Bankitalia illustra i progressi dell’euro digitale e le ricadute concrete per cittadini e imprese

Euro digitale: cosa cambia per cittadini e imprese in Europa entro il 2029
L’euro digitale è la nuova forma elettronica della moneta unica emessa dalla Banca centrale europea (BCE), progettata per i pagamenti quotidiani online e offline in tutta l’area euro. Sarà distribuita da banche, istituti di pagamento e IMEL, non direttamente dalla BCE, e coesisterà con contante e depositi bancari, senza sostituirli. Nasce per rafforzare la sovranità europea nei pagamenti, riducendo la dipendenza da circuiti internazionali non europei e garantendo ai cittadini una moneta pubblica digitale sicura, gratuita nei servizi di base e rispettosa della privacy. Il percorso legislativo è in corso a Bruxelles e a Strasburgo, con l’obiettivo di adottare il regolamento entro il 2026 e avviare un esercizio pilota nel 2027, in vista di una possibile prima emissione nel 2029, se i co-legislatori UE daranno il via libera definitivo.
In sintesi:
- Euro digitale: nuova forma della moneta unica, emessa dalla BCE, non una criptovaluta.
- Pagamenti istantanei, online e offline, con maggiore autonomia strategica europea nei pagamenti.
- Servizi base gratuiti, forti tutele di privacy, limiti di detenzione per proteggere la stabilità finanziaria.
- Pilota previsto dal 2027, possibile prima emissione nel 2029 se il regolamento UE sarà approvato.
Perché l’euro digitale è centrale per autonomia, consumatori e imprese
La forte crescita dei pagamenti elettronici in Europa, triplicati online tra il 2019 e il 2024, non ha creato un’analoga autonomia europea nelle infrastrutture. Oggi circa il 70% dei pagamenti con carta passa da schemi internazionali non europei, con quote e commissioni crescenti, mentre Paesi come l’Italia non dispongono ancora di un sistema domestico forte.
In questo contesto l’euro digitale punta a colmare una vulnerabilità strutturale: offrire a centinaia di milioni di cittadini un’unica opzione di pagamento pubblica, digitale, paneuropea, mantenendo il ruolo del mercato. L’infrastruttura resta aperta ai Payment Service Providers, che potranno costruire servizi innovativi, dalle soluzioni omnicanale all’e-commerce.
Per i consumatori, il progetto mette al centro inclusione, semplicità d’uso, gratuità dei servizi base e tutela della privacy, soprattutto nelle transazioni offline, dove il livello di riservatezza sarà assimilabile al contante. Per le imprese, l’euro digitale promette incasso immediato, costi di accettazione più prevedibili e un maggiore potere contrattuale verso gli schemi privati, con l’Eurosistema che si fa carico dei costi della propria infrastruttura e impone tetti alle commissioni applicate dai PSP agli esercenti.
Scenari futuri: offline, limiti di detenzione e calendario verso il 2029
L’uso offline è il cuore dell’innovazione percepita. L’euro digitale potrà essere precaricato su dispositivi o carte con fondi custoditi localmente, consentendo pagamenti in prossimità senza rete, con regolamento immediato tra le parti e senza intermediari al momento della transazione. Questo aumenta resilienza, continuità del servizio e privacy, ma richiede regole rigorose sulla gestione dei dispositivi da parte dei PSP.
Per evitare effetti destabilizzanti sui depositi bancari, l’Eurosistema introdurrà limiti di detenzione per ogni wallet, assenza di remunerazione e meccanismi di “waterfall” e “reverse waterfall” che collegano automaticamente il portafoglio digitale al conto bancario. L’obiettivo è mantenere l’euro digitale un mezzo di pagamento, non un prodotto di risparmio.
Il progetto ha già superato la fase istruttoria (2021-2023) ed è in piena fase preparatoria, con test e definizione dello schema. La Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento europeo è chiamata ad adottare la propria posizione entro maggio 2026. In caso di approvazione del regolamento entro l’anno, l’Eurosistema prevede un progetto pilota di 12 mesi dalla seconda metà del 2027, con transazioni reali in ambiente controllato, e ipotizza una prima possibile emissione nel 2029, subordinata alla decisione politica finale.
FAQ
Che cos’è esattamente l’euro digitale e chi lo emetterà?
L’euro digitale sarà moneta pubblica elettronica emessa dalla BCE e dall’Eurosistema, non una criptovaluta, utilizzabile per pagamenti quotidiani in tutta l’area euro.
L’euro digitale sostituirà il contante o i depositi bancari esistenti?
No, l’euro digitale sarà aggiuntivo: il contante resterà in circolazione e i depositi bancari continueranno a esistere, protetti da limiti di detenzione e assenza di interessi sui wallet digitali.
Quando potremmo iniziare a usare l’euro digitale nei pagamenti quotidiani?
Secondo le ipotesi BCE, il pilota partirà nella seconda metà del 2027 e la prima emissione potrebbe avvenire nel 2029, se l’UE approverà il regolamento entro il 2026.
Come funzioneranno i pagamenti offline in euro digitale nella pratica?
Funzioneranno tramite pre-carica di fondi sul dispositivo o carta, con regolamento immediato tra pagatore e beneficiario, senza connessione di rete, garantendo resilienza e un livello di privacy simile al contante.
Quali sono le fonti utilizzate per questa analisi sull’euro digitale?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni pubbliche di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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