Badanti, scatta l’aumento minimo in busta paga: cosa cambia davvero

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Nuovo contratto domestico: cosa cambia davvero
Il rinnovo del CCNL Lavoro Domestico firmato il 28 ottobre ridefinisce in modo significativo i rapporti tra famiglie datrici di lavoro e lavoratori come colf, badanti e baby-sitter. Il periodo di validità decorre dal 1° gennaio 2026 al 31 ottobre 2028, con aumenti che superano il semplice adeguamento al tasso di inflazione. Le nuove tabelle retributive fissano minimi mensili aggiornati per ogni livello, introducendo parametri più aderenti al costo reale della vita e alla complessità delle mansioni svolte.
Per i lavoratori conviventi, i nuovi minimi sono: 908,10 euro al mese per il livello A, 958,55 euro per il livello AS, 983,16 euro per il livello B, 1.053,39 euro per il livello BS, 1.123,63 euro per il livello C, 1.193,84 euro per il livello CS, 1.404,51 euro più 207,69 euro di indennità di funzione per il livello D e 1.474,73 euro più 207,69 euro di indennità di funzione per il livello DS. In particolare, al livello BS l’aumento sui minimi retributivi è di circa 40 euro mensili dal 1° gennaio 2026, con incrementi riproporzionati su tutti i livelli.
Il contratto non si limita ai soli salari: rafforza anche tutele fondamentali come maternità, permessi legati alla legge 104, gestione di orari e riposi, puntando a un maggior equilibrio tra esigenze delle famiglie e diritti dei lavoratori domestici. Questo rende il settore più regolato e trasparente, elemento chiave per l’accesso alle tutele previdenziali e assistenziali.
Importi, indennità e vitto-alloggio nel nuovo CCNL
Le nuove regole del CCNL intervengono anche su part-time, assistenza notturna e indennità specifiche, aspetti centrali nel lavoro domestico. Per le assunzioni part-time dei conviventi sono previsti minimi di 814,16 euro al mese per il livello C, 737,39 euro per il livello BS e 702,25 euro per il livello B, importi che consentono di inquadrare correttamente chi lavora con orari ridotti ma continuativi. Per gli addetti all’attività notturna, i minimi mensili salgono a 1.695,99 euro per il livello DS, 1.372,91 euro per il livello CS, 1.121,38 euro per il livello BS, mentre la sola presenza notturna è fissata a 811,09 euro.
Il valore di vitto e alloggio, spesso sottovalutato, viene definito in 6,66 euro complessivi al giorno, suddivisi in 2,33 euro per il pranzo, 2,33 euro per la cena e 2,00 euro per l’alloggio. Questo parametro è fondamentale per calcolare correttamente TFR, contributi e indennità sostitutive quando il vitto-alloggio non è effettivamente fornito. Al livello BS, dove rientrano molte baby-sitter, è prevista un’indennità mensile di 138,54 euro in caso di assistenza a bambini sotto i 6 anni, somma riconosciuta anche per l’assistenza notturna; nel part-time la cifra scende a 97,06 euro.
Viene inoltre introdotto un surplus di 30,27 euro al mese per la certificazione di qualità del lavoratore, riconoscendo il valore della formazione. Per chi assiste due anziani contemporaneamente, sono previsti 119 euro in più al mese ai livelli CS e DS, tipici dell’inquadramento delle badanti che gestiscono situazioni complesse e carichi di cura più gravosi.
Retribuzioni orarie, diritti e impatto su famiglie e lavoratori
Per i lavoratori domestici non conviventi, il nuovo CCNL stabilisce tabelle orarie distinte rispetto ai minimi mensili. Le retribuzioni orarie aggiornate sono: 9,97 euro per il livello DS, 9,57 euro per il livello D, 8,30 euro per il livello CS, 7,86 euro per il livello C, 7,45 euro per il livello BS, 7,01 euro per il livello B, 6,76 euro per il livello AS e 6,51 euro per il livello A. Questi importi vanno considerati come base minima, cui sommare eventuali maggiorazioni per straordinari, lavoro festivo, notturno o particolari responsabilità. La corretta applicazione delle tabelle è decisiva per evitare contenziosi e per accedere a deduzioni e detrazioni fiscali previste per i datori di lavoro domestico.
Il rinnovo contrattuale rafforza la dimensione professionale del settore: le famiglie sono spinte a regolarizzare rapporti spesso informali, mentre i lavoratori ottengono un quadro più chiaro di diritti e doveri, inclusi ferie, malattia, maternità, permessi e tutele per chi assiste persone non autosufficienti. L’aumento dei minimi retributivi, se da un lato incide sui costi per i datori, dall’altro contrasta il lavoro nero e valorizza competenze e responsabilità, specie per chi opera in assistenza continuativa agli anziani.
Per sfruttare al meglio le novità, è essenziale che famiglie e lavoratori consultino le tabelle ufficiali, verificando l’inquadramento corretto per mansioni e orario, e si affidino a consulenti, associazioni di categoria o patronati per gli adempimenti su buste paga, contributi e rinnovi contrattuali.
FAQ
D: Da quando è in vigore il nuovo CCNL per il lavoro domestico?
R: Il nuovo contratto è valido dal 1° gennaio 2026 al 31 ottobre 2028.
D: Di quanto aumentano gli stipendi delle badanti al livello BS?
R: Al livello BS l’aumento sui minimi retributivi è di circa 40 euro al mese dal 1° gennaio 2026.
D: Qual è il minimo mensile per una colf convivente al livello C?
R: Il minimo mensile per il livello C è fissato a 1.123,63 euro.
D: Come viene valorizzato vitto e alloggio nel nuovo contratto?
R: Il valore complessivo giornaliero è di 6,66 euro: 2,33 euro pranzo, 2,33 euro cena e 2,00 euro alloggio.
D: Qual è la paga oraria minima per una badante non convivente al livello CS?
R: Per i non conviventi al livello CS la retribuzione oraria minima è di 8,30 euro.
D: È prevista un’indennità per chi assiste due anziani contemporaneamente?
R: Sì, spettano 119 euro in più al mese ai livelli CS e DS.
D: Come viene premiata la certificazione di qualità del lavoratore domestico?
R: È riconosciuto un surplus mensile di 30,27 euro a chi possiede certificazione di qualità.
D: Dove posso verificare le tabelle ufficiali del nuovo CCNL domestico?
R: Le tabelle ufficiali sono consultabili sui siti delle associazioni datoriali e sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro domestico, nonché nei documenti pubblicati dalle parti sociali come fonte originale.




