Biagio Antonacci racconta perché rifiuta il matrimonio e non legge libri
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Biagio Antonacci, le sue scelte di vita, arte e futuro musicale
Biagio Antonacci, 62 anni, cantautore milanese, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera aspetti centrali della sua vita privata e professionale. Ha spiegato perché non si è mai sposato, come vive la propria “famiglia allargata”, perché non ha mai letto un libro per intero e quali saranno le sue prossime mosse artistiche.
Le confidenze arrivano mentre prepara quello che ha annunciato come il suo ultimo disco pop, in uscita nel 2026.
Tra i temi affrontati anche il rapporto con Sanremo, il ricordo del concerto a San Siro del 2007 e la riflessione su come è cambiato il sistema musicale italiano.
In sintesi:
- Antonacci non si è mai sposato ma rivendica piena responsabilità verso i propri affetti.
- Non ha mai finito un libro, complice una forma di dislessia diagnosticata.
- Dal 2026 stop ai dischi pop: pensa a minimalismo o elettronica spinta.
- Su Sanremo resta alla finestra, senza rimpianti per le rinunce.
Una famiglia “nucleo”, niente matrimonio e l’idea di protezione
Dal 1993 al 2002 Biagio Antonacci ha avuto una relazione con Marianna Morandi, figlia di Gianni Morandi, da cui sono nati Paolo e Giovanni. Successivamente è arrivato il legame con Paola Cardinale e la nascita del terzo figlio, Carlo.
Il cantautore preferisce parlare di “nucleo” più che di “famiglia”: “È un termine più contemporaneo. La parola famiglia oggi è riduttiva, a volte escludente. Penso alle coppie arcobaleno oppure a quei nuclei che si creano fra chi vive insieme per dividere le spese”.
Pur avendo attraversato “burrasche” dopo relazioni lunghe e solide, non ha mai sentito il bisogno del matrimonio: “Non mi sono mai sposato, ma ho sempre sentito la stessa responsabilità”. Alla domanda se un’unione formale non avrebbe meglio tutelato chi gli è vicino, ha risposto: “Non ne ho mai sentito la necessità. Per proteggere chi ti sta vicino bastano testamenti chiari. Se mai dovessi sposarmi, però, vorrei che a celebrare fosse il mio amico Antonio Albanese”.
Una posizione che racconta una visione laica degli affetti, centrata su responsabilità concrete più che su forme giuridiche.
Dislessia, musica e ultimi progetti pop prima di nuove sperimentazioni
Nell’ultimo video appare con un libro in mano. Ma, spiega, si tratta di una scelta simbolica: “Dico la verità: è finto. Non ho mai letto un libro. Ho una forma di dislessia che non aiuta: mi perdo dopo poche righe e un dottore specializzato in disturbi cognitivi mi ha detto che potrebbe essere proprio quella la causa”.
Racconta di leggere talvolta poesie e di amare Giorgio Caproni, ma per le sue canzoni attinge soprattutto dalle persone reali: “So che tanti colleghi si ispirano a dei romanzi per le loro canzoni, io rubo dalla gente, gli anziani sono libri umani”.
Guardando avanti, Antonacci annuncia che il disco del 2026 sarà l’ultimo progetto dichiaratamente pop. Poi immagina un percorso più essenziale, voce e chitarra, o l’esplorazione dell’elettronica spinta: “Sono un uomo pop, difficile uscire da lì, ma sono attratto da altro”.
Sul passato ricorda il primo San Siro nel 2007, quando si parlò di biglietti regalati per riempire lo stadio: sottolinea di essere arrivato lì dopo venti concerti al Forum e molti successi, rivendicando di esserselo “meritato” e definendo “esagerate” alcune operazioni viste poi allo stadio, senza fare nomi.
Sanremo, tempo che corre e spazio per nuove forme di racconto
Negli ultimi anni il Festival di Sanremo è diventato più attrattivo per i big. Biagio Antonacci ammette di pensarci a ogni prima serata: “È qualche anno che alla prima puntata penso: ‘sarei dovuto andare questa volta’. Ma alla fine mi dico: ‘è andata meglio così’”.
Vede i giovani artisti inseriti in un sistema che corre più veloce del loro talento e, proprio per questo, sceglie tempi e modi personali per esporsi. La decisione di chiudere la fase pop con il disco del 2026 e aprirsi a linguaggi più minimalisti o elettronici suggerisce una seconda parte di carriera meno legata alle classifiche e più alla ricerca artistica.
In un mercato musicale frammentato e governato dagli streaming, il suo sguardo su “nuclei”, dislessia e responsabilità affettive offre una narrazione matura, utile anche al pubblico che lo seguirà sulle piattaforme e, potenzialmente, su nuovi palchi non necessariamente televisivi.
FAQ
Perché Biagio Antonacci dichiara di non aver mai letto un libro intero?
Antonacci afferma di non aver mai finito un libro a causa di una forma di dislessia, diagnosticata da uno specialista in disturbi cognitivi, che gli rende difficile mantenere l’attenzione oltre poche righe.
Come definisce Biagio Antonacci la propria famiglia e perché parla di “nucleo”?
Antonacci definisce la sua realtà affettiva “nucleo” perché considera il termine “famiglia” limitante, talvolta escludente verso coppie arcobaleno e convivenze nate per necessità economiche condivise.
Biagio Antonacci pubblicherà ancora dischi pop dopo il 2026?
Antonacci ha annunciato che il disco del 2026 sarà l’ultimo esplicitamente pop; successivamente intende sperimentare percorsi minimalisti voce-chitarra ed esplorare sonorità di elettronica spinta.
Biagio Antonacci parteciperà al Festival di Sanremo nei prossimi anni?
Antonacci non esclude totalmente Sanremo ma, pur pensando talvolta di partecipare, finora ha sempre scelto di restare fuori, senza rimpianti dichiarati.
Da quali fonti è stata ricostruita l’intervista a Biagio Antonacci?
Il contenuto è stato ricavato da una elaborazione congiunta delle notizie diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



