Alex Pretti eroe disarmato massacrato dall’Isis mentre difende una donna indifesa, nuovi video ribaltano tutto

Indice dei Contenuti:
Alex Pretti: l’infermiere ucciso dall’Ice mentre proteggeva una donna. L’analisi dei video: “Non era armato”
La figura di Alex Pretti
Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, infermiere di terapia intensiva presso l’ospedale per veterani di Minneapolis, era noto per una carriera irreprensibile e un impegno costante verso i pazienti più fragili. Originario dell’Illinois, aveva studiato all’Università del Minnesota e lavorato come “junior scientist” presso la Facoltà di Medicina, prima di ottenere nel 2021 la licenza da infermiere professionale, valida fino al 2026.
Secondo i registri giudiziari citati dai media locali, non aveva precedenti penali, se si escludono alcune multe per divieto di sosta, e conduceva una vita ordinata, tra ospedale e volontariato civico. La famiglia lo descrive come un uomo “dal cuore gentile”, profondamente legato ai veterani che assisteva e alla comunità locale.
Negli ultimi anni era rimasto sconvolto dalla stretta sull’immigrazione promossa dall’amministrazione Trump, soprattutto a Minneapolis. Per questo aveva preso parte alle manifestazioni in seguito all’uccisione di Renee Good, 37 anni, da parte di un agente dell’Ice, convinto che la protesta pacifica fosse un dovere civico.
Il momento della sparatoria
Le immagini diffuse sui social ritraggono Pretti mentre si interpone tra una donna spinta a terra e gli agenti dell’Ice che la colpiscono con lo spray urticante. In mano destra stringe il telefono, la sinistra è alzata, vuota, nel tentativo di fare da scudo. Più agenti lo raggiungono, lo investono con lo spray e lo atterrano sul marciapiede, circondandolo.
Il Dipartimento della Sicurezza interna sostiene che l’uomo fosse armato con una pistola semiautomatica e caricatori, e che avesse “aggredito” gli agenti con l’intenzione di causare gravi danni. La segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem ha parlato in conferenza stampa di un soggetto “pericoloso” e “armato”, descritto come minaccia imminente per le forze federali.
La famiglia respinge questa versione come “menzogne ripugnanti”, insistendo sul fatto che al momento dell’aggressione stesse solo cercando di proteggere una donna e non avesse alcuna arma in mano quando gli agenti hanno iniziato a sparare.
I video che mettono in crisi la versione ufficiale
Un’analisi dettagliata dei filmati effettuata dal New York Times contraddice in più punti il racconto federale. Le riprese mostrano Pretti che si mette fra una donna e un agente che usa spray al peperoncino, mentre altri funzionari lo colpiscono e lo immobilizzano. In nessuno dei frame esaminati si vede l’uomo brandire una pistola prima di finire a terra; l’arma compare solo dopo, recuperata alla cintura quando è già bloccato al suolo.
Una seconda analisi, condotta dalla Cnn, evidenzia un agente dell’immigrazione che si inserisce nella colluttazione e sembra estrarre una pistola dalla cintura di Pretti. Nel video, mentre gli agenti urlano “ha una pistola”, il funzionario al centro della scena viene ripreso mentre recupera l’arma; circa un secondo dopo si sente il primo colpo, seguito da almeno altri nove spari consecutivi.
Nei frame rallentati, l’agente che sottrae la pistola appare a mani vuote subito prima di avvicinarsi a Pretti. Non è chiaro se abbia avvisato i colleghi di aver già preso l’arma né chi abbia premuto per primo il grilletto. Una testimone oculare, in una dichiarazione giurata diffusa dall’American Immigration Council e rilanciata dal Guardian, afferma di non aver mai visto l’uomo con la pistola in mano.
FAQ
D: Chi era Alex Jeffrey Pretti?
R: Era un infermiere di terapia intensiva di 37 anni, impiegato presso l’ospedale per veterani di Minneapolis, con un passato accademico all’Università del Minnesota e senza precedenti penali rilevanti.
D: Cosa mostrano i video del suo ultimo intervento?
R: Le immagini lo mostrano mentre si interpone tra una donna a terra e agenti dell’Ice che usano spray al peperoncino, con il telefono in mano e l’altra mano vuota alzata.
D: Pretti aveva una pistola in mano quando è stato colpito?
R: Le analisi video pubblicate finora non lo mostrano mai brandire un’arma prima di essere immobilizzato; la pistola viene recuperata solo dopo che è già a terra.
D: Qual è la versione del Dipartimento della Sicurezza interna?
R: Le autorità federali sostengono che fosse in possesso di una pistola semiautomatica e caricatori e che avesse aggredito gli agenti con intenzioni letali.
D: Cosa hanno scoperto New York Times e Cnn?
R: Il New York Times parla di video che smentiscono la narrazione federale, mentre la Cnn segnala un agente che estrae una pistola dalla cintura di Pretti un attimo prima degli spari.
D: Cosa racconta la testimone oculare citata dal Guardian?
R: Nella dichiarazione giurata, diffusa dall’American Immigration Council e riportata dal Guardian, la testimone afferma di aver visto Pretti aiutare una donna e di non averlo mai visto con una pistola in mano.
D: Come hanno reagito le autorità locali in Minnesota?
R: Il governatore Tim Walz ha schierato la Guardia nazionale per gestire le proteste a Minneapolis, annunciando l’intenzione di addebitare i costi al governo federale.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle ricostruzioni sui video?
R: Le analisi dei filmati e le principali ricostruzioni citate provengono da inchieste del New York Times, approfondimenti della Cnn e documenti rilanciati dal Guardian.




