Antonella Clerici difende autonomia in Rai e sorprende con giudizio su Ilary

Antonella Clerici difende autonomia in Rai e sorprende con giudizio su Ilary

24 Maggio 2026

Antonella Clerici racconta la nuova tv italiana e promuove le colleghe

Antonella Clerici, 62 anni, icona della tv di servizio Rai, racconta chi è oggi, cosa fa in video e perché il suo mezzogiorno ha una “missione sociale”.
Dall’osservatorio di È sempre mezzogiorno e The Voice descrive come è cambiato il pubblico italiano nell’era dei social, dove e quando percepisce questo mutamento – in diretta, ogni giorno – e perché rivendica libertà editoriale e rifiuto delle “marchette”.
In un’intervista a La Stampa, lancia inoltre uno sguardo al passato, citando i suoi modelli storici, e al futuro, indicando alcune conduttrici – anche di Mediaset – che considera eredi credibili della grande conduzione generalista.

In sintesi:

  • Antonella Clerici difende la funzione sociale del mezzogiorno Rai dopo il Covid.
  • Rivendica totale libertà professionale: “Da me una marchetta non entra”.
  • Analizza la tv trasformata dai social e dal giudizio istantaneo del pubblico.
  • Indica modelli storici e promuove Ilary Blasi, Michelle Hunziker, Andrea Delogu.

Il mezzogiorno Rai come specchio del Paese nell’era dei social

Per Antonella Clerici, È sempre mezzogiorno è molto più di un programma di cucina: è un presidio quotidiano di leggerezza e attualità. “Mi piace tantissimo il mio È sempre mezzogiorno perché ho costruito una compagnia di giro divertente, leggera, simpatica. Tra un sugo e un contorno, parliamo di vita, di attualità”.
Il collegamento con il Paese è diretto: “Io guardo il Paese passare, ho il suo polso. Ci tenevo a riprendere dopo il Covid per fare compagnia alle persone. Credo che il mezzogiorno abbia in qualche modo una missione sociale”. Il programma, sottolinea, accompagna il pubblico fino al telegiornale, fungendo da ponte informativo e affettivo.

Anche The Voice è per lei un laboratorio emotivo: “Mi diverto anche se non è in diretta perché ogni due minuti cambiano le emozioni dei concorrenti e di chi ci lavora. E questo il pubblico lo sente”. Dopo 26 anni dalla prima puntata de La prova del cuoco, la conduttrice registra una trasformazione radicale: i social spiegano “in due minuti cosa fare”, giudicano subito ricette, parole, libri. “Tutto è più veloce, tutto è sottoposto a un giudizio immediato”.

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In questo scenario, Clerici difende con decisione la propria autonomia professionale: “Ho sempre mantenuto la mia libertà e devo dire che la Rai mi ha lasciata molto libera. Per dire, nessuno mi ha mai imposto un cuoco. Poi forse mi conoscono, sanno che sono peperina, da me una marchetta non entra”. Una posizione che rafforza il suo profilo di volto popolare ma affidabile del servizio pubblico.

I modelli storici e le conduttrici che secondo Clerici guideranno il futuro

Guardando indietro, Antonella Clerici individua riferimenti chiari: “Sicuramente Pippo Baudo che ha reso per primo giustizia a quella definizione che da parte di qualche radical chic voleva suonare come un’accusa”. Per la fascia di mezzogiorno cita due icone: Raffaella Carrà ed Enrica Bonaccorti, simboli di una tv popolare ma strutturata.
Più interessante, in chiave futura, è la sua “promozione” a tre conduttrici di nuova generazione, due delle quali legate a Mediaset, segno di uno sguardo che supera i confini aziendali. “Mi fa molta simpatia Ilary Blasi, così come Michelle Hunziker. E poi Andrea Delogu che trovo molto moderna, figlia dei suoi tempi”.

Il riconoscimento a Ilary Blasi e Michelle Hunziker arriva in una fase delicata delle loro carriere, tra cambi di format e intensa esposizione mediatica, mentre Andrea Delogu viene letta come volto capace di interpretare linguaggi e ritmi della tv ibridata con i social. Un passaggio di testimone implicito che disegna il perimetro delle future “prime donne” della generalista.

La lezione di Clerici sulla credibilità tv nell’era delle emozioni rapide

La traiettoria di Antonella Clerici, dall’esordio nelle tv locali anni ’80 alla centralità nel mezzogiorno Rai, mostra che la longevità televisiva oggi passa per autenticità, coerenza editoriale e capacità di leggere il Paese oltre gli algoritmi. In un contesto dominato da reazioni istantanee e giudizi social, la conduttrice rivendica una tv che intrattiene ma al tempo stesso accompagna, informa e rassicura.

La sua apertura verso colleghe più giovani, anche di altre reti, indica un modello di competizione meno ideologico e più basato sulla qualità della conduzione e sulla tenuta nel tempo del rapporto con il pubblico. Una bussola preziosa per capire come evolveranno palinsesti e volti della tv generalista italiana nei prossimi anni.

FAQ

Qual è oggi il ruolo di Antonella Clerici nel mezzogiorno Rai?

Attualmente Antonella Clerici guida È sempre mezzogiorno, programma quotidiano Rai che unisce cucina, attualità e intrattenimento, con esplicita funzione di compagnia e servizio dopo l’emergenza Covid.

Perché Antonella Clerici parla di missione sociale del mezzogiorno?

Lo fa perché considera il mezzogiorno un momento in cui molte persone sole o fragili cercano compagnia, leggerezza controllata e un passaggio morbido verso l’informazione dei telegiornali.

Come giudica Antonella Clerici l’impatto dei social sulla televisione?

Lo giudica dirompente: i social offrono ricette, opinioni e critiche in tempo reale, rendendo tutto più veloce e sottoposto a un giudizio immediato, anche sui contenuti televisivi.

Quali conduttrici indica Antonella Clerici come volti del futuro?

Indica tre nomi: Ilary Blasi, Michelle Hunziker e Andrea Delogu, ritenute moderne, spontanee e capaci di interpretare i linguaggi del pubblico contemporaneo.

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