Ascensore bloccato, niente panico: i passaggi fondamentali che ti salvano

Indice dei Contenuti:
Cosa fare quando si resta chiusi in ascensore? Cinque consigli in attesa del pronto intervento
Perché restare calmi è già una misura di sicurezza
Quando la cabina si arresta all’improvviso, il primo riflesso deve essere fermarsi e respirare lentamente: l’arresto è nella quasi totalità dei casi una misura automatica di protezione e non un segnale di pericolo imminente. Gli impianti moderni sono progettati per mantenere stabilità, illuminazione e ventilazione anche durante un blocco, proprio per tutelare chi si trova all’interno.
Gestire l’ansia è fondamentale per prendere decisioni lucide in attesa del pronto intervento: inspirazioni profonde, conteggio mentale o tecniche di respirazione diaframmatica aiutano a mantenere il controllo. Anche parlare con gli altri presenti in cabina riduce il senso di isolamento e previene comportamenti impulsivi.
In Italia circolano quotidianamente quasi cento milioni di corse e oltre il 70% degli impianti ha più di vent’anni: la manutenzione obbligatoria e i test periodici imposti dalla normativa nazionale riducono drasticamente il rischio di incidenti reali. I fermi sono spesso un semplice “semáforo rosso” del sistema di sicurezza, attivato per prudenza.
Come comunicare e cooperare con i tecnici
All’interno degli impianti installati dopo il 1999 è presente un dispositivo di telesoccorso che mette in contatto diretto con una centrale attiva 24 ore su 24: premere senza esitazione il pulsante di allarme consente di segnalare la propria presenza, indicare eventuali fragilità (anziani, bambini, persone con disabilità) e ricevere istruzioni in tempo reale. Negli ascensori più datati, adeguati alle norme di sicurezza, sistemi analoghi garantiscono comunque il collegamento con l’assistenza.
Una volta aperto il canale audio, è essenziale parlare con voce chiara, seguire puntualmente le indicazioni ricevute e non interrompere la comunicazione finché non viene esplicitamente autorizzato. I tecnici qualificati avviano immediatamente la procedura di verifica da remoto e, dove possibile, il riavvio sicuro dell’impianto. In caso contrario, attivano il pronto intervento in loco, con tempi studiati per essere i più brevi possibili.
Gli impianti “nativi digitali” integrano monitoraggio continuo e controllo predittivo: molte anomalie vengono intercettate e risolte a distanza, e il blocco è spesso il risultato di un sistema che ha scelto la massima prudenza. La collaborazione dell’utente, che evita manovre autonome sulle porte o sui comandi, è parte integrante del protocollo di sicurezza.
Cosa evitare assolutamente e come gestire l’attesa
Forzare le porte, tentare di uscire da soli o manipolare i dispositivi interni è l’errore più grave: anche se la cabina appare vicina a un piano, piccoli dislivelli o ripartenze improvvise dell’impianto possono trasformare un disagio in un incidente serio. Restare all’interno, in posizione stabile e lontani dalle aperture, è statisticamente l’opzione più sicura fino all’arrivo dei tecnici specializzati.
L’attesa può essere resa più sopportabile con azioni semplici: chiamare un familiare, avvisare l’amministratore di condominio, ascoltare musica, praticare esercizi di rilassamento. In presenza di bambini è utile coinvolgerli in un gioco verbale o in una storia, spiegando con parole rassicuranti che l’assistenza è già stata attivata. Sapere che la centrale di controllo sta monitorando la situazione, come riportato anche da esperti del settore come **Paolo Zatta** di **Schindler Italia**, contribuisce a ridurre la percezione di pericolo.
Le grandi multinazionali della mobilità verticale, come il gruppo **Schindler**, che impiega oltre 70mila persone nel mondo ed è presente in più di 100 Paesi, hanno sviluppato procedure standardizzate proprio per gestire in sicurezza ogni fase, dalla chiamata di emergenza allo sblocco finale della cabina. Affidarsi a questi protocolli, senza improvvisare, è il modo più efficace per tutelare sé stessi e gli altri occupanti.
FAQ
D: Restare chiusi in ascensore è pericoloso?
R: Nella maggior parte dei casi no: l’arresto è una misura di sicurezza automatica e la cabina è progettata per restare stabile, illuminata e ventilata.
D: Cosa devo fare per primo se l’impianto si blocca?
R: Fermarti, respirare con calma e premere subito il pulsante di allarme per metterti in contatto con la centrale operativa.
D: Posso tentare di aprire le porte da solo?
R: No, è fortemente sconsigliato: forzare le porte o uscire senza assistenza tecnica può comportare rischi seri, anche se la cabina sembra vicina al piano.
D: Quanto tempo occorre di solito per il pronto intervento?
R: I tempi variano in base alla posizione e alle condizioni del traffico, ma le centrali organizzano l’uscita dei tecnici per ridurre al minimo l’attesa.
D: Gli ascensori hanno sempre un sistema di telesoccorso?
R: Tutti gli impianti installati dopo il 1999 devono averlo per legge; quelli più vecchi vengono progressivamente adeguati in occasione di interventi importanti.
D: Gli ascensori moderni sono controllati a distanza?
R: Sì, molti impianti di ultima generazione sono monitorati da remoto con tecnologie digitali in grado di rilevare e risolvere diverse anomalie prima che causino disservizi.
D: Devo chiamare anche i numeri di emergenza pubblici?
R: Di norma è sufficiente usare il pulsante di allarme in cabina; si ricorre ai numeri di emergenza solo se indicato dalla centrale o in situazioni particolari.
D: Qual è la fonte delle indicazioni di sicurezza citate?
R: Le linee guida richiamano le raccomandazioni diffuse da **Schindler Italia** e da altre testate giornalistiche specializzate che hanno trattato il tema della mobilità verticale in sicurezza.




