Auto difettose, nuovo database online trasparente rivoluziona le tutele dei consumatori

Database richiami auto: cosa cambia dal 17 febbraio
Dal 17 febbraio entra in vigore in Italia un nuovo database pubblico dedicato ai veicoli che non hanno effettuato gli interventi previsti dalle campagne di richiamo delle case costruttrici. È uno strumento centrale per la sicurezza stradale e per il mercato dell’usato, perché permette di identificare in tempo reale le vetture che, pur soggette a interventi obbligatori, continuano a circolare senza adeguamenti tecnici. In un parco circolante sempre più anziano e complesso, con sistemi elettronici avanzati e componenti delicati, la mancata adesione ai richiami può trasformare difetti di fabbrica in rischi concreti per conducenti e terzi. Il nuovo sistema punta a superare le lacune informative che finora hanno reso poco efficaci molte campagne.
Come funziona il nuovo archivio nazionale dei richiami
Il database, previsto dall’articolo 80 bis del Codice della strada, conterrà i veicoli per i quali è stata avviata una campagna di richiamo e che, dopo 24 mesi, non risultano passati in officina per gli interventi correttivi. Le case automobilistiche dovranno alimentare il sistema inserendo i dati delle vetture inadempienti, con obblighi stringenti di aggiornamento. Le informazioni saranno consultabili tramite il Portale dell’automobilista e tramite app mobile dedicata, incrociando targa e telaio. In questo modo si crea un tracciamento strutturale dei difetti critici, superando la logica della singola comunicazione postale al proprietario, spesso ignorata o mai recapitata.
Il sistema interesserà auto nuove e usate, vetture aziendali, flotte e noleggio a lungo termine, con copertura progressiva man mano che le campagne vengono caricate dai costruttori.
Impatto su sicurezza stradale e responsabilità dei costruttori
L’istituzione di un archivio centralizzato sposta l’attenzione dalla sola responsabilità del proprietario alla responsabilità documentata del costruttore. Le case non potranno più limitarsi a inviare comunicazioni, ma dovranno dimostrare di avere censito in modo accurato tutti i veicoli non aggiornati. Per la sicurezza stradale significa poter isolare i rischi sistemici: difetti ad airbag, freni, sterzo o software di assistenza alla guida verranno monitorati come fattori di pericolo strutturali. Le forze dell’ordine avranno uno strumento oggettivo per verificare, durante i controlli, se una vettura è tecnicamente conforme. Questo approccio si allinea alle migliori pratiche europee in tema di richiamo veicoli e gestione del rischio di prodotto.
La trasparenza pubblica del dato rafforzerà anche le indagini in caso di incidenti legati a malfunzionamenti.
Controlli, obblighi e tutele per gli automobilisti
L’accesso al database rappresenta una leva di tutela concreta per i proprietari e per chi acquista un’auto usata. La consultazione autonoma tramite il Portale dell’automobilista consentirà di verificare in pochi passaggi la presenza di richiami pendenti, senza dipendere solo dalle comunicazioni del concessionario o delle case. Per chi opera nel settore – carrozzerie, officine, rivenditori – il sistema diventa uno strumento di due diligence tecnica imprescindibile. La novità si inserisce in un contesto di crescente attenzione di Motorizzazione civile e Ministero delle Infrastrutture verso la tracciabilità del ciclo di vita del veicolo, a partire dai difetti di sicurezza.
Verifica online e controlli delle forze dell’ordine


Cittadini e operatori potranno verificare la posizione di un veicolo inserendo i dati identificativi sui canali digitali ufficiali. Il sistema segnalerà la presenza di richiami non eseguiti dopo il termine dei 24 mesi. Le forze di polizia avranno accesso diretto all’archivio durante i controlli su strada, potendo contestare immediatamente la circolazione con dispositivi di sicurezza non aggiornati. Questo innalza il livello di certezza dei controlli: non si tratta più di valutazioni discrezionali, ma di evidenze registrate. Per gli automobilisti sarà essenziale conservare la documentazione degli interventi effettuati presso le reti autorizzate, così da poter dimostrare la regolarità anche in caso di ritardi di aggiornamento del database.
La consultazione potrà essere utile anche alle compagnie assicurative nella valutazione del rischio.
