Bahamas allarme squali contaminati da cocaina traffici di droga minacciano ecosistema marino
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Squali alle Bahamas contaminati da cocaina, farmaci e caffeina: cosa sappiamo
Nelle acque delle Bahamas, in particolare intorno all’isola di Eleuthera, un team di ricercatori brasiliani, cileni e bahamensi ha analizzato il sangue di 85 squali appartenenti a cinque specie diverse.
Lo studio, pubblicato su Environmental Pollution, ha rilevato la presenza di cocaina, caffeina e farmaci di uso comune – tra cui paracetamolo e Voltaren – confermando che anche ecosistemi remoti sono esposti all’inquinamento chimico di origine umana.
La ricerca è stata condotta negli ultimi anni per capire come i residui di droghe e medicinali finiscano nella rete trofica marina e perché persino grandi predatori come gli squali ne risultino contaminati.
In sintesi:
- Alle Bahamas analizzati 85 squali di cinque specie diverse vicino a Eleuthera.
- In 28 squali trovate tracce di cocaina, caffeina e farmaci comuni.
- La caffeina è risultata la sostanza più diffusa, mai osservata prima negli squali.
- Rifiuti da navi, turismo e traffici illeciti contaminano anche ecosistemi remoti.
Come lo studio ha rivelato la contaminazione degli squali di Eleuthera
Il team internazionale ha campionato il sangue di squalo tigre (Galeocerdo cuvier), squalo orlato (Carcharhinus limbatus), squalo grigio dei Caraibi (Carcharhinus perezi), squalo nutrice (Ginglymostoma cirratum) e squalo limone (Negaprion brevirostris) nelle acque turistiche di Eleuthera, una delle isole più isolate delle Bahamas.
Dei 85 squali, 28 sono risultati positivi a sostanze antropiche: in due esemplari è stata rilevata cocaina, probabilmente ingerita mordendo pacchi caduti da aerei o navi legati ai traffici di droga.
Molto più diffusa è risultata la caffeina, mai documentata prima nel sangue degli squali, insieme a residui di analgesici come paracetamolo e diclofenac (Voltaren). Questi composti arrivano in mare attraverso scarichi non trattati, rifiuti gettati da navi da crociera, imbarcazioni turistiche e possibili sversamenti costieri, per poi accumularsi lungo la catena alimentare fino ai grandi predatori.
Impatto sugli squali e segnali d’allarme per l’oceano
Le conseguenze fisiologiche di cocaina, caffeina e farmaci sugli squali non sono ancora completamente chiarite, ma i ricercatori ipotizzano un aumento del dispendio energetico necessario a eliminare queste sostanze.
Nel lungo periodo, un’esposizione cronica potrebbe alterare comportamento, metabolismo, capacità di caccia e riproduzione, riducendo la resilienza di popolazioni già minacciate da pesca e cambiamento climatico.
Il dato più allarmante è che un arcipelago considerato “paradiso incontaminato” come le Bahamas risulta ormai permeato dall’inquinamento chimico globale, veicolato dal turismo di massa, dalle grandi rotte marittime e dai traffici illeciti. La presenza di residui di droghe e farmaci nei grandi predatori indica che l’intera rete trofica, compresi pesci di interesse commerciale, è potenzialmente interessata, ponendo interrogativi anche per la sicurezza alimentare umana.
FAQ
Quante specie di squali sono state analizzate alle Bahamas?
Lo studio ha analizzato cinque specie: squalo tigre, squalo orlato, squalo grigio dei Caraibi, squalo nutrice e squalo limone.
Quanti squali sono risultati contaminati da sostanze umane?
In totale 28 dei 85 squali esaminati presentavano nel sangue tracce di cocaina, caffeina o farmaci analgesici comuni.
La caffeina negli squali da dove può arrivare?
Arriva verosimilmente da scarichi fognari non depurati, rifiuti liquidi turistici e acque reflue di navi, ricche di residui di bevande e farmaci.
La cocaina negli squali rappresenta un rischio diretto per l’uomo?
È improbabile: le tracce rilevate sono basse e subiscono degradazione. Il vero problema è l’inquinamento chimico diffuso dell’ecosistema.
Qual è la fonte originaria delle informazioni su questa ricerca scientifica?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

