Beckham travolto dalle rivelazioni di Lucarelli su Brooklyn fragile: tra ossessioni sentimentali, identità smarrita e tatuaggi estremi

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Caso Beckham, l’analisi di Lucarelli: “Brooklyn un debole irrisolto, 70 tatuaggi dedicati alla moglie”
La lettura psicologica di Lucarelli
Selvaggia Lucarelli, nella sua newsletter, interpreta il conflitto tra Brooklyn Beckham e la famiglia come un problema identitario mai risolto. Il primogenito di David e Victoria Beckham appare, nella sua analisi, più attratto dall’assumere il cognome Peltz che dal rivendicare quello di origine, quasi a voler delegare a qualcun altro la costruzione del proprio io.
Secondo la giornalista, Nicola Peltz avrebbe offerto al marito un “rifugio” simbolico: stessa élite sociale dei Beckham, ma con un potere economico superiore e una cultura del “sì” permanente, perfetta per chi cerca una nuova appartenenza. Non si tratterebbe però di una strega manipolatrice e di un ragazzo vittima: la coppia, sostiene Lucarelli, si sarebbe incastrata alla perfezione nei reciproci bisogni.
Lei, figlia di miliardario abituata a ottenere tutto; lui, in fuga da confronti familiari ingombranti e da aspettative impossibili. Il risultato è un trentenne che, anziché emanciparsi, sembra spostare semplicemente il baricentro del controllo dall’orbita Beckham al “cerchio magico” dei Peltz.
Brooklyn tra fragilità e culto della moglie
Lucarelli definisce Brooklyn non solo un “figlio di”, ma un individuo fragile, irrisolto, che cerca conferme nell’adesione totale alla nuova famiglia. Il dato più eclatante, nell’ottica narrativa, sono i circa settanta tatuaggi dedicati a Nicola, che la commentatrice paragona più a un gesto da setta che a una normale prova d’amore.
Nella sua lettura, il 26enne non appare come un giovane che taglia il cordone per camminare sulle proprie gambe, ma come qualcuno che replica lo stesso schema: una donna forte e percepita come controllante al posto della madre, una casa iper-protetta al posto dell’altra, la passione per la cucina che resta goffa e priva di autentico riconoscimento.
La differenza, sottolinea Lucarelli, è che ora il ragazzo non deve più svegliarsi al cospetto di occhi da cui teme di essere giudicato mediocre. Il prezzo, però, è l’azzeramento del conflitto esterno a favore di un’adesione quasi religiosa alla nuova consorte e al suo mondo familiare.
Il ruolo di Nicola e l’assedio mediatico
Intanto l’immagine pubblica di Nicola Peltz è sotto pressione. L’ex hairstylist l’ha definita “una delle peggiori celebrità” con cui abbia lavorato, parlando di “mela marcia”, mentre un’ex cognata ha aggiunto accuse sul carattere difficile. Nel frattempo, i media di Regno Unito e Stati Uniti scompongono ogni like, defollow e storia Instagram di Brooklyn, trasformando il caso in soap globale.
La lettura di Lucarelli, però, rifiuta la semplificazione della “moglie-mostro” che separa il bravo ragazzo dalla sua potente famiglia. La cronista evidenzia come entrambi siano “figli di”, privi – almeno nella percezione pop – di un talento definito e molto legati ai rispettivi nuclei d’origine.
Il matrimonio diventa così un patto tra fragilità speculari: lei offre un clan blindato e privo di confronto diretto con l’eccellenza sportiva o imprenditoriale dei Beckham, lui porta fama, narrativa romantica estrema e una dedizione che passa anche dal corpo, inciso a ripetizione con il nome della moglie.
FAQ
D: Chi ha analizzato pubblicamente il comportamento di Brooklyn Beckham?
R: La lettura più discussa è quella della giornalista italiana Selvaggia Lucarelli.
D: Dove è stata pubblicata l’analisi di Lucarelli?
R: Su una sua newsletter, con alcuni estratti condivisi nelle storie Instagram.
D: Come viene descritto Brooklyn Beckham da Lucarelli?
R: Come una persona fragile, irrisolta e in cerca di una nuova identità familiare.
D: Che ruolo avrebbe Nicola Peltz nella crisi identitaria di Brooklyn?
R: Offrirebbe un’alternativa identitaria, sostituendo simbolicamente il cognome Beckham con Peltz.
D: Cosa rappresentano i tatuaggi dedicati alla moglie?
R: Per Lucarelli, i circa 70 tatuaggi appaiono come un atto di adesione quasi “settaria”, più che romantica.
D: Nicola Peltz è dipinta solo come manipolatrice?
R: No, Lucarelli esclude la narrazione della “strega manipolatrice” e parla di incastro di bisogni reciproci.
D: Come stanno reagendo i media internazionali al caso?
R: In UK e USA ogni gesto social della coppia viene analizzato da tabloid e siti di spettacolo.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: L’analisi è stata riportata dal sito di intrattenimento italiano Biccy.it, che riprende la newsletter di Selvaggia Lucarelli.




