Apple travolge le attese con iPhone da record mentre prepara la svolta AI

Indice dei Contenuti:
Profitti record e slancio globale
I risultati trimestrali di Apple nel periodo natalizio confermano una macchina di profitti ancora senza rivali. I ricavi hanno raggiunto 143,8 miliardi di dollari, in crescita del 16% anno su anno e nettamente sopra le attese degli analisti. L’utile netto è salito a 42,1 miliardi di dollari, pari a 2,84 dollari per azione, superando le stime di mercato e rafforzando margini lordi previsti tra il 48% e il 49%.
Il vero motore è stato l’iPhone 17, con vendite aumentate del 23% rispetto all’anno precedente dopo sei trimestri di crescita piatta, mediamente al 4,2%. La domanda globale è così robusta che il gruppo fatica a garantirsi sufficienti chip a 3 nanometri, oggi al centro di una competizione feroce con i data center per l’AI. Un analista si è detto “scioccato” in conference call dalla solidità delle prospettive sui margini, nonostante il caro-memorie e le tensioni sull’offerta.
Nel frattempo, il parco di dispositivi attivi ha superato la soglia simbolica dei 2,5 miliardi, consolidando un ecosistema chiuso che alimenta ricavi ricorrenti da servizi, abbonamenti e accessori. Per gli investitori, questo mix di hardware premium e monetizzazione della base installata resta il pilastro della narrativa bullish sul titolo, pur a fronte di un rialzo azionario dopo i conti limitato a un modesto 0,2% nel trading after-hours.
Cina, supply chain e la regia di Tim Cook
La performance in Greater China è stata uno dei punti più sorprendenti del trimestre, con ricavi balzati del 38% a 25,5 miliardi di dollari. L’affluenza nei retail store di Apple nel Paese è cresciuta a doppia cifra e le vendite di iPhone hanno segnato il miglior trimestre di sempre, nonostante un contesto macro complesso e le tensioni geopolitiche sui dazi.
Il merito viene ricondotto, ancora una volta, alla gestione chirurgica della supply chain orchestrata da Tim Cook. Prima di diventare CEO, Cook è stato a lungo Chief Operating Officer, architetto della rete globale di fornitori che consente al colosso da 3.800 miliardi di dollari di costruire, spedire e vendere hardware in tempi e volumi che pochi possono eguagliare. La capacità di trovare capacità produttiva, negoziare con i produttori di chip e riprogettare flussi logistici è tornata a emergere in un momento di forte stress per i semiconduttori.
Per il trimestre in corso, le previsioni di Apple indicano una crescita delle vendite tra il 13% e il 16%, segnale di fiducia sulla tenuta della domanda nonostante la normalizzazione dei consumi post-boom pandemico. Per il mercato, è la conferma che il gruppo resta uno dei pochi player tech capaci di tradurre la propria scala in margini strutturalmente superiori.
Il grande nodo dell’intelligenza artificiale
Dietro i numeri scintillanti, resta aperta la questione strategica dell’AI. Durante la call, le risposte di Tim Cook e del CFO Kevan Parekh sulle ambizioni di Apple nell’intelligenza artificiale sono apparse vaghe, al limite delle frasi fatte. “Stiamo portando l’intelligenza in tutto ciò che le persone amano, integrandola nel sistema operativo in modo personale e privato”, ha dichiarato Cook, senza fornire dettagli concreti su roadmap, tempistiche e casi d’uso distintivi.
Gli analisti hanno insistito sul recente accordo con Google per utilizzare Gemini nella prossima versione di Siri e sulla quota di utenti che possiedono iPhone sufficientemente potenti per sfruttare le funzionalità AI avanzate. Parekh ha parlato solo di una base “in crescita”, evitando numeri precisi. Nel settore, la partnership è stata letta come un’ammissione delle difficoltà di Apple nel costruire internamente modelli generativi competitivi, dopo ritardi e promesse disattese negli ultimi due anni.
Il paradosso è evidente: mentre il business dell’iPhone corre come non accadeva da tempo, la visione di lungo periodo sull’AI resta opaca. In un mercato dominato dalla narrativa sull’intelligenza artificiale, questa incertezza strategica rischia di pesare sulla percezione della leadership tecnologica del gruppo, proprio mentre competitor come Google, Microsoft e startup emergenti accelerano sull’innovazione generativa.
FAQ
D: Quanto sono cresciuti i ricavi trimestrali di Apple?
R: I ricavi sono saliti del 16% su base annua, arrivando a 143,8 miliardi di dollari.
D: Qual è stato l’utile per azione registrato da Apple?
R: L’utile è stato di 2,84 dollari per azione, sopra i 2,67 dollari attesi dal mercato.
D: Che impatto ha avuto l’iPhone 17 sui risultati?
R: Le vendite di iPhone 17 sono aumentate del 23% anno su anno, rivitalizzando un business che rallentava.
D: Come si è comportata Apple in Greater China?
R: I ricavi in Greater China sono cresciuti del 38% a 25,5 miliardi di dollari, con record di vendite di iPhone.
D: Perché i margini lordi di Apple hanno stupito gli analisti?
R: Perché restano vicini al 49% nonostante il forte aumento dei costi dei chip di memoria e le tensioni sulla supply chain.
D: Qual è la posizione di Apple sull’intelligenza artificiale?
R: L’azienda parla di integrazione “personale e privata” dell’AI nei sistemi, ma senza fornire una roadmap dettagliata.
D: Cosa significa l’accordo tra Apple e Google per Siri?
R: L’uso di Gemini di Google in Siri è visto come un segnale delle difficoltà di Apple nello sviluppo di modelli AI interni competitivi.
D: Qual è la fonte originale delle informazioni su risultati e strategia Apple?
R: I dati e le analisi derivano da un articolo pubblicato originariamente su Fortune.com.




