Barman moldavo ucciso a Venezia, spunta video piccante e ricatto: il retroscena che sconvolge l’indagine

Pista del ricatto e video a sfondo sessuale
VENEZIA, nuovo elemento chiave nell’inchiesta sull’omicidio del barman moldavo Sergiu Tarna: emerge la pista di un ricatto legato a un video a sfondo sessuale girato in un locale di lap dance. A indicarla sarebbe stato l’indagato, l’ex agente della polizia locale Riccardo Salvagno, che avrebbe agito con un complice albanese già identificato e fuggito all’estero. Nel racconto reso al gip, il nucleo del conflitto sarebbe la minaccia di diffusione di un filmato che ritrae Salvagno in compagnia di un transessuale.
Secondo quanto riferito, la potenziale pubblicazione del video avrebbe potuto compromettere la carriera di Salvagno. L’indagato sostiene di non aver pianificato l’omicidio: l’intento, dice, era “spaventare e picchiare”, ma durante il fermo della vittima sarebbe partito “un colpo di pistola per errore”. Le verifiche si concentrano sul locale Cocò di Tessera, frequentato da Salvagno, indicato come possibile set della registrazione.
Gli inquirenti valutano il video come possibile movente diretto del ricatto e delle successive violenze. La dinamica resta oggetto di riscontri tecnici su dispositivi, chat e contatti, mentre si rafforza l’ipotesi di un’azione coordinata tra l’ex vigile e il complice in fuga.
Profilo dei protagonisti e moventi economici
Sergiu Tarna, barman moldavo, emerge come figura centrale ma vulnerabile: secondo gli atti, aveva bisogno urgente di denaro per saldare debiti. Questa pressione economica è indicata come possibile innesco del presunto ricatto legato al video. Le chat rinvenute sul suo telefono mostrano scambi accesi e richieste insistenti.
All’opposto, l’ex vigile urbano Riccardo Salvagno avrebbe temuto danni irreparabili alla propria immagine e alla carriera in caso di divulgazione del filmato a sfondo sessuale. Il movente difensivo, riferito al gip, ruota intorno alla necessità di bloccare la diffusione e “dare una lezione” alla vittima.
Nel quadro compare un complice albanese, già identificato e rientrato in patria, che avrebbe supportato l’azione. La frequentazione del locale Cocò di Tessera da parte di Salvagno fornisce il contesto ambientale della presunta registrazione, mentre la barista moldava, testimone di un litigio precedente, conferma un’escalation culminata nelle ore precedenti al delitto.
Cronologia dei fatti e sviluppi delle indagini
Le chat sul telefono di Sergiu Tarna documentano giorni di tensione con Riccardo Salvagno: messaggi e chiamate si susseguono con toni sempre più aggressivi. La sera di Santo Stefano i due vengono visti discutere in strada, presenti la barista moldava e altri avventori, primo segnale di un’escalation non più gestibile in privato.
Dopo ulteriori contatti, il 30 dicembre viene fissato l’incontro che precede l’agguato: Tarna verrà colpito con un proiettile poche ore dopo. Nella versione resa al gip, Salvagno parla di un tentativo di “intimidire e picchiare” finito fuori controllo, con lo sparo definito “accidentale”.
Gli investigatori incrociano testimonianze, celle telefoniche e tracciati dei dispositivi per ricostruire tempi e movimenti. È stato identificato un complice albanese, rientrato in patria, su cui pende un mandato di cattura internazionale. Gli accertamenti si concentrano anche sul Cocò di Tessera, possibile set del video al centro del presunto ricatto, con acquisizioni di immagini, registri d’ingresso e dispositivi elettronici.
FAQ
- Chi è la vittima?
Sergiu Tarna, barman moldavo ucciso tra il 30 e il 31 dicembre nell’entroterra di Venezia. - Chi è l’indagato principale?
L’ex vigile urbano Riccardo Salvagno, che ha ammesso un confronto degenerato ma nega la volontà di uccidere. - Qual è il movente ipotizzato?
Un presunto ricatto connesso a un video a sfondo sessuale. - Dove sarebbe stato girato il video?
Nel locale di lap dance Cocò di Tessera, secondo gli atti investigativi. - C’è un complice?
Sì, un cittadino albanese identificato e fuggito all’estero. - Quali sono le prove in analisi?
Chat, tabulati, celle telefoniche, testimonianze e acquisizioni dal locale frequentato dai coinvolti.




