Apple iPhone verso rincari significativi a causa della nuova crisi globale delle memorie elettroniche
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Perché la crisi delle memorie può far salire i prezzi degli iPhone
La crisi globale delle memorie colpisce direttamente Apple, che secondo un’analisi JP Morgan citata dal Financial Times dovrà decidere a breve come gestire l’impennata dei costi. Oggi i moduli di memoria pesano già molto di più sul costo di un iPhone rispetto al passato e, entro il 2027, potrebbero arrivare a rappresentarne quasi la metà.
La scelta chiave riguarda il futuro listino dei melafonini: aumentare i prezzi, oppure accettare un taglio significativo dei margini.
La questione riguarda soprattutto i prossimi modelli, inclusi i futuri iPhone 18, il cui lancio potrebbe essere riposizionato nel calendario per concentrare le scorte di memoria sulle varianti più redditizie e di fascia alta.
In sintesi:
- Costo delle memorie per iPhone previsto al 45% del totale componenti entro il 2027
- Apple dovrà scegliere tra aumento prezzi o riduzione dei margini di profitto
- Ipotesi di slittamento del lancio di iPhone 18 ai primi mesi del 2027
- Possibili compromessi su specifiche e qualità per abbassare i costi produttivi futuri
Come i rincari delle memorie cambiano i conti di Apple
Per anni la memoria ha inciso attorno al 10% sul costo dei componenti di un iPhone; oggi quella fase è superata. Secondo le stime riportate dal Financial Times, entro il 2027 tale quota potrebbe salire fino al 45% del costo totale dei componenti, un livello senza precedenti per la filiera degli smartphone premium.
Con gli altri componenti ormai difficilmente comprimibili, il margine di manovra industriale di Apple si restringe. Il gruppo di Cupertino è così di fronte a un bivio: trasferire sui listini parte dell’aumento dei costi oppure assorbirlo sacrificando la profittabilità per difendere le quote di mercato.
Un aumento dei prezzi potrebbe consolidare l’immagine di brand ultra‑premium ma frenare le vendite nei segmenti più sensibili al prezzo; la difesa dei margini, al contrario, passerebbe da un ripensamento delle configurazioni di memoria offerte sugli entry e mid-range, con tagli iniziali più bassi e upgrade più costosi. In questo scenario la gestione delle scorte e dei contratti con i fornitori di memoria diventa strategica quanto il design del prodotto.
Ipotesi su iPhone 18 e future strategie di posizionamento
La pressione sui costi potrebbe spiegare anche l’ipotesi di posticipare il lancio di iPhone 18 ai primi mesi del 2027, concentrando le memorie disponibili sulle versioni di fascia alta, con maggiore redditività per unità venduta.
Parallelamente, Apple starebbe valutando soluzioni per ridurre il costo industriale di iPhone 18, introducendo compromessi selettivi su specifiche e materiali meno visibili al consumatore medio. Eventuali differenziazioni più marcate tra modelli base e “Pro” potrebbero diventare lo strumento principale per gestire il mix tra volumi e margini in un mercato sempre più esposto alla volatilità dei prezzi delle memorie.
FAQ
Perché sta aumentando il costo della memoria negli iPhone?
Il costo cresce perché la domanda di chip memoria ad alta capacità supera l’offerta, spingendo al rialzo i prezzi di approvvigionamento per Apple.
Quando potremmo vedere un aumento dei prezzi degli iPhone?
È plausibile che eventuali aumenti emergano con le prossime generazioni, tra 2025 e 2027, man mano che i nuovi contratti di fornitura entreranno in vigore.
Apple può evitare di alzare i prezzi degli iPhone?
Sì, può farlo accettando margini più bassi, riducendo dotazioni standard di memoria o rivedendo componenti non critici per contenere i costi.
Il possibile rinvio di iPhone 18 è già confermato?
No, al momento si tratta di scenari ipotizzati da analisti di mercato; Apple non ha comunicato ufficialmente modifiche al calendario di lancio.
Quali sono le fonti delle informazioni su prezzi e memoria iPhone?
Le informazioni derivano da elaborazioni redazionali basate congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



