Andrea Sempio ribadisce le accuse contro Alberto Stasi e difende la condanna contestata

Il caso Poggi, il nuovo indagato Sempio e le ombre su Garlasco
Chi parla è Andrea Sempio, 38 anni, di Garlasco, unico indagato oggi per l’omicidio di Chiara Poggi. Nell’intervista a Dritto e Rovescio su Rete 4, condotta da Paolo Del Debbio e andata in onda il 12 marzo, Sempio ricostruisce il proprio ruolo nell’inchiesta riaperta dalla Procura di Pavia. Spiega dove sostiene di trovarsi il 13 agosto 2007, perché telefonò a casa Poggi, come interpreta la discussa “impronta 33” e come la nuova indagine abbia stravolto la sua vita e quella della famiglia.
Rivendica estraneità al delitto, conferma di non aver mai conosciuto Alberto Stasi e, pur non avendo letto gli atti processuali, afferma di non ritenere ingiusta la condanna definitiva dell’ex fidanzato di Chiara, definendolo “carnefice”.
In sintesi:
- Andrea Sempio è oggi l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
- Nell’intervista a Dritto e Rovescio contesta il peso dato a appunti, telefonate e “impronta 33”.
- Dichiara di non ricordare il libro cercato a Vigevano il giorno del delitto.
- Ritiene tuttora non ingiusta la condanna definitiva di Alberto Stasi.
Al centro della nuova attenzione investigativa ci sono le abitudini di scrittura di Sempio, i suoi spostamenti e i rapporti con la famiglia Poggi. L’uomo respinge le interpretazioni accusatorie sui suoi appunti sequestrati, sulle telefonate ai Poggi e sull’“impronta 33” rilevata sul muro vicino alla tavernetta dove fu trovato il corpo di Chiara.
Descrive un prima e un dopo nella propria vita: da esistenza ritirata e riflessiva a quotidianità segnata da telecamere, sospetti e prudenza estrema in ogni gesto, fino a rinunciare a scrivere e a leggere per timore di nuove strumentalizzazioni.
Appunti sequestrati, telefonate e impronta: la linea difensiva di Andrea Sempio
Sempio racconta che la scrittura era una costante fin dall’infanzia, tra diari e fogli di appunti: “Scrivevo molto… quando sono venuti da me hanno trovato tonnellate di carta”. Ora ha smesso: teme che ogni parola possa essere “rigirata”.
“Non mi fido di quello che potrebbe succedere”, spiega, ricordando come i suoi scritti siano stati acquisiti dagli inquirenti e, a suo dire, parzialmente filtrati all’esterno. La stessa diffidenza ha congelato la sua grande passione per la lettura: “Prima leggevo tantissimo, ora non lo faccio più… è come se stessi perdendo tempo” rispetto al caso.
Sul 13 agosto 2007, giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi, Sempio ribadisce di essersi recato a Vigevano per comprare un libro, senza ricordarne oggi il titolo. Giudica eccessiva l’attenzione su queste incongruenze di dettaglio: invita a confrontare eventuali prove dirette (“un filmato di te che vai nel vicolo dei Poggi, esci fuori coperto di sangue”) con quelle che definisce “inezie”.
Quanto alle telefonate a casa Poggi, chiarisce di aver cercato il fratello di Chiara per organizzare una vacanza: tre chiamate, da 2, 8 e 21 secondi. “O mi credi o non mi credi”, sintetizza, indicando nella vicinanza dei numeri in rubrica la causa della prima telefonata “per errore”.
Sull’“impronta 33”, rilevata sul muro sopra le scale verso la tavernetta, Sempio sottolinea che si tratta di un’area di passaggio, frequentata da più persone: “È un’impronta trovata in un posto dove c’è impronta mia e di altre persone… La Procura dice che non è insanguinata”. A suo dire, anche qui sarebbe stato sovrastimato il peso di un singolo elemento indiziario, a fronte di anni di frequentazioni normali della casa Poggi.
Vita stravolta, rapporto con Taccia e giudizio su Alberto Stasi
Sempio si definisce da sempre una persona “abbastanza ritirata… una vita più riflessiva, anche solitaria”, con pochi amici selezionati, visti di rado ma considerati legami profondi. Tra le figure centrali cita l’avvocata Angela Taccia, sua storica difensora: “Tra le donne più importanti c’è l’avvocato Taccia… è la mia migliore amica… il perno della mia difesa”.
Descrive un forte impatto mediatico sulla famiglia: vivono in fondo a una via chiusa, ma esistono orari in cui i genitori evitano di uscire “perché sanno che finiscono nella diretta”. “Mi fa rabbia questa situazione”, aggiunge, riportando le parole del padre: “la nostra verità non conta nulla”.
Su Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco, assume una posizione netta: “Io ad oggi quella condanna non la vedo come ingiusta… per me è il carnefice”. Precisa però di non aver letto tutte le carte processuali.
Riferisce di non aver mai avuto rapporti personali con Stasi prima del delitto: “Che tipo è? Non ne ho idea, io non l’ho mai conosciuto”. Ricorda un unico incrocio, dopo l’omicidio, in un locale di Garlasco: due tavoli separati, nessuna parola scambiata, nessun contatto diretto. Un dettaglio che conferma la distanza personale ma non scioglie, sul piano giudiziario, i molti interrogativi ancora aperti sul futuro dell’inchiesta.
FAQ
Chi è oggi l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi?
Attualmente l’unico indagato è Andrea Sempio, 38enne di Garlasco, amico del fratello di Chiara Poggi.
Cosa contesta Andrea Sempio sulle prove a suo carico?
Sempio critica il peso attribuito a appunti sequestrati, brevi telefonate ai Poggi e alla cosiddetta “impronta 33” sul muro.
Perché Andrea Sempio dice di essersi recato a Vigevano il 13 agosto 2007?
Sempio afferma di essere andato a Vigevano per comprare un libro, di cui oggi non ricorda il titolo.
Qual è il rapporto tra Andrea Sempio e l’avvocato Angela Taccia?
Andrea Sempio descrive Angela Taccia come sua migliore amica e perno della strategia difensiva fin dal 2005.
Quali sono le fonti giornalistiche utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da elaborazione redazionale di notizie diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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