Apple prepara la svolta definitiva oltre i display a 60Hz

Display a 120Hz: da funzione premium a requisito minimo
Quasi dieci anni dopo l’arrivo del primo display a 120Hz con tecnologia ProMotion su iPad Pro 2017, la scelta di Apple di limitarne ancora l’accesso ai prodotti più costosi risulta sempre meno sostenibile. I pannelli ad alto refresh rate non sono più una novità di nicchia, ma un elemento strutturale dell’esperienza d’uso, percepibile anche da chi non conosce i dettagli tecnici. In un mercato in cui molti concorrenti offrono ormai 90 o 120Hz anche su dispositivi di fascia media, la strategia di preservare ProMotion come leva di upselling rischia di entrare in conflitto con le aspettative degli utenti e con il posizionamento “premium” della stessa Apple.
La recente apertura dei 120Hz al modello base di iPhone 17 indica un cambio di rotta, ma l’adozione resta frammentata e incompleta all’interno dell’ecosistema.
L’impatto reale dei 120Hz sull’esperienza utente
Un display a 120Hz raddoppia il numero di aggiornamenti dell’immagine rispetto ai 60Hz, rendendo animazioni, gesture e scorrimento più fluidi e immediati. Nella pratica, l’interfaccia appare più reattiva, la latenza percepita scende e la lettura prolungata risulta meno affaticante, soprattutto su diagonali ampie.
Anche chi non distingue consapevolmente i valori di refresh rate percepisce la differenza nel passaggio tra un dispositivo a 60Hz e uno a 120Hz, ad esempio nello scrolling di pagine web, feed social, documenti complessi o nella gestione del multitasking. In ambito creativo, il beneficio aumenta: illustratori, videomaker e professionisti che usano Apple Pencil o software di editing traggono vantaggio da una risposta più immediata alle interazioni sullo schermo.
In questo scenario, considerare i 120Hz un extra opzionale, anziché un pilastro della user experience, appare sempre meno giustificabile.
La scelta di Apple tra percezione premium e standard di settore
Per anni Apple ha utilizzato ProMotion come elemento distintivo dei prodotti di fascia alta, comunicandolo come tecnologia avanzata e legata al mondo “Pro”. Questa narrativa ha funzionato finché il resto del mercato non ha colmato il divario, portando refresh rate elevati in fasce di prezzo più basse.
Oggi, mantenere i 60Hz su dispositivi costosi non rafforza più la percezione di esclusività dei modelli superiori, ma rischia di generare la sensazione opposta: quella di una limitazione artificiale. Per un brand che punta sulla cura estrema dell’esperienza quotidiana, la fluidità dello schermo è paragonabile alla qualità della fotocamera o dell’audio: un componente strutturale, non un semplice optional.
L’apertura del ProMotion all’iPhone 17 base segnala che Apple stessa riconosce questo cambio di paradigma.
iPad e MacBook: il vero nodo è la fascia media
Il punto più critico della strategia attuale di Apple riguarda i prodotti di fascia media, in particolare iPad Air e MacBook Air. L’iPad Air parte da 669 euro per l’11 pollici e arriva a 869 euro per il 13 pollici, ma resta fermo ai 60Hz, nonostante nel 2017 un iPad Pro da 10,5 pollici da 739 euro offrisse già ProMotion a 120Hz. In pratica, oggi si pagano cifre uguali o superiori per un’esperienza visiva oggettivamente meno evoluta rispetto a quella proposta quasi un decennio fa. Lo stesso schema si ripete sui portatili, dove il MacBook Air, pur essendo un prodotto premium per prezzo e posizionamento, non beneficia ancora della stessa fluidità dei modelli Pro.
Il divario di prezzo con i modelli Pro e la logica dell’upselling
Il listino evidenzia come Apple utilizzi i 120Hz anche come leva per spingere verso i modelli superiori. L’iPad Pro parte da 1119 euro, circa 500 euro in più rispetto all’iPad Air di ingresso: una differenza difficile da colmare per chi cerca soprattutto una migliore esperienza visiva, non necessariamente potenza aggiuntiva o funzioni professionali.
Analoga dinamica si osserva su MacBook: il MacBook Air, con prezzo di partenza di 1149 euro, rimane una macchina estremamente diffusa in contesti lavorativi, universitari e creativi leggeri, ma non integra ancora un pannello ad alto refresh. Chi desidera i 120Hz deve guardare ai MacBook Pro, con un salto di prezzo consistente che molti utenti non possono o non vogliono affrontare.
Il risultato è un ecosistema in cui la fluidità di base varia sensibilmente a parità di fascia di spesa.
Perché i 60Hz appaiono ormai come un passo indietro
Nel 2026, un display a 60Hz su dispositivi che superano ampiamente i 600 o 1000 euro appare sempre più in contrasto con lo status di marchio premium di Apple. In segmenti dove notebook Windows e tablet Android offrono spesso refresh rate elevati già nella fascia media, la scelta di mantenere i 60Hz su prodotti come iPad Air e MacBook Air rischia di alimentare la percezione di un compromesso non tecnico, ma commerciale.
La storia stessa della linea iPad dimostra che l’azienda è perfettamente in grado di portare ProMotion su dispositivi relativamente accessibili. Il confronto diretto tra l’iPad Pro 10,5” del 2017 e gli iPad Air attuali evidenzia un paradosso: l’utente che oggi investe una somma analoga ottiene, sotto il profilo della fluidità, meno di quanto disponibile quasi dieci anni fa.
