Bending Spoons verso Wall Street: i tre segnali che anticipano la svolta miliardaria in Borsa

Indice dei Contenuti:
## Bending Spoons e la strategia di crescita tra acquisizioni e ristrutturazioni
Bending Spoons, nata nel 2013 a Copenaghen e trasferita l’anno successivo a Milano, ha costruito il proprio modello di business su una strategia atipica per il tech europeo. Invece di sviluppare da zero nuovi prodotti digitali, il gruppo guidato dal co-fondatore e amministratore delegato Luca Ferrari ha creato una piattaforma tecnologica e organizzativa dedicata all’individuazione di servizi già affermati ma con margini di crescita ancora inespressi.
Una volta selezionati i target, l’azienda procede all’acquisizione e a un profondo processo di “re-immaginazione” del prodotto e della struttura operativa. In questa logica si inserisce la lunga serie di operazioni che hanno portato nella galassia di Bending Spoons nomi storici del digitale come Evernote, piattaforma per note e promemoria, e Meetup, social network utilizzato a lungo come infrastruttura per l’organizzazione di eventi e mobilitazioni politiche.
La stessa impostazione è stata applicata a realtà come WeTransfer, servizio di trasferimento file di grandi dimensioni, alla piattaforma video Vimeo e al sito per la gestione di eventi Eventbrite, fino all’offerta da 1,4 miliardi di dollari per rilevare Aol da Yahoo. La riorganizzazione spesso passa per tagli drastici ai costi, con licenziamenti su vasta scala – nel caso di WeTransfer circa il 75% della forza lavoro – e aumenti delle tariffe agli utenti finali, scelte che generano forti tensioni sociali ma suscitano sistematicamente l’interesse degli investitori.
## I numeri della scaleup italiana e l’interesse dei mercati internazionali
I numeri della scaleup italiana e l’interesse dei mercati internazionali
Bending Spoons si presenta oggi come una delle realtà tecnologiche europee a più alta valorizzazione, forte di un recente aumento di capitale da 710 milioni di dollari che ha portato la valutazione complessiva a circa 11 miliardi di dollari, un livello paragonabile alla capitalizzazione di mercato di gruppi storici come Tim.
Nel complesso, tra capitale di rischio e debito, la società ha raccolto quasi 5 miliardi di dollari, cifra che testimonia una fiducia strutturale da parte di fondi e istituzionali internazionali. A sostenere questo interesse non è solo la capacità di acquisire marchi globali, ma soprattutto la tenuta dei fondamentali economici nel medio periodo.
Nel primo semestre 2025 i ricavi hanno raggiunto 524 milioni di euro, in crescita di oltre il doppio rispetto all’anno precedente, mentre l’Ebitda adjusted si è attestato al 50,4%. Un margine di redditività così elevato – ben sopra la soglia del 20% considerata già eccellente nel settore – colloca la società in una fascia premium agli occhi dei mercati, alimentando le aspettative su una futura quotazione e rendendo la scaleup milanese un caso di studio per gli operatori che guardano al tech europeo come nuova frontiera di crescita.
FAQ
- Qual è la valutazione attuale di Bending Spoons?
Bending Spoons è valutata intorno a 11 miliardi di dollari dopo l’ultimo aumento di capitale. - Quanti capitali ha raccolto complessivamente Bending Spoons?
Tra equity e debito, la società ha raccolto finora quasi 5 miliardi di dollari. - Quanto sono cresciuti i ricavi di Bending Spoons nel 2025?
Nel primo semestre 2025 i ricavi sono raddoppiati, arrivando a 524 milioni di euro. - Che livello di redditività registra Bending Spoons?
L’Ebitda adjusted è pari al 50,4%, un margine considerato molto elevato per il settore tech. - Perché i mercati internazionali guardano con interesse a Bending Spoons?
Per la combinazione tra forte crescita dei ricavi, alta redditività e strategia aggressiva di acquisizioni. - Come si colloca Bending Spoons rispetto ai grandi gruppi italiani quotati?
La sua valutazione è paragonabile a quella di aziende storiche come Tim, pur restando una società non quotata. - Quale fonte giornalistica ha riportato le principali indiscrezioni su Bending Spoons?
Le informazioni sulla possibile quotazione e sui numeri della società sono state riferite dal Corriere della Sera.
## Verso Wall Street: scenari, tempistiche e possibili implicazioni della quotazione
Verso Wall Street: scenari, tempistiche e possibili implicazioni della quotazione
Le indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera indicano che Bending Spoons avrebbe avviato i preparativi per uno sbarco a Wall Street, con la formazione di un consorzio di banche d’affari internazionali incaricate di seguire il dossier. In prima linea figurerebbero colossi statunitensi come JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Morgan Stanley, segnale di un’operazione concepita fin dall’inizio con una forte proiezione globale.
Accanto agli istituzionali Usa, sarebbero pronte a entrare nella cordata anche le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, già coinvolte nel finanziamento dell’acquisizione di Aol. La presenza congiunta di banche domestiche e internazionali suggerisce uno schema di quotazione pensato per valorizzare il radicamento italiano della società e, al tempo stesso, massimizzare l’accesso alla liquidità dei mercati americani.
Sul fronte ufficiale, Bending Spoons mantiene il massimo riserbo: l’azienda non ha confermato né smentito le voci, e anche le richieste di commento di testate come Wired Italia risultano, al momento, senza risposta. In assenza di una comunicazione formale, restano aperti i nodi chiave su tempistiche, struttura dell’operazione e potenziale valutazione in sede di Ipo, che potrebbe ridefinire il peso della tech italiana sui mercati internazionali.
FAQ
- Chi ha rivelato le prime indiscrezioni sulla quotazione di Bending Spoons?
Le prime informazioni sulla possibile quotazione a Wall Street di Bending Spoons sono state diffuse dal Corriere della Sera, sulla base di fonti riservate. - Quali banche d’affari internazionali sarebbero coinvolte nell’operazione?
Secondo le ricostruzioni di stampa, nel consorzio figurerebbero JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Morgan Stanley. - Quali istituti italiani potrebbero affiancare Bending Spoons verso Wall Street?
Tra le banche italiane pronte a partecipare all’operazione vengono citate Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm. - Bending Spoons ha confermato ufficialmente il progetto di Ipo?
No, finora Bending Spoons non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali né a conferma né a smentita delle indiscrezioni. - Perché la quotazione a Wall Street è considerata strategica per Bending Spoons?
L’eventuale Ipo negli Stati Uniti consentirebbe di accedere a capitali più ampi, aumentare la visibilità internazionale e consolidare il posizionamento tra i principali player tech. - Qual è il ruolo delle banche italiane nell’operazione?
Gli istituti italiani, già partner nelle acquisizioni come quella di Aol, mirano a presidiare un’operazione di rilievo per il sistema finanziario nazionale. - Quali sono le principali incertezze legate alla quotazione di Bending Spoons?
Restano da definire tempi, perimetro dell’offerta e valutazione finale in sede di Ipo, aspetti che dipenderanno dalle condizioni di mercato e dalle scelte del management.




