Atleti Milano Cortina svelano la dieta segreta che decide le medaglie

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Milano Cortina 2026: la dieta strategica degli atleti. Perché la performance inizia a tavola
Tavola olimpica
Nel conto alla rovescia verso Milano Cortina 2026, la preparazione degli atleti passa da programmi nutrizionali costruiti al grammo. La dieta non è più un accessorio dell’allenamento ma un protocollo di performance, calibrato su disciplina, ruolo in squadra, carichi di lavoro e cronologia delle gare. Ogni piatto viene valutato in termini di energia disponibile, digeribilità, tempi di svuotamento gastrico e risposta metabolica.
Il medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione Michelangelo Giampietro ricorda che nel periodo pre-gara il focus si sposta su equilibrio tra carboidrati complessi, proteine ad alto valore biologico, grassi “funzionali” e corretta idratazione, più che su integratori. Nel post-gara, il rapporto tra carboidrati e proteine (circa 3–4:1) diventa decisivo per ricostruire le scorte di glicogeno e riparare le fibre muscolari senza appesantire l’apparato digerente.
La crescita del mercato dei prodotti “high protein”, stimata da osservatori come GS1 Italy, riflette questa attenzione, ma gli staff medici olimpici frenano i facili entusiasmi: la priorità non è aumentare all’infinito la quota proteica, bensì distribuirla correttamente nella giornata, privilegiando fonti magre, sicure, con un profilo di amminoacidi essenziali adeguato agli sport di forza, potenza o resistenza.
Proteine intelligenti
Nella pratica quotidiana dei villaggi olimpici, la differenza la fanno alimenti semplici, standardizzati e facilmente tracciabili. Un esempio è la Bresaola della Valtellina IGP, spesso inserita nei menù degli atleti per l’elevata densità proteica (circa il 33%), il basso contenuto di grassi e la presenza di amminoacidi ramificati come la leucina, chiave per la sintesi muscolare. Il marchio IGP assicura che la filiera sia controllata, dalla selezione delle carni ai metodi di lavorazione nel territorio della Valtellina.
Il medico sportivo sottolinea che la scelta delle fonti proteiche deve considerare l’impatto digestivo nelle ore che precedono gara e allenamenti intensi: porzioni moderate, tagli magri, combinazioni con cereali (pasta, riso, pane) e abbondante quota di acqua sono criteri imprescindibili. Le proteine, infatti, lavorano in sinergia con i carboidrati, non in opposizione: bandire questi ultimi, soprattutto negli sport di endurance, significa compromettere la disponibilità di energia e aumentare il rischio di infortuni.
L’ex argento olimpico nello short track Michele Antonioli, oggi Sport Manager per Milano Cortina 2026, racconta che già nei Giochi passati una dieta bilanciata permetteva di ridurre drasticamente l’uso di integratori. Durante le trasferte, una confezione di specialità valtellinese rappresentava sia un supporto nutrizionale rapido, sia un legame emotivo con il proprio territorio, elemento tutt’altro che secondario nel gestire stress e pressione agonistica.
Scelte sicure e falsi miti
Negli ambienti di alto livello persistono convinzioni fuorvianti: eliminazione totale dei carboidrati, overload proteico oltre i 2 g/kg di peso corporeo, allenamenti a digiuno protratti, uso indiscriminato di integratori e diete estreme come alcuni protocolli chetogenici in assenza di indicazioni cliniche. Gli specialisti di medicina dello sport chiariscono che tali approcci possono ridurre la massa magra, allungare i tempi di recupero e aumentare la suscettibilità agli infortuni.
La qualità degli alimenti utilizzati dagli atleti che parteciperanno ai Giochi in Lombardia e Veneto viene verificata attraverso etichette sintetiche, pochi ingredienti riconoscibili (carne, sale, aromi naturali), assenza di additivi superflui, controllo del colore e della consistenza, rispetto rigoroso della catena del freddo. Prodotti certificati come la specialità valtellinese sono sostenuti da organismi di tutela e da realtà come il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, partner ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, che garantiscono standard di sicurezza e tracciabilità in linea con le esigenze degli staff medici internazionali.
La nuova generazione di atleti che punta alle medaglie sulle piste di Cortina d’Ampezzo e sugli impianti di
FAQ
D: Perché l’alimentazione è decisiva nelle settimane prima dei Giochi?
R: Perché consente di ottimizzare scorte di energia, recupero muscolare e digestione, riducendo il rischio di affaticamento e infortuni.
D: Quante proteine servono a un atleta olimpico?
R: In genere si rimane sotto i 2 g/kg di peso corporeo, modulando la quota in base a disciplina, fase della stagione e obiettivi individuali.
D: I carboidrati vanno ridotti nello sport di élite?
R: No, sono il carburante principale: negli sport di endurance possono arrivare a 6–10 g/kg di peso corporeo al giorno.
D: Gli integratori sono indispensabili prima di Milano Cortina 2026?
R: Vanno usati solo in caso di carenze documentate o specifiche esigenze cliniche, sempre sotto controllo medico.
D: Perché molti atleti scelgono la Bresaola della Valtellina IGP?
R: Per l’alto contenuto proteico, il basso apporto di grassi, la digeribilità e la certezza della filiera certificata.
D: Si può allenarsi a digiuno in preparazione olimpica?
R: È sconsigliato nella maggior parte dei casi perché aumenta il rischio di perdita di massa muscolare e cali di performance.
D: Come si riconosce un prodotto salume adatto allo sport?
R: Da etichetta corta, marchi di qualità, corretta conservazione, controllo visivo di colore uniforme e consistenza non secca.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni e le citazioni sono ispirate a un servizio pubblicato da Corriere della Sera con intervista al medico sportivo Michelangelo Giampietro e testimonianza di Michele Antonioli.




