Barclays sfida le stablecoin: investimento strategico in UBYX scuote la finanza digitale

Indice dei Contenuti:
Impatto strategico dell’investimento di Barclays
Barclays compie un passo decisivo nelle stablecoin entrando nel capitale di Ubyx, società USA specializzata in infrastrutture per il clearing di moneta digitale regolamentata. La mossa, riportata da Reuters, segna il primo investimento diretto della banca britannica in un player legato alle stablecoin, coerente con una strategia di esplorazione del denaro digitale senza divulgazione dei termini finanziari. L’operazione indica una transizione da un approccio difensivo verso il crypto a una visione mirata su tecnologia e compliance.
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Per Ryan Hayward, head of digital assets and strategic investments, l’evoluzione di token, blockchain e wallet richiede infrastrutture specializzate per garantire connettività sicura tra istituzioni regolamentate. L’ingresso in Ubyx rifocalizza il rischio: meno esposizione alla speculazione, più attenzione a standard, interoperabilità e scalabilità di rete. Questo posizionamento rafforza la capacità di Barclays di abilitare casi d’uso istituzionali, dai pagamenti al settlement on-chain, mantenendo un perimetro regolatorio chiaro.
L’investimento ha valenza competitiva e di policy. Sul fronte competitivo, abilita partnership con emittenti autorizzati e fintech, accelerando l’offerta di servizi su depositi tokenizzati e stablecoin compliant. Sul fronte regolatorio, allinea la banca alle tendenze del denaro tokenizzato, creando opzioni di integrazione con sistemi tradizionali senza compromettere controlli KYC/AML. In prospettiva, Barclays si posiziona come intermediario infrastrutturale tra mercati crypto regolamentati e finanza tradizionale, con ricadute su efficienza operativa e nuovi flussi di ricavo.
Profilo e ruolo di Ubyx nelle stablecoin regolamentate
Ubyx, fondata nel marzo 2025 da Tony McLaughlin, nasce per fornire un’infrastruttura di clearing e connettività tra emittenti autorizzati, banche e fintech nel perimetro del denaro digitale regolamentato. La piattaforma punta a standardizzare processi di settlement e routing tra wallet, blockchain e sistemi bancari, abilitando interoperabilità e compliance by design. La missione è creare una rete condivisa per stablecoin e depositi tokenizzati, con rimborso e finalità regolata su canali supervisionati.
Guidata dall’esperienza di McLaughlin nei pagamenti e nella gestione della liquidità, Ubyx modella un layer neutrale dove istituzioni regolamentate possono scambiare valore digitale con controlli KYC/AML e auditabilità. Il modello privilegia un approccio “infrastrutturale” rispetto alla speculazione, facilitando use case di tesoreria, pagamenti istantanei e integrazione con il core banking. La rete consente agli intermediari di offrire portafogli digitali accanto ai conti tradizionali, mantenendo tracciabilità e riconciliazione.
Il percorso di crescita include un seed da 10 milioni di dollari (giugno 2025) con il supporto di Galaxy, Coinbase e partnership con Ripple, Paxos, AllUnity ed Eurodollar. Queste alleanze estendono la copertura su emissione, compliance e reti di pagamento, posizionando Ubyx come nodo di fiducia per stablecoin regolamentate e depositi tokenizzati, pronto a connettere banche globali a mercati on-chain a rischio ridotto.
Prospettive di adozione e interoperabilità nel sistema finanziario
La connettività tra banche, emittenti e fintech richiede standard comuni per settlement, identità e riconciliazione, con Ubyx a fungere da layer neutrale di integrazione. La priorità è l’adozione di stablecoin regolamentate e depositi tokenizzati con finalità certa e rimborsabilità sui canali vigilati, incorporando controlli KYC/AML e audit end‑to‑end. L’uso di interfacce standardizzate tra wallet, blockchain e core banking riduce i costi di integrazione e accelera il time‑to‑market.
Per gli istituti regolamentati, i casi d’uso a più alto impatto includono pagamenti istantanei cross‑border, gestione di tesoreria on‑chain, settlement di mercato e cash management programmabile. L’infrastruttura consente la coesistenza di più reti e asset digitali, mitigando il rischio di lock‑in tecnologico e garantendo interoperabilità con i sistemi esistenti. La presenza di operatori come Barclays rende più credibile il percorso di adozione, spostando il focus da trading speculativo a efficienza operativa e resilienza.
L’interoperabilità regolata abilita schemi di accettazione condivisi e reti di accreditamento tra attori autorizzati, con regole comuni di messaging, finalità e rimborso. Partnership con player quali Ripple, Paxos, AllUnity ed Eurodollar ampliano la copertura geografica e di asset, favorendo una rete globale di accettazione. La traiettoria prevede banche che offrono portafogli digitali accanto ai conti tradizionali, integrando stablecoin compliant nei flussi quotidiani di pagamento e regolamento.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale dell’iniziativa? Abilitare pagamenti e settlement con stablecoin regolamentate e depositi tokenizzati tramite un’infrastruttura interoperabile.
- Perché l’interoperabilità è centrale? Riduce costi d’integrazione, evita lock‑in e garantisce finalità e rimborso su canali vigilati.
- Quali casi d’uso sono prioritari? Pagamenti cross‑border istantanei, tesoreria on‑chain, settlement di mercato e cash management programmabile.
- Che ruolo ha Barclays? Fornisce credibilità istituzionale e spinta all’adozione orientata a compliance e infrastruttura.
- Quali partner rafforzano la rete? Ripple, Paxos, AllUnity ed Eurodollar estendono copertura di asset e mercati.
- Come viene gestita la compliance? Controlli KYC/AML, auditabilità end‑to‑end e regole comuni di messaging e finalità.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’operazione è stata riportata da Reuters, indicata come riferimento informativo.




