Amazon licenzia ancora e scommette sull’intelligenza artificiale, ecco cosa cambia

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Amazon avvia il secondo round di licenziamenti: lavoratori scalzati dall’intelligenza artificiale
Nuova ondata di tagli
Il gruppo Amazon avvia un nuovo ciclo di riduzione del personale, con circa 16.000 posizioni corporate in uscita a livello globale, in una strategia che mira a ridurre i costi fissi e a ridefinire le priorità tecnologiche. Secondo quanto riportato da CNBC, si tratta della seconda grande sforbiciata in pochi mesi, dopo i circa 14.000 posti eliminati in autunno.
La scelta si inserisce in un piano più ampio che, stando alle anticipazioni di Reuters, punta a ridimensionare fino a 30.000 ruoli aziendali, in particolare nelle funzioni centrali e nei servizi a maggior componente digitale. L’obiettivo dichiarato dal management è ridurre la burocrazia interna, velocizzare le decisioni e alleggerire livelli gerarchici considerati ridondanti.
Il contesto è quello di una crescita rallentata rispetto ai picchi registrati durante la pandemia, quando nel solo 2020 furono assunte oltre 500.000 persone. Ora il gruppo tech si trova a correggere quella fase espansiva, intervenendo soprattutto sui dipartimenti a più alto costo e maggiore sovrapposizione di ruoli, in parallelo con un’accelerazione degli investimenti in tecnologie automatizzate.
Occupazione e intelligenza artificiale
La riduzione del personale è legata a una doppia dinamica: il rientro dall’eccesso di assunzioni del periodo Covid e la rapida diffusione di sistemi di intelligenza artificiale in tutte le aree di business del colosso di Seattle. Soluzioni di automazione avanzata stanno sostituendo attività operative e di back office, incidendo sia sui ruoli intermedi sia sulle funzioni specialistiche tradizionali.
I tagli riguardano in particolare Amazon Web Services, le attività retail, la piattaforma Prime Video e i dipartimenti HR, aree in cui l’uso di algoritmi predittivi, strumenti di analisi dei dati e software generativi consente di svolgere processi prima affidati a team numerosi. Questa transizione tecnologica alimenta il dibattito globale sul rapporto fra produttività, qualità del servizio e tutela dell’occupazione qualificata.
Il ceo Andy Jassy ha indicato come priorità la semplificazione dei livelli organizzativi e la concentrazione delle risorse sulle linee di sviluppo ritenute strategiche, dall’AI generativa ai servizi cloud a più alto margine. L’azienda insiste sul fatto che la ristrutturazione sia necessaria per restare competitiva nel lungo periodo, ma per migliaia di lavoratori la trasformazione digitale si traduce in uscita forzata o in una pressione crescente verso la riqualificazione professionale.
Impatto in Italia e reazioni sociali
Nel contesto italiano, Amazon ha avviato colloqui con le organizzazioni sindacali per gestire la fase di riorganizzazione, puntando soprattutto su pacchetti di incentivo alle dimissioni volontarie. Al momento non risultano esuberi collettivi formalmente dichiarati, ma le parti sociali chiedono massima trasparenza sui piani a medio termine e sulle ricadute occupazionali nei poli logistici e nelle sedi corporate.
I sindacati sottolineano il rischio che l’avanzata dell’automazione, se non accompagnata da reali percorsi di formazione e ricollocazione, produca precarietà e polarizzazione del mercato del lavoro. Chiedono che l’uso dell’AI nelle valutazioni di performance, nelle turnazioni e nei processi di selezione resti sottoposto a controlli chiari e a un dialogo costante con i lavoratori.
Per economia e istituzioni il caso del colosso statunitense è un banco di prova: dimostra come le scelte dei grandi player globali, incentrate sull’ottimizzazione tecnologica, possano incidere direttamente sui livelli occupazionali nazionali. La sfida per governi e regolatori europei è definire regole che favoriscano l’innovazione senza scaricare integralmente sul lavoro dipendente il costo dell’adozione massiva di sistemi intelligenti.
FAQ
D: Quanti posti di lavoro vengono tagliati a livello globale?
R: Il nuovo round prevede circa 16.000 uscite corporate nel mondo, all’interno di un obiettivo complessivo fino a 30.000 ruoli.
D: Quali aree aziendali sono maggiormente coinvolte?
R: I tagli interessano soprattutto Amazon Web Services, attività retail, Prime Video e le risorse umane.
D: Che ruolo ha l’intelligenza artificiale in questa ristrutturazione?
R: L’AI viene usata per automatizzare processi, ridurre attività ripetitive e sostituire mansioni di back office e middle management.
D: Perché l’azienda interviene dopo le maxi-assunzioni della pandemia?
R: L’espansione del 2020 ha creato un eccesso di organico rispetto ai ritmi di crescita attuali, ora corretti con piani di riduzione.
D: Come viene gestita la situazione in Italia?
R: In Italia sono in corso incontri con i sindacati, con incentivi alle dimissioni volontarie e attenzione a evitare licenziamenti collettivi espliciti.
D: Quali tutele chiedono le organizzazioni sindacali?
R: Domandano trasparenza sui piani industriali, percorsi di riqualificazione e regole chiare sull’uso degli algoritmi nella gestione del personale.
D: Qual è la posizione ufficiale del management?
R: La dirigenza, guidata da Andy Jassy, sostiene che i tagli servano a snellire la struttura e a concentrare gli investimenti sulle tecnologie più redditizie.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni sul nuovo piano di esuberi?
R: I dati sui tagli sono stati riportati da CNBC e anticipati da Reuters, che hanno ricostruito numeri, perimetro e motivazioni della riorganizzazione.




