti che il mio obiettivo è arrivare alla fine di Sanremo… viva! Poi si vedrà cosa succederà”. Enrico Nigiotti separa invece dimensione artistica e corsa ai trofei: “Io vado a Sanremo senza pensare a podio, premi o Eurovision. Porto una canzone e un progetto che è un disco. Qualsiasi cosa dovesse accadere, avrebbe più senso rispondere quando e se succederà. La guerra è sempre uno schifo, ma io in questo momento penso solo alla musica”.
Dietro le formule caute, il messaggio è chiaro: nessuna chiusura, semmai l’intenzione di non bruciarsi sul terreno mediatico prima del Festival.
Arisa punta all’Europa e rilancia il ruolo politico della presenza


Più esplicita Arisa, che a AdnKronos conferma che direbbe sì all’Eurovision Song Contest. L’artista collega la scelta a un percorso di lunga durata: “È una vita che aspetto che il mio profilo artistico abbia un respiro internazionale”, afferma, rivendicando il lavoro condiviso con il suo team.
“È una vita che collaboro con delle persone che credono in me e quindi io non guido un’auto dove sono sola, ma guido un bel pullman dove ci sono a bordo tante persone, e mi piacerebbe dare a questo progetto più respiro possibile”, spiega. Poi apre a un ragionamento più ampio, citando Miuccia Prada: “Purtroppo, come dice Miuccia Prada, abbiamo le mani legate. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di partecipare agli eventi, dare testimonianza di noi stessi attraverso un messaggio e attraverso la lotta. Astenersi non è la soluzione. Bisogna esserci, ed esserci nel modo giusto”.
Per Arisa, dunque, la partecipazione non è solo visibilità, ma anche responsabilità: “Io spero di diffondere la mia musica in tutto il mondo e credo nel mio messaggio, credo nel mio lavoro, quindi vado avanti”. L’Eurovision diventa così, per lei, un tassello di una strategia artistica e civile.
Eurovision dopo Sanremo: un banco di prova per l’export del pop italiano
Le risposte dei Big anticipano un nodo che si aprirà subito dopo Sanremo 2026: quanto il sistema musicale italiano è pronto a investire, davvero, sull’Eurovision come trampolino internazionale? Le cautele di Mara Sattei ed Enrico Nigiotti riflettono il timore di sovraccaricare un singolo evento di attese politiche e mediatiche.
La posizione di Arisa, invece, suggerisce una via diversa: trasformare il contest europeo in parte di un progetto strutturato di export, dove la “presenza” in un’arena globale viene considerata un atto professionale e, in parte, politico. Il dibattito aperto da Levante non si chiuderà con il Festival: a seconda di chi vincerà, la scelta sull’Eurovision diventerà un indicatore concreto di come l’Italia immagina il futuro del suo pop nel mondo.
FAQ
Cosa ha detto Levante sull’Eurovision 2026?
Levante si è detta contraria a rappresentare l’Italia all’Eurovision 2026, dichiarando che rifiuterebbe l’eventuale partecipazione anche in caso di vittoria a Sanremo.
Arisa parteciperebbe all’Eurovision se vincesse Sanremo 2026?
Sì, Arisa ha confermato ad AdnKronos che accetterebbe l’Eurovision, considerandolo il coronamento di un percorso verso un respiro internazionale.
Cosa pensa Mara Sattei della possibile partecipazione all’Eurovision?
Mara Sattei si è detta concentrata su Sanremo, definendo la domanda “complessa”, ma non ha escluso in alcun modo l’ipotesi Eurovision.
Enrico Nigiotti collegherà la sua partecipazione a Sanremo all’Eurovision?
No, Nigiotti ha spiegato che va a Sanremo per presentare canzone e disco, rinviando qualsiasi decisione sull’Eurovision a un eventuale dopo-vittoria.
Quali sono le fonti delle dichiarazioni su Sanremo ed Eurovision?
Le dichiarazioni provengono da interviste rilasciate a Sky TG24, Il Messaggero, SuperGuidaTv e AdnKronos, come riportato originariamente da Biccy.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



