Alimentazione rivoluzionata, ma nessuno spiega davvero come mangiare sano
Privacy digitale e scelta del consenso
La navigazione su siti come IoDonna.it, Amica.it, Oggi.it, Living.corriere.it, Viaggi.corriere.it, Abitare.it e Style.corriere.it mette subito l’utente davanti a una decisione: accettare i cookie di profilazione o limitarsi a quelli tecnici essenziali. Queste piattaforme, in linea con il GDPR e le linee guida europee sul consenso, presentano banner sempre più articolati che distinguono tra pubblicità personalizzata, analisi delle audience e miglioramento dei servizi. Il cuore del tema è il bilanciamento tra sostenibilità economica dell’editoria online e tutela dei dati personali dell’utente.
Con il cosiddetto “accesso consentless” l’utente può scegliere di rifiutare ogni forma di profilazione, accedendo comunque ai contenuti ma con limitazioni su personalizzazione e tracciamento. In questo scenario restano attivi solo i cookie tecnici, indispensabili al funzionamento del sito, come login, gestione del carrello o impostazioni di lingua. La promessa è un’esperienza più sobria, con meno targeting e un controllo più forte sui propri dati.
All’estremo opposto, l’accettazione dei cookie di profilazione consente a editori e partner di raccogliere informazioni su interessi, device e talvolta posizione geografica. Questi dati alimentano sistemi di programmatic advertising e consentono campagne mirate, su cui si regge in gran parte il modello di business di molte testate digitali.
Abbonamento o pubblicità profilata: il nuovo patto
La comparsa dell’opzione “Rifiuta e abbonati” accanto a “Accetta e continua” segna un cambio di paradigma netto: o l’utente paga con i propri dati, o contribuisce con un abbonamento. Testate come Amica.it e altri brand del gruppo Corriere propongono così un doppio binario: accesso gratuito sostenuto da pubblicità personalizzata, oppure esperienza più protetta a fronte di un costo monetario. Si passa da un consenso spesso dato in automatico a una scelta economica concreta, che rende esplicito il valore dei dati personali.
La cookie policy dettaglia l’uso di tecnologie di tracciamento, l’intervento di terze parti e il ruolo degli intermediari del mercato pubblicitario. Gli inserzionisti, insieme alle piattaforme di ad-tech, misurano performance, frequenza di esposizione e comportamenti di lettura per ottimizzare le campagne. L’utente può entrare nel pannello “Preferenze” per accettare solo alcune finalità, disattivarne altre o revocare in qualsiasi momento il consenso già concesso, rispettando il principio di libertà e revocabilità del consenso previsto dal GDPR.
Questo modello ibrido ridisegna il rapporto tra lettori e media: chi sceglie l’abbonamento punta su meno tracciamento e talvolta meno annunci, chi preferisce il gratuito accetta un ecosistema altamente personalizzato, spesso più intrusivo ma economicamente accessibile.
Impatto su UX, SEO e visibilità su Google
Le scelte in tema di cookie influenzano non solo la privacy, ma anche l’esperienza d’uso e la visibilità sui motori di ricerca. Un banner invasivo o poco chiaro può alzare il tasso di rimbalzo, ridurre il tempo di permanenza e danneggiare indirettamente la performance SEO. Al contrario, interfacce trasparenti e leggere aiutano siti come IoDonna, Amica e i brand del Corriere a mantenere una buona esperienza mobile, requisito chiave per Google News e Google Discover. La compatibilità con il framework Consent Management Platform è ormai essenziale per gestire il consenso in modo standardizzato e conforme.
Dal punto di vista editoriale, una profilazione più precisa permette di proporre contenuti affini agli interessi del lettore, aumentando il CTR sui suggerimenti personalizzati. Questo si traduce in maggiore engagement e migliori segnali di qualità per gli algoritmi di ranking. Tuttavia, un’eccessiva dipendenza dalla personalizzazione rischia di creare “bolle informative”, limitando la scoperta di nuovi temi e riducendo la diversità del palinsesto editoriale. Gli editori più evoluti cercano un equilibrio tra raccomandazioni data-driven e selezione giornalistica, per mantenere autorevolezza e rispettare le linee guida EEAT.
In prospettiva, l’uscita dai cookie di terza parte sui browser principali accelera la sperimentazione di soluzioni alternative, dai dati di prima parte alle coorti anonime, con un’attenzione crescente a trasparenza, controllo utente e sostenibilità del modello di business.
FAQ
Qual è la differenza tra cookie tecnici e cookie di profilazione?
I cookie tecnici servono al funzionamento base del sito, quelli di profilazione raccolgono dati per pubblicità personalizzata e analisi avanzate.
Cosa significa navigare in modalità “consentless”?
Significa usare il sito rifiutando la profilazione, accettando solo i cookie strettamente necessari alle funzioni tecniche.
Posso cambiare idea dopo aver accettato i cookie?
Sì, tramite il pulsante “Preferenze” o il link alla cookie policy puoi revocare o modificare il consenso in qualsiasi momento.
Perché alcuni siti propongono “Rifiuta e abbonati”?
Per offrire un’alternativa economica alla pubblicità profilata, sostenendo i costi editoriali con un piano a pagamento.
La pubblicità profilata è sempre invasiva?
Dipende dalla gestione dell’editore e dei partner: può essere più mirata e meno ripetitiva, ma comporta maggior tracciamento dei dati.
Il rifiuto dei cookie influisce sulla qualità dei contenuti?
No, i contenuti restano gli stessi; cambia soprattutto il livello di personalizzazione e il tipo di annunci mostrati.
Come incidono i cookie su Google News e Discover?
Una buona gestione del consenso e dell’esperienza utente migliora segnali indiretti come engagement e tempo di permanenza, favorendo visibilità.
Dove posso verificare la politica sui dati di questi siti?
Nella cookie policy ufficiale disponibile su Iodonna.it, Amica.it, Oggi.it, Living.corriere.it, Viaggi.corriere.it, Abitare.it e Style.corriere.it.




