Bermuda on-chain nuova frontiera globale: come Coinbase e Circle stanno ridisegnando la mappa della finanza digitale

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Strategia nazionale per l’economia on-chain alle Bermuda
Il governo delle Bermuda ha avviato una strategia strutturata per costruire un’economia pienamente on-chain, inserendo il progetto nel quadro più ampio della trasformazione digitale nazionale. L’annuncio ufficiale è arrivato durante il World Economic Forum di Davos, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i costi dei pagamenti, migliorare l’accesso ai servizi e aumentare l’efficienza dei flussi finanziari pubblici e privati.
Il piano coinvolge direttamente amministrazione centrale, istituzioni finanziarie, imprese e cittadini, configurando una sperimentazione di sistema che posiziona l’arcipelago tra i primi Paesi a testare su scala nazionale infrastrutture basate su blockchain. In questo contesto, il governo considera l’economia on-chain una risposta pragmatica ai limiti strutturali tipici delle economie insulari, caratterizzate da costi elevati nei pagamenti internazionali e accesso limitato ai servizi bancari tradizionali.
La strategia prevede una collaborazione con partner specializzati come Coinbase e Circle, chiamati a fornire infrastrutture per la gestione di asset digitali e servizi connessi. L’obiettivo operativo è costruire un’architettura tecnica che consenta allo Stato e agli operatori privati di svolgere attività quotidiane – pagamenti, incassi, regolamenti – direttamente on-chain, mantenendo la conformità normativa e preservando la flessibilità necessaria per ampliare il progetto in fasi successive.
Pagamenti in stablecoin con Coinbase e Circle
Il primo livello operativo del programma delle Bermuda riguarda l’uso di stablecoin ancorate al dollaro, con particolare attenzione a USDC emesso da Circle. Le autorità hanno individuato nei pagamenti digitali on-chain lo strumento più immediato per contenere commissioni, ridurre i tempi di regolamento e superare le inefficienze delle reti bancarie tradizionali che gravano sulle economie insulari.
In una fase iniziale, i dipartimenti governativi testeranno USDC per specifiche tipologie di incassi e pagamenti pubblici, creando casi d’uso misurabili nella gestione quotidiana della macchina amministrativa. L’obiettivo è verificare sul campo l’impatto di transazioni on-chain su costi operativi, tracciabilità e velocità di esecuzione, prima di un’eventuale estensione ad altri servizi e platee di utenti.
L’ecosistema locale dispone già di una base di adozione: diversi esercenti hanno iniziato ad accettare pagamenti in USDC nel commercio al dettaglio e nei servizi, spinti anche dalla distribuzione di stablecoin avvenuta al Bermuda Digital Finance Forum del 2025. In parallelo, la collaborazione con Coinbase fornisce infrastrutture per l’elaborazione dei pagamenti e per l’integrazione dei wallet digitali, mentre le esperienze maturate da player internazionali – come i pagamenti in abbonamento in stablecoin introdotti da Stripe su reti come Base e Polygon – offrono modelli tecnici e operativi utili per l’implementazione su scala nazionale.
Tokenizzazione, formazione e prospettive regolamentari
Le istituzioni finanziarie delle Bermuda stanno estendendo l’uso delle stablecoin verso applicazioni più avanzate, centrando la sperimentazione sulla tokenizzazione di attività e flussi interni. Banche e compagnie di assicurazione valutano l’impiego di asset digitali per il regolamento interbancario e per le operazioni operative, con l’obiettivo di aumentare tracciabilità, velocità e controllo dei processi.
I progetti pilota avranno funzione di laboratorio regolato: i risultati serviranno a definire scenari di adozione su scala più ampia, senza forzare la partecipazione di cittadini e imprese. In questa fase, il governo ha previsto percorsi di onboarding mirati per le piccole e medie imprese, segmento chiave dell’economia locale, affinché possano integrare wallet e strumenti on-chain nei flussi amministrativi e nei pagamenti quotidiani.
Parallelamente, è stato predisposto un programma nazionale di formazione su finanza digitale e sicurezza operativa. I residenti saranno accompagnati nell’uso dei wallet compatibili con la normativa, nella gestione delle chiavi e nella valutazione dei rischi, mentre il supporto tecnico sarà esteso anche alle istituzioni pubbliche. L’intero impianto si innesta sul quadro introdotto dal Digital Asset Business Act del 2018, che offre una base regolamentare stabile per l’innovazione e consente al governo di collaborare con player come Coinbase e Circle mantenendo margini per coinvolgere ulteriori fornitori in futuro.
FAQ
D: Cosa prevede il progetto di economia on-chain delle Bermuda?
R: Il piano punta a utilizzare infrastrutture blockchain per pagamenti, gestione dei servizi pubblici e sperimentazione di asset digitali in collaborazione con partner internazionali.
D: Qual è il ruolo di Coinbase e Circle nell’iniziativa?
R: Coinbase e Circle forniscono infrastrutture tecnologiche, supporto di compliance e strumenti basati su stablecoin, in particolare USDC, per governo, imprese e istituzioni finanziarie.
D: Perché le Bermuda puntano su stablecoin e tokenizzazione?
R: Le stablecoin riducono costi e tempi di regolamento, mentre la tokenizzazione mira a rendere più efficienti i processi interni di banche e assicurazioni, migliorando la tracciabilità dei flussi.
D: I cittadini sono obbligati a usare i wallet digitali?
R: No, l’adesione è volontaria sia per i residenti sia per le aziende; i progetti pilota servono a testare benefici e criticità prima di eventuali estensioni.
D: Che tipo di formazione è prevista per la popolazione?
R: Il programma include educazione all’uso dei wallet, gestione della sicurezza, comprensione dei rischi e supporto pratico per integrare gli strumenti on-chain nella vita quotidiana.
D: Quale quadro normativo sostiene l’economia on-chain delle Bermuda?
R: Il progetto si basa sul Digital Asset Business Act del 2018, che stabilisce licenze, requisiti di vigilanza e regole per gli operatori degli asset digitali.
D: Quali sono le principali fonti sulla strategia on-chain delle Bermuda?
R: Le informazioni derivano dalle comunicazioni ufficiali del governo delle Bermuda e dai resoconti del World Economic Forum di Davos, come riportato dalla stampa specializzata e dalle fonti giornalistiche internazionali.




