Aldo Vitali svela cosa nessuno dice sui voti scandalosi a Sanremo

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Aldo Vitali polemico con i giornalisti che hanno dato voti bassi alle canzoni di Sanremo
Pagelle contestate
Nel corso del collegamento a La Volta Buona, il direttore di TV Sorrisi e Canzoni, Aldo Vitali, ha criticato apertamente le pagelle pubblicate da diversi quotidiani sui brani del Festival di Sanremo 2026. Secondo il giornalista, assegnare voti come 4 o 5 dopo un solo ascolto in sala stampa non rispetta il lavoro di chi prepara la partecipazione per mesi.
Vitali ha ricordato che la linea editoriale del settimanale che dirige non prevede punteggi, ma descrizioni dettagliate dei pezzi, proprio per evitare giudizi affrettati. Per lui, il rischio è quello di condizionare il pubblico e la percezione degli artisti prima ancora che il Festival inizi davvero.
Il direttore ha definito “sbagliato” il ricorso a valutazioni severissime su canzoni che, come spesso accade nella storia della kermesse, hanno bisogno di sedimentare. Le hit più durature, ha spiegato, raramente conquistano al primo impatto, mentre i brani più deboli risultano immediati ma meno resistenti nel tempo.
Il peso dell’interpretazione
Nell’analisi di Aldo Vitali, un nodo centrale riguarda il contesto performativo di Sanremo, dove il live stravolge la percezione delle canzoni. In trasmissione il direttore ha ricordato come, in diverse edizioni, brani considerati solo discreti sulla carta siano diventati vincenti grazie a interpretazioni potenti.
Ha citato l’esempio di Giò Di Tonno e Lola Ponce, capaci di trasformare un pezzo non unanimemente ritenuto memorabile in una vittoria grazie alla forza vocale e scenica. Giudicare esclusivamente da un ascolto in cuffia, ha sottolineato, ignora questo elemento fondamentale.
Per Vitali, il Festival è un evento televisivo complesso: contano la presenza sul palco, l’emozione trasmessa, la regia, la reazione dell’Ariston. Di conseguenza, un voto frettoloso in sala stampa rischia di sminuire dimensioni decisive dello spettacolo, riducendo tutto a un’impressione tecnica e parziale.
Voti estremi e responsabilità critica
Nel dibattito esploso online dopo le parole di Aldo Vitali, sono circolati diversi esempi di valutazioni drastiche firmate da giornalisti di testate nazionali. A cantanti come Elettra Lamborghini sarebbero stati attribuiti voti come 2 e 3 da firme de Il Mattino e de Il Sole 24 Ore, mentre artisti come Leo Gassmann, Francesco Renga, LDA e Aka7Even avrebbero ricevuto pagelle solo di poco superiori.
Pur evitando accuratamente di citare colleghi o giornali, il direttore di TV Sorrisi e Canzoni ha richiamato il mondo dell’informazione a una maggiore responsabilità, ricordando che la critica musicale non è un semplice gioco al massacro. Una valutazione sbilanciata può incidere sulla reputazione di un artista e sul rapporto del pubblico con il Festival.
Il messaggio implicito è la necessità di un giornalismo culturale più consapevole: meno centrato sul colpo di teatro del voto “shock” e più attento a contesto, tempi di ascolto, evoluzione dei brani tra prove, serate in diretta e reazioni degli spettatori.
FAQ
D: Perché Aldo Vitali contesta i voti bassi alle canzoni di Sanremo?
R: Perché ritiene ingiusto giudicare con punteggi severi brani ascoltati una sola volta in sala stampa, senza considerare il lavoro di mesi degli artisti e l’evoluzione al Festival.
D: Qual è la posizione di TV Sorrisi e Canzoni sulle pagelle di Sanremo?
R: La redazione guidata da Aldo Vitali preferisce descrivere i brani e le sensazioni di ascolto, evitando voti numerici che possano risultare affrettati o fuorvianti.
D: Che ruolo ha l’interpretazione nel giudizio delle canzoni del Festival?
R: Secondo Vitali, l’interpretazione dal vivo è decisiva: può far vincere canzoni non considerate eccellenti sulla carta, grazie a voce, presenza scenica ed emozione trasmessa.
D: Perché un solo ascolto può essere fuorviante?
R: Molti brani sanremesi hanno bisogno di più passaggi per essere compresi e apprezzati; il primo ascolto spesso privilegia la facilità immediata rispetto alla profondità musicale e testuale.
D: Quali artisti sono stati indicati come esempi di voti molto bassi?
R: Sono stati citati, fra gli altri, Elettra Lamborghini, Leo Gassmann, Francesco Renga, LDA e Aka7Even, valutati con punteggi intorno al 2–4 da vari quotidiani.
D: Che esempio ha portato Aldo Vitali per spiegare il peso dell’interpretazione?
R: Ha ricordato il successo di Giò Di Tonno e Lola Ponce, vincitori grazie a una performance vocale e scenica molto forte, pur con un brano non unanimemente ritenuto il migliore tra i vincitori.
D: Come dovrebbero comportarsi i giornalisti secondo Vitali?
R: Dovrebbero esercitare una critica più prudente, evitando i voti “shock” al primo ascolto e tenendo conto del contesto televisivo e live del Festival di Sanremo.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria che ha rilanciato la polemica?
R: La ricostruzione delle dichiarazioni di Aldo Vitali e delle pagelle contestate è stata ripresa da un articolo firmato da Fabiano Minacci pubblicato sul sito di Nexilia.




