Annamaria Bernardini De Pace accusa: strage ignorata a Crans Montana, risarcimenti monstre in gioco
Indice dei Contenuti:
Indagine per strage e responsabilità penali
Annamaria Bernardini De Pace smonta l’impianto investigativo sulla tragedia di Crans-Montana, definendo inadeguata l’ipotesi di omicidio colposo e invocando l’iscrizione per “strage”. Sottolinea la differenza giuridica: la colpa attiene a negligenza e disattenzione; il dolo, anche eventuale, emerge quando si accetta consapevolmente il rischio, trascurando norme e misure di sicurezza. La cornice, avverte, non è di mera imprudenza ma di scelte gravemente omissive in un locale sovraffollato e privo di adeguati presidi d’emergenza.
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Nel confronto in studio con Mara Venier, l’avvocata richiama i doveri di controllo, prevenzione e vigilanza: dalla gestione del locale agli organi preposti, ogni anello della catena andrebbe vagliato per accertare eventuali concorsi di responsabilità. Evidenzia inoltre il rischio di condizionamenti in una comunità “piccola, intrecciata da parentele”, chiedendo un’azione giudiziaria autonoma e rigorosa.
L’obiettivo, sostiene, è qualificare i fatti in modo proporzionato alla gravità dell’evento: 40 vittime e oltre 100 feriti impongono un’istruttoria che consideri l’ipotesi più severa, garantisca trasparenza probatoria e tuteli le parti lese sin dalle prime fasi, con perizie su flussi, capienza, uscite di sicurezza e sistemi antincendio.
Richieste risarcitorie e onore della Svizzera
Annamaria Bernardini De Pace invoca un’azione civile senza precedenti: per le famiglie delle 40 vittime e i 116 feriti chiede una pretesa complessiva di 50 miliardi, da avanzare contro la Confederazione Elvetica. La linea è netta: il risarcimento, collettivo e simbolico, deve riflettere la portata della tragedia e la presunta catena di omissioni, dai controlli agli standard di sicurezza nel locale di Crans-Montana.
L’avvocata lega l’istanza economica alla dimensione etica: la Svizzera dovrebbe “riconquistare il proprio onore” rispondendo con strumenti concreti, immediati e verificabili, senza rinvii dilatori. Non una valutazione astratta del danno, ma un dispositivo che includa fondi per le cure, sostegno psicologico, perdita di reddito e danno esistenziale, con parametri trasparenti e audit indipendenti.
La richiesta, incardinata su un principio di responsabilità sistemica, punta anche a evitare transazioni al ribasso. Per la legale, solo un ristoro esemplare e tempestivo può garantire tutela effettiva ai danneggiati e indicare una linea di accountability istituzionale proporzionata alla gravità dei fatti.
Testimonianze, dolore collettivo e ricerca di giustizia
In studio con Mara Venier, il racconto dei familiari delle vittime e dei feriti restituisce la dimensione umana della tragedia di Crans-Montana: nomi, attese in ospedale, vite interrotte. La richiesta condivisa è chiarezza sulle cause, tempi certi e responsabilità tracciabili. La comunità si stringe attorno ai ragazzi colpiti, chiedendo protezione legale e accesso alle informazioni dell’inchiesta.
Nel confronto emerge l’esigenza di supporto psicologico stabile per parenti e superstiti, insieme a un canale unico di comunicazione istituzionale per evitare opacità e rimbalzi. Le testimonianze puntano su sicurezza, uscite d’emergenza e controlli omessi, chiedendo atti e perizie pubbliche, verificabili da consulenti indipendenti.
La presenza di Annamaria Bernardini De Pace orienta il dibattito verso una piattaforma comune di tutela: assistenza legale coordinata, raccolta di prove documentali e tracciamento clinico dei feriti. Il quadro emotivo si traduce in obiettivi procedurali: verità, equità risarcitoria, responsabilità personali e istituzionali accertate senza condizionamenti.
FAQ
- Quante sono le vittime accertate?
40 deceduti e 116 feriti secondo i dati richiamati in trasmissione. - Qual è la principale richiesta penale avanzata?
Riconsiderare l’ipotesi di reato da omicidio colposo a “strage”. - Quale sostegno chiedono le famiglie?
Assistenza psicologica, legale coordinata e accesso trasparente agli atti. - Che ruolo hanno le testimonianze dei presenti?
Contribuire alla ricostruzione dei fatti su capienza, vie di fuga e presidi antincendio. - È prevista una richiesta di risarcimento collettivo?
Sì, un’azione unitaria con criteri chiari per cure, reddito e danno esistenziale. - Come garantire trasparenza investigativa?
Perizie indipendenti, pubblicazione dei parametri tecnici e audit esterni. - Fonte giornalistica di riferimento?
Programma televisivo Domenica In, domenica 11 gennaio 2026, come riportato da rai.it.