In termini di valore percepito, questo scollamento rischia di pesare più di molte altre specifiche tecniche.
Verso un ecosistema Apple completamente a 120Hz
Dopo l’introduzione del ProMotion sul modello base di iPhone 17, il passaggio logico successivo è l’estensione dei 120Hz a tutta la linea iPad e MacBook. Non si tratta più di offrire una funzione di lusso, ma di consolidare uno standard coerente con il posizionamento di Apple, con le aspettative degli utenti e con il livello medio del mercato. In ottica strategica, uniformare il refresh rate sui prodotti centrali dell’ecosistema significherebbe rafforzare la continuità esperienziale fra smartphone, tablet e laptop, uno dei pilastri storici dell’attrattiva del brand.
Benefici concreti di un’adozione trasversale dei 120Hz
Portare i 120Hz su tutte le principali linee di prodotto avrebbe impatti tangibili sulla produttività e sul comfort d’uso. Su iPad, la maggiore fluidità favorirebbe attività creative, studio, lettura di documenti lunghi e multitasking con split view e Stage Manager. Su MacBook, la differenza sarebbe evidente nello scorrimento di timeline video, fogli di calcolo estesi, IDE di sviluppo e dashboard complesse.
Inoltre, l’adozione sistematica di pannelli a refresh variabile permetterebbe di ottimizzare i consumi, modulando dinamicamente la frequenza in base al contenuto visualizzato, come avviene già su dispositivi Pro. Questo consentirebbe di coniugare maggiore fluidità con autonomie competitive, un aspetto cruciale per chi utilizza notebook e tablet in mobilità.
Dal punto di vista del marketing, l’allineamento dei 120Hz su tutta la gamma principale rafforzerebbe il messaggio di coerenza e cura dell’esperienza, centrale per l’immagine di Apple.
I 120Hz come nuovo standard di qualità per i prodotti premium
Nell’attuale contesto competitivo, i 120Hz possono essere considerati lo standard minimo per dispositivi che ambiscono alla fascia alta, analogamente a quanto avvenuto in passato con le risoluzioni Retina o con l’adozione dei pannelli OLED. Una volta che il mercato si abitua a un certo livello di fluidità, tornare indietro risulta difficilmente accettabile per chi ha già sperimentato display più reattivi.
Per Apple, il rischio non è solo tecnico ma reputazionale: mantenere a lungo prodotti premium con pannelli a 60Hz potrebbe alimentare l’idea di una segmentazione forzata, distante dalle esigenze reali degli utenti. Al contrario, l’estensione del ProMotion a tutta la linea iPad e MacBook consoliderebbe l’allineamento tra pricing, aspettative e qualità percepita, rafforzando la fiducia di lungo periodo nel brand.
In questa prospettiva, i 60Hz non rappresentano più una scelta neutra, ma un limite che l’ecosistema Apple dovrà superare in modo organico.
FAQ
Perché i display a 120Hz sono importanti sui dispositivi Apple
I 120Hz migliorano fluidità, reattività e comfort visivo, rendendo scrolling, animazioni e interazioni più naturali. Su dispositivi costosi come iPad e MacBook, questa caratteristica incide direttamente sulla qualità percepita dell’esperienza.
Quali prodotti Apple offrono oggi la tecnologia ProMotion
La tecnologia ProMotion è presente su iPad Pro, sui modelli iPhone di fascia alta e, nelle generazioni più recenti, sui MacBook Pro. Con iPhone 17, Apple ha iniziato a portare i 120Hz anche sul modello base.
Perché iPad Air utilizza ancora un display a 60Hz
iPad Air rimane sui 60Hz per differenziarlo dagli iPad Pro e giustificare il sovrapprezzo dei modelli superiori. Tuttavia, il prezzo di listino dell’Air è tale da rendere questa scelta sempre meno coerente con le aspettative degli utenti.
Come si confrontano i prezzi tra iPad Air e iPad Pro
L’iPad Air parte da 669 euro per l’11 pollici e da 869 euro per il 13 pollici, mentre l’iPad Pro parte da 1119 euro. Il salto di circa 500 euro rende difficile giustificare l’acquisto del Pro solo per ottenere i 120Hz.
I MacBook Air dovrebbero adottare i 120Hz
Sì, perché il MacBook Air è un prodotto centrale nell’ecosistema Apple, usato da studenti, professionisti e creativi. Un pannello a 120Hz migliorerebbe nettamente la produttività e allineerebbe il dispositivo agli standard della fascia premium.
I 60Hz sono ancora accettabili sui prodotti Apple del 2026
Su dispositivi entry-level possono essere tollerati, ma su prodotti come iPad Air e MacBook Air, posizionati in fascia medio-alta, i 60Hz appaiono sempre più come un limite tecnico e di percezione del valore.
Quali vantaggi porta un refresh rate variabile per la batteria
Un pannello a refresh variabile può passare da 120Hz a frequenze inferiori quando il contenuto è statico, riducendo i consumi energetici. Questo permette di unire maggiore fluidità nelle interazioni a un’autonomia paragonabile o migliore rispetto ai 60Hz fissi.
Qual è la fonte del confronto storico sui display a 120Hz
Le considerazioni sul divario tra i 60Hz attuali e i 120Hz offerti in passato derivano dall’articolo pubblicato da iSpazio, che analizza il ruolo di ProMotion nei prodotti Apple dal 2017 a oggi.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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