Il caso Takata e l’importanza dei richiami critici
Tra gli esempi che mostrano la portata del nuovo strumento spicca il richiamo globale degli airbag Takata, uno dei più vasti della storia dell’auto. Milioni di vetture sono state interessate da dispositivi potenzialmente letali, con interventi spesso eseguiti a macchia di leopardo. In assenza di un sistema centralizzato, molti proprietari non sono stati informati o non hanno compreso la gravità del difetto. Con il database, richiami di questo tipo potranno essere tracciati in modo capillare, rendendo immediatamente individuabili i veicoli ancora circolanti con componenti difettosi.
Per il mercato dell’usato, sapere se una vettura ha eseguito un richiamo critico diventa elemento determinante nella valutazione di prezzo e affidabilità nel tempo.
Sanzioni e quadro normativo del nuovo articolo 80 bis
Il nuovo sistema è supportato da un regime sanzionatorio che punta a rendere effettivi gli obblighi per tutti gli attori della filiera. Il decreto della Motorizzazione civile, attuativo del rinnovato articolo 80 bis del Codice della strada introdotto con la riforma 2024, stabilisce multe sia per le case costruttrici sia per i proprietari. L’obiettivo non è solo punire, ma spingere all’adeguamento tempestivo dei veicoli, trasformando i richiami da semplice raccomandazione tecnica a vero presidio di sicurezza giuridicamente tracciato.
Le multe per costruttori e automobilisti inadempienti
Per i costruttori che non inseriscono correttamente i dati nel database o non adottano le misure previste sono previste sanzioni fino a 60.000 euro per ciascuna misura non attuata. Per i proprietari che continuano a circolare con un veicolo presente nell’elenco dei richiami non eseguiti è prevista una sanzione amministrativa di 173 euro. L’importo, pur contenuto per l’utente finale, assume un forte valore dissuasivo in combinazione con i controlli su strada.
Il messaggio regolatorio è chiaro: un veicolo con richiamo aperto non è solo meno sicuro, ma giuridicamente non pienamente conforme, e questa non conformità ha un costo rilevante per tutti i soggetti coinvolti nella catena di responsabilità.
Il ruolo di Federcarrozzieri e il commento di Davide Galli
Federcarrozzieri, associazione delle autocarrozzerie, ha sottolineato l’importanza operativa del nuovo strumento. Il presidente Davide Galli ha ricordato come “Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali, con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose. Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamo”.
La posizione delle carrozzerie evidenzia come il database potrà diventare strumento quotidiano per chi opera in officina, integrando preventivi, riparazioni strutturali e check di sicurezza, soprattutto su vetture più datate o con molteplici passaggi di proprietà.
FAQ
Quando entra in funzione il nuovo database dei richiami auto
Il database dei veicoli non sottoposti a campagna di richiamo entra in funzione il 17 febbraio, con piena operatività per costruttori, forze dell’ordine e cittadini.
Come posso verificare se la mia auto ha un richiamo pendente
È possibile verificare tramite il Portale dell’automobilista o tramite l’app dedicata, inserendo targa e, se richiesto, numero di telaio per consultare gli eventuali richiami aperti.
Cosa succede se non aderisco a una campagna di richiamo
Dopo 24 mesi dalla partenza della campagna, il veicolo viene inserito nel database dei non conformi e, se continua a circolare, il proprietario rischia una sanzione amministrativa.
Quali sono le sanzioni per i proprietari di auto non aggiornate
Per chi circola con un veicolo presente nell’elenco dei richiami non eseguiti è prevista una multa di 173 euro, contestabile durante i controlli su strada.
Che responsabilità hanno le case automobilistiche con il nuovo sistema
I costruttori devono inserire e aggiornare i dati sui veicoli richiamati e non adeguati, con sanzioni fino a 60.000 euro per ciascuna misura non adottata.
Perché questo database è importante per chi compra un’auto usata
Permette di verificare se l’auto ha eseguito tutti gli interventi di sicurezza previsti, influenzando valore, affidabilità e decisione d’acquisto nel mercato dell’usato.
Il database riguarda anche i richiami elettronici e software
Sì, rientrano anche campagne legate ad aggiornamenti software e sistemi di assistenza alla guida, ormai centrali nella sicurezza attiva del veicolo.
Chi ha segnalato per primo l’arrivo del database dei richiami
L’arrivo del nuovo database dei veicoli non sottoposti a richiamo è stato ricordato e approfondito da Federcarrozzieri, come riportato nell’articolo originale di HDmotori.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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