Barbacid oncologo italiano accende la speranza contro il tumore al pancreas

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Svolta nella ricerca sul tumore al pancreas
La notizia proveniente dalla Spagna riguarda una strategia terapeutica sperimentale che ha ottenuto risultati senza precedenti contro il tumore al pancreas, uno dei più aggressivi in assoluto. In laboratorio, il team guidato da Mariano Barbacid ha osservato l’eliminazione completa delle cellule tumorali in modelli murini di adenocarcinoma duttale pancreatico, il famigerato Pdac. I media hanno parlato impropriamente di “cura definitiva”, ma gli stessi ricercatori invitano alla cautela, ricordando che il percorso verso l’applicazione clinica è ancora lungo.
La terapia proposta combina farmaci mirati che agiscono sulle vie di segnalazione intracellulare fondamentali per la sopravvivenza del tumore, riducendo al contempo gli effetti collaterali rispetto alla chemioterapia tradizionale. Secondo i dati diffusi dal Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas, l’approccio ha prodotto risposte complete e durature con tossicità contenuta nei modelli preclinici. Si tratta di un elemento chiave in oncologia, dove l’intensità dei trattamenti spesso compromette in modo significativo la qualità di vita dei pazienti.
Il tumore al pancreas è tra le principali cause di morte per cancro in Europa e nel mondo, con diagnosi spesso tardive e poche armi realmente efficaci a disposizione. Ogni progresso, specie se supportato da basi molecolari solide, viene quindi valutato con grande attenzione. Il lavoro di Barbacid non rappresenta ancora una terapia disponibile, ma riaccende concretamente la prospettiva di colpire in modo selettivo questo tumore letale.
Il profilo di Mariano Barbacid
Il biochimico molecolare Mariano Barbacid, nato a Madrid nel 1949, è una delle figure più autorevoli della ricerca oncologica internazionale. Dopo la laurea in Chimica all’Universidad Complutense de Madrid, ha proseguito la formazione negli Stati Uniti, costruendo una carriera di primo piano. È stato ricercatore presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston fino al 1998 e ha diretto il National Cancer Institute nel Maryland, contribuendo in modo decisivo alla comprensione dei meccanismi genetici del cancro.
Nel 1982 ha isolato il primo oncogene umano e identificato la prima mutazione associata allo sviluppo del cancro nell’uomo, un traguardo che ha cambiato l’oncologia moderna. A lui si deve anche l’isolamento dell’oncogene TRK da un carcinoma del colon, scoperta che ha aperto la strada a farmaci mirati oggi utilizzati in diverse neoplasie.
Rientrato in Spagna nel 1998, ha fondato il CNIO, che in meno di dieci anni è diventato uno dei centri di ricerca sul cancro più influenti a livello globale. La sua attività è stata riconosciuta con premi come il Distinguished Young Scientist Award, il King Juan Carlos I Science Award e il Charles Rodolphe Brupbacher Award, oltre a due Advanced Grant del Consiglio Europeo della Ricerca e alla prestigiosa Medaglia Echegaray nel 2020.
Cosa cambia per pazienti e ricerca
I risultati annunciati da Barbacid aprono uno scenario nuovo, ma non rappresentano ancora una cura disponibile per i pazienti. La terapia combinata che ha funzionato nei modelli murini dovrà superare numerose fasi: validazione indipendente dei dati, studi di sicurezza approfonditi, avvio di trial clinici sull’uomo e confronto con gli standard di cura attuali. Ogni passaggio richiederà anni di lavoro e investimenti significativi, sotto la supervisione delle autorità regolatorie internazionali.
Per i malati di tumore al pancreas, tuttavia, la prospettiva di un trattamento più efficace e meno tossico è di grande rilievo. Oggi la prognosi resta severa, con sopravvivenze a cinque anni ancora molto basse e opzioni terapeutiche spesso limitate alla chemioterapia intensiva e, nei casi operabili, alla chirurgia maggiormente invasiva. Un approccio mirato alle vulnerabilità molecolari del tumore potrebbe cambiare la gestione clinica, integrandosi con le terapie esistenti.
Dal punto di vista della ricerca, il lavoro del gruppo del CNIO conferma la centralità degli studi di oncologia molecolare e dei modelli preclinici avanzati. La capacità di riprodurre con accuratezza il comportamento del tumore umano nei modelli animali è cruciale per selezionare le strategie più promettenti. La pubblicazione degli ultimi risultati di Barbacid, che si aggiunge a oltre 300 articoli scientifici a sua firma, potrebbe orientare nuovi filoni di studio e collaborazioni internazionali mirate al pancreas.
FAQ
D: La nuova terapia per il tumore al pancreas è già disponibile per i pazienti?
R: No, al momento è in fase preclinica su modelli murini e non è ancora utilizzabile nella pratica clinica.
D: Chi è Mariano Barbacid?
R: È un biochimico molecolare spagnolo, direttore del gruppo di Oncologia sperimentale del CNIO e figura di riferimento nella ricerca sul cancro.
D: Che tipo di tumore al pancreas è stato studiato?
R: L’adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac), la forma più comune e aggressiva di tumore pancreatico.
D: In cosa consiste la strategia terapeutica proposta?
R: Si tratta di una combinazione di farmaci mirati che colpiscono vie di segnalazione cruciali per la sopravvivenza delle cellule tumorali.
D: Perché i risultati vengono definiti “promettenti ma preliminari”?
R: Perché sono stati ottenuti solo in laboratorio, su modelli animali, e devono essere confermati da trial clinici sull’uomo.
D: Qual è il ruolo del CNIO in questa scoperta?
R: Il Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas di Madrid è il laboratorio dove il team di Barbacid ha condotto lo studio.
D: Quanto tempo potrebbe volerci prima di una possibile applicazione clinica?
R: In assenza di dati sui trial, è verosimile pensare a diversi anni tra studi di sicurezza, fasi cliniche e approvazioni regolatorie.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni su questa ricerca?
R: Le informazioni provengono dalle comunicazioni scientifiche e istituzionali del Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO) e dalle dichiarazioni del professor Mariano Barbacid.




