Apple sotto pressione a Bruxelles: la strategia sugli store di terze parti accende un nuovo fronte regolatorio

Indice dei Contenuti:
Store di terze parti: nuovo scontro tra Apple e UE
Nuovo fronte aperto con Bruxelles
Il confronto tra Apple e Commissione europea sul rispetto del Digital Markets Act entra in una fase più tesa, mentre restano irrisolti i nodi sugli store alternativi per iOS. A fine giugno 2025 il gruppo di Cupertino ha annunciato ulteriori modifiche alle regole dell’App Store, ma a Bruxelles cresce il sospetto che si tratti di adeguamenti solo formali. Le autorità Ue valutano se le nuove condizioni configurino un ostacolo di fatto all’uso di marketplace concorrenti e di sistemi di pagamento esterni.
Nel mirino restano la struttura delle commissioni, i vincoli tecnici e la complessità dei requisiti imposti agli sviluppatori che vogliono distribuire app fuori dal canale proprietario. Il rischio è un’ulteriore procedura d’infrazione e una nuova sanzione miliardaria, oltre alla multa già comminata per la clausola cosiddetta anti-steering. Per Apple, invece, l’Europa starebbe spostando continuamente l’asticella delle richieste.
Multe, ricorsi e clausole contestate
La tensione è esplosa dopo la sanzione da 500 milioni di euro dell’Ue contro Apple per aver impedito agli sviluppatori di informare liberamente gli utenti su metodi di pagamento alternativi all’interno delle app. Dal 30 giugno 2025 è possibile inserire link esterni, ma l’azienda ha introdotto nuove commissioni su transazioni e installazioni, giudicate dagli sviluppatori e da alcuni regolatori come un aggiramento sostanziale dello spirito del DMA.
All’inizio di luglio 2025 Apple ha presentato ricorso contro la multa, sostenendo di essersi allineata alle richieste regolatorie e accusando la Commissione europea di «tattiche politiche dilatorie». Secondo l’azienda, il piano di conformità formale depositato a ottobre sarebbe ancora senza risposta, a dimostrazione di una strategia volta a prolungare l’incertezza e a colpire un grande gruppo tecnologico statunitense con indagini ripetute e costose. Il contenzioso legale potrebbe trascinarsi per anni.
Store alternativi in fuga dal mercato
La prova sul campo delle nuove regole sta arrivando dagli store concorrenti su iOS, come Epic Games Store, AltStore PAL, Aptoide e soprattutto Setapp Mobile. Proprio lo sviluppatore di Setapp Mobile ha annunciato la chiusura del servizio al 16 febbraio, citando come motivo principale le condizioni troppo onerose, burocraticamente complesse e imprevedibili fissate da Apple per operare nel mercato europeo.
Fonti di Bloomberg riferiscono che la Commissione europea sarebbe orientata a bocciare le modifiche di Apple, ritenendo irrisolte le questioni chiave: costi cumulativi, incertezza sui termini di business e difficoltà tecniche di integrazione. La replica di Apple è radicalmente diversa: secondo il gruppo californiano, gli utenti dell’Unione non userebbero comunque i marketplace di terze parti, e la chiusura di Setapp Mobile deriverebbe da uno scarso interesse reale del pubblico più che dalle regole del sistema.
FAQ
D: Qual è il cuore del contenzioso tra Apple e Ue?
R: Il nodo principale riguarda se le nuove regole di Apple sugli store e i pagamenti rispettino davvero il Digital Markets Act o ostacolino la concorrenza.
D: Cosa prevede il Digital Markets Act per gli app store?
R: Il DMA impone ai gatekeeper di consentire store alternativi, canali di distribuzione diversi e sistemi di pagamento concorrenti, evitando clausole e commissioni distorsive.
D: Perché Apple è stata multata per la clausola anti-steering?
R: Perché impediva agli sviluppatori di informare facilmente gli utenti su opzioni di pagamento esterne all’App Store, limitando la scelta e la trasparenza.
D: Cosa è cambiato da giugno 2025 nelle app iOS?
R: Gli sviluppatori possono inserire link a metodi di pagamento alternativi, ma sono comparse nuove commissioni e requisiti che molti ritengono penalizzanti.
D: Perché Setapp Mobile lascia il mercato europeo?
R: Lo sviluppatore segnala condizioni economiche e operative troppo complesse per mantenere sostenibile uno store alternativo su iOS.
D: Come risponde Apple alle accuse europee?
R: Apple sostiene di aver presentato un piano di conformità e accusa la Commissione europea di usare tattiche politiche lente e ingiuste contro un’azienda americana.
D: Gli utenti Ue usano davvero gli store di terze parti?
R: Secondo Apple, l’adozione è minima e questo spiegherebbe la chiusura di alcuni servizi; sviluppatori e regolatori contestano questa lettura.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata nel caso?
R: Le valutazioni sulla possibile bocciatura delle modifiche di Apple da parte dell’Ue sono riportate da Bloomberg, indicata come fonte giornalistica originale.




