Bernardini de Pace passa all’azione contro gli hater e sorprende tutti

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Bernardini de Pace diffida 12 hater: “Io fascista Avete una settimana di tempo per eliminare i commenti”
Diffida agli hater
L’avvocata divorzista Annamaria Bernardini de Pace ha inviato una formale diffida a dodici utenti che sui social l’avevano etichettata come “fascista” e associata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I commenti, ritenuti gravemente diffamatori, erano esplosi dopo la pubblicazione della sua lettera al sindaco di Milano Beppe Sala sulla proposta di conferire l’Ambrogino d’oro agli attivisti della Global sumud flotilla, iniziativa criticata con fermezza dalla professionista.
Secondo il legale, le espressioni usate nei post superano il limite della legittima critica politica e integrano un attacco personale alla reputazione, amplificato dalla viralità delle piattaforme digitali. Nei testi contestati comparivano anche riferimenti denigratori alla premier, chiamata “ducetta” in chiave allusiva a Benito Mussolini, a rinforzare l’associazione ideologica attribuita alla penalista.
Bernardini de Pace ha rivendicato il diritto alla tutela del proprio nome e del proprio ruolo pubblico, ricordando come, in un contesto di comunicazione esasperata, la libertà di espressione non coincida con la licenza di insultare. La scelta della diffida preventiva mira a ottenere una rimozione rapida dei contenuti senza dover ricorrere subito al giudice penale, ma tenendo aperta tale strada.
La lettera al sindaco e le reazioni
Alla base della polemica c’è la lettera inviata da Bernardini de Pace al sindaco di Milano Beppe Sala, in cui contestava la proposta di Partito Democratico e Verdi di premiare con l’Ambrogino d’oro gli attivisti della Global sumud flotilla. Nello scritto l’avvocata aveva annunciato l’intenzione di restituire pubblicamente il prestigioso riconoscimento cittadino, ritenendo l’iniziativa incompatibile con i valori che l’onorificenza dovrebbe rappresentare.
La presa di posizione ha scatenato una forte reazione sui social, dove la discussione politica si è rapidamente trasformata in una campagna di insulti personali. Oltre all’etichetta infamante di “fascista”, diversi utenti hanno accomunato l’avvocata alla linea del governo guidato da Giorgia Meloni, con formule denigratorie rivolte anche alla premier. Il dibattito si è così spostato dal merito della proposta sull’Ambrogino alla delegittimazione dell’autrice della lettera.
Nelle sue repliche pubbliche, la professionista ha ricordato che la storia della sua famiglia comprende figure perseguitate e incarcerate per essersi opposte a un regime fondato su un’ideologia contraria ai principi costituzionali e ai diritti civili. Proprio su questi diritti, ha sottolineato, si è sempre impegnata in prima persona, anche nella pratica forense.
Identificazione e tempi di rimozione
Per reagire agli attacchi, Bernardini de Pace si è rivolta a una società specializzata nell’analisi delle tracce digitali allo scopo di individuare gli autori dei messaggi ritenuti diffamatori. Attraverso l’incrocio di dati e segnalazioni, sono stati ricostruiti i presunti riferimenti anagrafici di dodici utenti, che sono stati destinatari di una diffida nominativa. Il passo successivo è stato l’invio di comunicazioni formali a ciascuno di loro.
Alle persone coinvolte è stato concesso un termine di sette giorni per cancellare spontaneamente i contenuti offensivi o modificarli in modo da eliminare gli elementi lesivi dell’onore e della reputazione dell’avvocata. La diffida chiarisce che, in caso di inerzia o rifiuto, la professionista si riserva di sporgere querela per diffamazione aggravata dalla pubblicità del mezzo, con possibile richiesta di risarcimento danni.
La vicenda rimette al centro il tema della responsabilità individuale nella comunicazione online e dei limiti della critica, soprattutto quando diretta a figure note del mondo professionale e della politica. Per gli utenti coinvolti, il conto alla rovescia è già iniziato: la scelta se rimuovere i post o affrontare un procedimento giudiziario potenzialmente oneroso è ora nelle loro mani.
FAQ
D: Chi è Annamaria Bernardini de Pace?
R: È un’avvocata divorzista italiana, nota per i casi di diritto di famiglia e per le sue prese di posizione nel dibattito pubblico.
D: Perché l’avvocata ha inviato dodici diffide?
R: Perché dodici utenti sui social l’avrebbero insultata con espressioni ritenute diffamatorie, attribuendole un orientamento politico che respinge.
D: Cosa viene chiesto agli autori dei commenti?
R: Viene intimata la rimozione dei contenuti offensivi entro sette giorni, con l’avvertimento di possibili azioni penali e civili in caso di inadempimento.
D: Qual è il ruolo della società incaricata dall’avvocata?
R: Ha collaborato all’identificazione dei presunti responsabili dei commenti, partendo dai profili e dalle tracce digitali lasciate online.
D: Perché la lettera al sindaco di Milano ha generato polemiche?
R: Perché criticava la proposta di assegnare l’Ambrogino d’oro agli attivisti della Global sumud flotilla e annunciava la restituzione dell’onorificenza da parte dell’avvocata.
D: Che collegamenti sono stati fatti con Giorgia Meloni?
R: Alcuni commentatori hanno accomunato l’avvocata alla premier, usando soprannomi offensivi rivolti a quest’ultima per attaccare entrambe sul piano politico.
D: Qual è il riferimento alla storia familiare di Bernardini de Pace?
R: L’avvocata ricorda come nella sua famiglia ci siano stati oppositori di un regime autoritario, incarcerati per la difesa di valori democratici e diritti civili.
D: Qual è la fonte giornalistica citata sul caso?
R: La ricostruzione della vicenda è stata riportata dalla stampa nazionale, in particolare da articoli apparsi su testate come Corriere della Sera, che hanno dato rilievo alle diffide inviate dall’avvocata.




