Andrea Sempio al centro dell’indagine Garlasco, emergono nuovi elementi

Il caso Garlasco, le nuove indagini su Andrea Sempio e i nodi del Dna
Chi è oggi al centro del nuovo fronte investigativo sul delitto di Garlasco? Il 37enne Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Cosa viene contestato? Un possibile concorso nell’omicidio e alcune tracce genetiche riconducibili a lui.
Dove si concentra l’attenzione? Tra la casa dei Poggi a Garlasco e il laboratorio Genomica di via Arduino, a Roma.
Quando si riapre la partita? Nel 2026, con nuovi approfondimenti tecnici e consulenze di parte.
Perché il caso resta aperto? Per i dubbi residui su Dna sotto le unghie della vittima e sulla cosiddetta traccia 33, potenziale appiglio per un rinvio a giudizio.
In sintesi:
- Andrea Sempio di nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
- Il Dna, un tempo “jolly” accusatorio, oggi viene messo radicalmente in discussione.
- La traccia 33 sul muro resta l’elemento tecnico più controverso per l’accusa.
- Nuove consulenze genetiche private puntano a smontare l’impianto probatorio residuo.
Andrea Sempio racconta di aver saputo dell’indagine tramite una telefonata dei carabinieri di Milano per il ritiro di un “atto giudiziario” che inizialmente aveva scambiato per una semplice multa.
Solo dopo comprende la portata dell’accusa: sospetto di concorso nell’omicidio di Chiara Poggi, la sorella del suo amico Marco.
Il 37enne, già sfiorato più volte dalle indagini, descrive il Dna come “era un po’ il jolly che lasciava sempre dei dubbi”, sostenendo che le più recenti analisi abbiano chiarito molti aspetti tecnici che in passato avevano pesato sul suo nome.
Sempio ammette errori di gestione dei primi atti: verbali “presi come venivano” e una perquisizione in casa sua e dei genitori durante la quale ha inserito numerose note esplicative su ogni oggetto sequestrato.
Col senno di poi, riconosce che “molte cose potevano essere fatte meglio sia da parte mia sia da parte degli operatori”, ma si dice fiducioso che i nuovi approfondimenti consentano di chiarire definitivamente la sua posizione.
Dna, traccia 33 e ruolo di Sempio nella casa dei Poggi
Al centro del nuovo fronte probatorio rimane il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi e la cosiddetta traccia 33 individuata sul muro che conduce alla taverna, luogo in cui la giovane fu trovata senza vita.
Andrea Sempio chiarisce il suo rapporto con l’abitazione: le stanze da lui maggiormente frequentate erano la camera di Chiara, dove si trovava il pc usato con Marco Poggi e altri amici, e la sala in cui la ragazza faceva colazione il giorno dell’omicidio.
Proprio questa consuetudine d’uso, secondo la difesa, renderebbe non sorprendente il possibile contatto genetico, sganciandolo dal momento del delitto.
Sempio richiama la perizia della dottoressa Albani, che avrebbe ridimensionato l’utilizzabilità del profilo genetico: a suo dire, le conclusioni della consulente rendono “un po’ inutile” il lavoro difensivo, poiché affermano che quei dati non possono essere impiegati come prova certa.
Sulla traccia 33, riferita a lui, il 37enne ribadisce di non essere preoccupato: una consulenza tecnica di parte avrebbe evidenziato che i punti genetici disponibili non bastano a un’associazione univoca.
Inoltre, sottolinea come la stessa Procura non la consideri un’impronta insanguinata, complicandone il collegamento diretto con l’omicidio.
Definisce la traccia 33 “l’unico elemento su cui ancora non c’è un punto fermo”, chiedendosi se possa diventare l’assist per il rinvio a giudizio, pur giudicandola fragile sul piano scientifico.
Gli scenari futuri tra nuova genetica forense e responsabilità processuali
Il nuovo ciclo di accertamenti, condotto anche presso il laboratorio Genomica di via Arduino a Roma, segna una fase delicata: la genetica forense, un tempo percepita come prova regina, viene oggi riletta con maggiore prudenza metodologica.
L’esito delle consulenze su Dna sotto le unghie e traccia 33 potrà incidere non solo sul destino giudiziario di Andrea Sempio, ma anche sul modo in cui i casi storici come Garlasco verranno valutati in futuro.
La vicenda solleva un interrogativo chiave per l’opinione pubblica: come bilanciare l’affidabilità delle analisi scientifiche con la necessaria tutela degli indagati, specie quando gli atti originari risultano imperfetti?
La risposta arriverà dalle prossime decisioni della Procura: archiviazione, nuovo processo o ulteriori approfondimenti tecnici, in un quadro in cui ogni dettaglio documentale potrà diventare decisivo.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è di nuovo indagato?
Andrea Sempio è un 37enne amico di Marco Poggi, oggi indagato per possibile concorso nell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Cosa contesta la difesa di Sempio sulle prove di Dna?
La difesa sostiene che i profili genetici siano parziali, non univocamente attribuibili a Sempio e, secondo la perizia Albani, non pienamente utilizzabili in sede probatoria.
Che cos’è la traccia 33 legata al caso Garlasco?
La traccia 33 è un residuo genetico rilevato sul muro verso la taverna, attribuito in parte a Sempio ma ritenuto non insanguinato e scientificamente controverso.
Perché la presenza di Sempio nella casa Poggi è ritenuta rilevante?
È rilevante perché Sempio frequentava spesso camera di Chiara e sala comune, circostanza che potrebbe spiegare contatti genetici estranei al momento dell’omicidio.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul caso Garlasco?
L’articolo è derivato da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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