Agenzia delle Entrate scatena una nuova ondata di controlli fiscali: cosa rischiano davvero i contribuenti italiani

Indice dei Contenuti:
### Piano dei controlli: numeri e obiettivi per il 2026
L’Agenzia delle Entrate prevede per il 2026 un forte incremento delle attività ispettive rispetto agli anni precedenti. Il nuovo quadro di programmazione economica innalza il totale delle verifiche sostanziali a 530mila interventi, superando sia le 438.579 operazioni del 2024 sia le 375mila stimate nel Piano integrato di attività e organizzazione approvato nella primavera 2025. Le ispezioni interesseranno imposte dirette, Iva, Irap, controlli sulle indebite compensazioni e sui contributi a fondo perduto.
La traiettoria di crescita è già tracciata oltre il 2026: per il 2027 l’obiettivo sale a 550mila controlli, per arrivare a 560mila nel 2028, in linea con gli impegni assunti in sede europea sul recupero di gettito e sulla riduzione dell’evasione. Rimane invariato il target dei contribuenti esaminati in sinergia con la Guardia di Finanza, fissato in 75mila soggetti ogni anno, selezionati sulla base di specifiche analisi di rischio.
Accanto alle verifiche sul campo, il programma conferma l’uso massiccio degli strumenti di prevenzione del rischio fiscale: sono previsti 2,4 milioni di lettere di compliance, ossia comunicazioni preventive per stimolare la regolarizzazione spontanea. Parallelamente, il documento di bilancio fissa un ulteriore obiettivo quantitativo: effettuare 600mila controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi, a presidio della correttezza dei dati trasmessi e delle agevolazioni richieste.
### Strategia di controllo: tra collaborazione, sanzioni e lettere di compliance
La linea operativa delineata dall’Agenzia delle Entrate punta a un equilibrio tra collaborazione con il contribuente e rigore sanzionatorio. Il documento programmatico ribadisce che l’azione principale resterà orientata alla semplificazione degli adempimenti e all’aumento della compliance spontanea, riducendo costi e frizioni burocratiche per imprese e cittadini. Le lettere di compliance, inviate in forma “amichevole”, sono concepite come il primo livello di intervento, per consentire la correzione autonoma di errori e omissioni prima dell’avvio di un accertamento vero e proprio.
Parallelamente, l’Agenzia conferma l’intenzione di rafforzare le strategie di controllo mirato, con verifiche più incisive nei casi di rischio elevato e l’applicazione di sanzioni rapide in presenza di irregolarità accertate. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’efficacia dell’accertamento degli imponibili e il recupero di gettito, concentrando le risorse sulle posizioni più critiche e riducendo le attività a basso valore aggiunto.
Questo approccio “a doppio binario” prevede quindi da un lato un percorso preventivo, fondato su comunicazioni trasparenti e strumenti digitali di assistenza, dall’altro un rafforzamento dell’azione repressiva nei confronti delle forme più strutturate di evasione fiscale. La coerenza con le best practice internazionali e con gli impegni assunti nell’ambito del Pnrr viene richiamata esplicitamente nei documenti di programmazione, a sostegno della legittimazione politica e tecnica del nuovo assetto di vigilanza.
### Nuove tecnologie e risorse umane nella lotta all’evasione
La strategia dell’Agenzia delle Entrate per rafforzare i controlli poggia su una duplice leva: innovazione tecnologica e potenziamento degli organici. Il piano prevede un’ulteriore digitalizzazione dei processi interni e l’uso sistematico di applicativi di supporto alle verifiche, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le attività a basso valore aggiunto e concentrare gli interventi dove il rischio di evasione è più elevato.
Nel documento di programmazione viene esplicitato il ricorso a tecniche avanzate di intelligenza artificiale, tra cui machine learning, text mining e network analysis. Questi strumenti, allineati alle best practice internazionali e agli impegni assunti con il Pnrr, sono destinati a potenziare l’analisi del rischio tramite l’incrocio massivo dei dati disponibili, rendendo più selettivi e mirati gli accertamenti. Il direttore Vincenzo Carbone, in audizione davanti alla Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, ha ricordato che tali soluzioni sono già state integrate nei processi operativi, fermo restando il controllo umano in ogni fase, in conformità al Regolamento sulla protezione dei dati.
Resta aperto il nodo delle risorse umane. La carenza di personale, frutto di anni di blocco del turn over e pensionamenti, condiziona la capacità ispettiva complessiva. Dal 2021 è stato avviato un piano di assunzioni mirato a colmare i vuoti in organico, così da sostenere l’aumento dei controlli previsto per il prossimo triennio e garantire un utilizzo efficace delle nuove piattaforme digitali.
FAQ
- Quanti controlli sostanziali sono previsti dall’Agenzia delle Entrate nel 2026?
L’Agenzia delle Entrate ha programmato per il 2026 circa 530mila controlli sostanziali su imposte dirette, Iva, Irap, indebite compensazioni e contributi a fondo perduto. - Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale nei nuovi controlli fiscali?
L’intelligenza artificiale viene utilizzata per l’analisi del rischio tramite machine learning, text mining e network analysis, così da individuare con maggiore precisione i contribuenti a più alta probabilità di evasione. - Le decisioni dell’Agenzia sono prese solo da algoritmi?
No, le soluzioni basate su IA supportano l’analisi dei dati, ma ogni fase del procedimento prevede un intervento umano, nel rispetto del Regolamento sulla protezione dei dati. - Cosa sono le lettere di compliance inviate ai contribuenti?
Le lettere di compliance sono comunicazioni preventive, definite “amichevoli”, con cui l’Agenzia segnala possibili anomalie per favorire la regolarizzazione spontanea senza avviare subito un accertamento formale. - Perché l’Agenzia delle Entrate sta aumentando il numero dei controlli?
L’aumento punta a migliorare il recupero di gettito e a ridurre l’evasione fiscale, in coerenza con gli impegni presi a livello europeo e con gli obiettivi fissati nel Pnrr. - Come viene affrontata la carenza di personale negli uffici fiscali?
Per compensare gli effetti del blocco del turn over e dei pensionamenti, dal 2021 è in corso un piano di assunzioni finalizzato a rafforzare la capacità operativa dell’Agenzia. - Qual è la fonte delle informazioni sul nuovo piano di controlli?
Le informazioni riportate derivano dai documenti programmatici ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e da ricostruzioni giornalistiche pubblicate da testate come il Fatto Quotidiano.




